20 novembre 2009 - Ravenna, Politica

“Acqua, un giusto passo verso le liberalizzazioni”

Il commento di Vincenzo Galassini, capogruppo Pdl-Fi in Provincia

“Con l’approvazione delle norme sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali, il governo Berlusconi dà una chiara risposta a chi vorrebbe il premier in crisi, assorbito solo dai problemi che lo riguardano”, rileva Vincenzo Galassini, capogruppo Pdl-Fi in Provincia.
 

“Questi ci sono ed hanno carattere politico, prima che giudiziario, ma il cammino delle riforme ora viene ripreso, con determinazione, per un tema fondamentale di liberalizzazione, su cui è giusto porre la fiducia. Si tratta, infatti, di vedere chi è a favore e chi contrario alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali.

Secondo l’articolo 15 del decreto Ronchi, entro il 31 dicembre del prossimo anno tutte le gestioni di tali servizi affidate a imprese interamente pubbliche, cessano di avere vigore. Le Regioni e gli enti locali avranno due strade. Una gara fra imprese, private e pubbliche per la gestione di tali servizi o l’attribuzione senza gara, ma con criteri di mercato, a società miste in cui il privato abbia almeno il 40%.

L’'acqua' rimane un bene di proprietà pubblica, la raccolta dei rifiuti urbani rimane un compito comunale, ma la gestione di tali servizi può rimanere a imprese pubbliche senza gara soltanto se nella società vi è un socio al 40% scelto fra gli operatori del mercato.
Spesso le imprese pubbliche locali non si contentano della gestione di loro competenza, ma si dedicano anche a compiti ulteriori, di natura genericamente ambientale, dati in appalto o svolti con altre società da loro dipendenti. Un esempio l’Ama, che è l’azienda di gestione dei rifiuti di Roma, ha sotto di sé ben nove società che si occupa di pulizie degli edifici, di disinfestazioni, derattizzazioni e simili, termovalorizzazioni, a Roma, a Napoli, ecc..

Compiti del Comune nelle attività economiche, con la giustificazione del 'pubblico interesse' è stata attuata dalle amministrazioni di matrice post comunista, sorrette da ambientalisti di ispirazione dirigista. La tesi degli ambientalisti che la liberalizzazione di questo settore danneggerà l’ambiente, considerando ciò che hanno fatto sin qui le gestioni interamente pubbliche, è palesemente errata.

Considerazioni non molto diverse si possono dare per l’acqua. Sui 7,6 miliardi di metri cubi erogati, registra annualmente una perdita di 2,3 miliardi a causa dei tubi troppo vecchi e con manutenzioni difettose. Occorrono grossi capitali ed è assurdo che vengano forniti col debito pubblico, mentre è possibile operare con il mercato. Le tariffe dell’acqua le più alte sono nelle regioni rosse: Toscana, Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Marche. Le più basse: Veneto, Lombardia.
 

Una riflessione: anche in Romagna 'i migliori', come si definisce la sinistra, nel mese scorso in tutti i Comuni della Provincia di Ravenna hanno ceduto le reti, che con la nuova legge debbono rimanere pubbliche, ad Hera. Dopo pochi giorni in consiglio provinciale di Ravenna si approvano un ordine del giorno per salvaguardare il 'bene pubblico', ci vuole una bella faccia!
 

Inopportune la dichiarazione del coordinatore Pagani e Patrizi (Pd) per i paventati pericoli come dalla loro dichiarazione: 'si obbligano i comuni ad affidare la gestione del servizio ai privati, con conseguente altissimo rischio di gestioni inefficenti, speculative e inique, di infiltrazioni di criminalità organizzata'. Non hanno forse letto le notizie riportare dal quotidiano Il Fatto e l’Unità nei giorni scorsi".
 

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