20 novembre 2009 - Ravenna, Politica

“Finanziaria, pesanti ripercussioni per il territorio”

Il Pd: “Economia e scuola a rischio, ferma l’E55”

 

Roma matrigna per Ravenna: le implicazioni – pesantissime, sottolinea il Pd – della Finanziaria “svuotata” sono state illustrate oggi nella sede del partito. Il porto “rischia la paralisi”; danni anche per l’agricoltura, il turismo. E Palazzo Merlato sollecita il rispetto degli impegni.

Per quanto riguarda il Comune, secondo l’assessore al Bilancio Alberto Cassani al danno - che risale alla manovra triennale di Tremonti - si è aggiunta la beffa. Infatti, Palazzo Merlato è ancora in attesa di 4 milioni e 200mila euro come saldo del mancato gettito Ici prima casa, che ammonta ogni anno a 12 milioni 435mila euro, inseriti a bilancio. “Ieri, mentre si teneva il confronto tra l’Anci e il Governo anche su questi temi, che coinvolgono tutti gli enti locali, ci è arrivata una comunicazione. Per il 2008 prenderemo 250mila euro in meno, e per quest’anno 230 mila euro in meno: siamo al paradosso, alla provocazione”.
 Pesa anche il patto di stabilità: secondo il Governo il Comune dovrebbe attualmente “rientrare” di circa 17 milioni e mezzo: “o massacriamo la spesa sociale o smettiamo di fare investimenti. Non intendiamo fare nessuna delle due cose”. Alla fine del mese la manovra del Comune sarà al vaglio del Consiglio: intanto si confida anche nella prossima mobilitazione a livello nazionale (12 e 13 dicembre, la settimana dopo in Emilia-Romagna) e sul lavoro dei parlamentari.

Il senatore Vidmer Mercatali, che è stato relatore della Finanziaria per la minoranza ha ricordato l’impegno del partito e la travagliata, anche in casa “azzurra”, approvazione del provvedimento: su tre emendamenti “pesanti” il Governo è stato salvato solo dal meccanismo di voto di Palazzo Madama, dato che 28 senatori Pdl si sono astenuti.

“Qui si tratta di evidenziare - ha detto Mercatali - le nostre proposte in confronto alle decisioni del Governo. Tremonti dice sostanzialmente: ‘non facciamo nulla, controlliamo la spesa pubblica, tanto la crisi mondiale passerà’. Noi puntiamo invece – è la ricetta del presidente Vasco Errani per la Regione - a sostenere i redditi delle famiglie – fino ai 50mila euro, in modo proporzionale -, le imprese, con il credito di imposta per chi investe in innovazione, e i Comuni”. Il tutto con finanziamenti ritenuti affrontabili.

“Proposta demagogica, i soldi non ci sono? Non è vero – rileva Mercatali-: si tratterebbe appunto di contenere una spesa pubblica che con Brunetta e Tremonti nel 2009 è aumentata del 2,7 per cento (mentre il debito è attualmente al 115 per cento del Pil); e nello stesso tempo razionalizzare i contributi a pioggia, 43 miliardi, che vengono dati a Anas, Ferrovie e industria”. Si potrebbe poi incidere sull’organizzazione delle prefetture - istituti dal retaggio “borbonico” dice Mercatali -, prevedendo un unico centro nei capoluoghi di Regione.

Il Pd propone anche la “cedolare secca” al 20 per cento per chi affitta e detrazioni fino ai 3 mila euro per gli inquilini: uno strumento per l’emersione del “nero”. “Quando eravamo noi al governo non l’abbiamo fatto - ammette Mercatali – e abbiamo sbagliato. Va anche detto però che Prodi aveva introdotto le detrazioni al 36 per certo per le ristrutturazioni di immobili e al 55 per cento per il risparmio energetico. Avevano dato vita a 200mila ‘cantieri’: sono state cancellate.

Ma Ravenna secondo il senatore è toccata ancora più direttamente: la cassa per i porti è stata azzerata: non si potranno affrontare i lavori dato che le imprese non saranno pagate. A ciò si aggiungono i veri e propri tagli al trasporto su ferro e all’Anas (in tutto 3 miliardi): “insomma, per un anno saranno paralizzate le Ferrovie, l’Anas e i porti. L’E55? Non se ne parla, noi ci stiamo lavorando. Matteoli si è dimostrato sensibile, speriamo che entro la fine della legislatura si arrivi al risultato”.

Mercatali sottolinea anche la decurtazione ai contributi per il biodiesel (mentre a Ravenna stanno per nascere due stabilimenti) che di fatto non rendono più vantaggioso l’utilizzo e la produzione di questo carburante “verde”. Ora la battaglia continuerà alla Camera. Ancora, pesano i tagli all’agricoltura, in particolare al fondo di solidarietà antigrandine: gli operatori non potranno pagarsi l’assicurazione. Un grosso danno per il turismo deriva poi dal mancato accoglimento dell’emendamento che abbassava l’Iva al 5 per cento. Cosa che la Francia, per esempio, ha fatto.
Sul fronte della scuola, prosegue la battaglia per l’istruzione pubblica. “Nello stesso tempo difendiamo, anche con altre forze politiche, anche quella privata, che sul territorio in particolare permette di assecondare le esigenze delle famiglie”.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Miro Fiammenghi, consigliere regionale Pd, e Danilo Manfredi, segretario comunale. “Il 2010, nonostante la ‘ripresina’, sarà comunque un anno terribile. I finanziamenti concordati tra Governo e regione per gli ammortizzatori sono in via di esaurimento. Il peggio deve ancora venire e la Finanziaria è vuota”. Fiammenghi ha stigmatizzato tra l’altro il mancato impegno dell’Esecutivo sul turismo: ad esempio la legge regionale 40 sulle ristrutturazioni alberghiere non sarà rifinanziata”.
Manfredi ha ribadito il lavoro e il ruolo del Pd, impegnato “nell’elaborazione di un’alternativa di governo, per venire incontro alle esigenze del Paese”. In quest’ottica, al Partito non interessa la manifestazione contro Berlusconi. (m.m.)
 

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