29 luglio 2011 - Ravenna, Politica

"Gli operatori del mercato coperto dovevano essere fatti fuori"

L'intervento di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna)

"Per comprendere appieno quanto sia oppressiva quella che ho definito, parlando della gara per il nuovo mercato coperto, 'la cupola della casta politico-economica al potere in questa città', basta guardarsi un po’ intorno, a città anche della Romagna stessa, soggette allo stesso colore politico: per esempio Cesena, che peraltro, pur non raggiungendo i 100 mila abitanti, dimostra una vitalità socio-economica-imprenditoriale che Ravenna,  col suo grande porto, un lungo e magnifico litorale e un patrimonio storico-culturale inarrivabile, si sogna".

 

"Il consiglio comunale di Cesena ha appena approvato all’unanimità di concedere una fidejussione di 2 milioni e 87 mila euro alla società di calcio locale perché possa contrarre un mutuo ventennale, necessario per coprire i costi dei lavori di adeguamento dello stadio ai requisiti richiesti per la serie A, compiuti dalla società l’anno scorso. La memoria riporta immediatamente alla brutta pagina politica con cui l’amministrazione comunale di Ravenna aprì la strada alla consegna del mercato coperto alla Coop, affossando gli operatori che vi operavano.

 

Dovendosi ristrutturare totalmente l’edificio, coscientemente abbandonato al degrado da oltre dieci anni, la Giunta del sindaco Mercatali concordò, nel 2006, con gli operatori, da riunire in consorzio, di realizzare l’opera a loro carico, con fideiussione garantita dal Comune. Gli operatori costituirono dunque un’associazione temporanea d’impresa (ATI), accingendosi ad assumersi l’impegno richiesto. Ma nell’autunno 2008 arrivò il voltafaccia: il Comune disse che la legge gli impediva di garantire la fideiussione. Fu così impossibile per gli operatori associati ottenere dalle banche, senza questa garanzia, il finanziamento necessario per realizzare l’opera, vuoi che l’affidamento fosse diretto, vuoi che avvenisse tramite una gara a cui intendessero concorrere.
Invano sostenni che la legge avrebbe consentito la fideiussione, come dimostrava il fatto che era stata concessa dal Comune di Torino agli operatori commerciali del proprio mercato coperto in un caso simile. Richiamai anche la fidejussione rilasciata dal Comune di Ravenna per costruire la palestra fitness privata Gymnasium, che niente aveva di interesse sociale. Il colmo era che la fidejussione figurava nello studio di fattibilità del nuovo mercato coperto, che la Giunta Matteucci aveva approvato il 17 aprile 2007, nel punto in cui si prevedeva la “cessione in diritto di superficie del fabbricato per un periodo max di 99 anni agli operatori riuniti in consorzio che provvede a realizzare le opere di riqualificazione, accendendo un mutuo, senza versare contributi alla cessione”, precisando che “l’amministrazione comunale deve sostenere garanzie e copertura fideiussoria richieste dagli istituti di credito”.

 

Tra il caso dello stadio di Cesena e quello del mercato coperto di Ravenna la differenza sta solo nella volontà politica di difendere interessi sociali oppure interessi privati, se non di partito. Le legge  (art. 207, comma 3,  del testo unico degli enti locali) consente ai Comuni di rilasciare garanzie fideiussorie a favore di terzi per l’assunzione di mutui destinati alla realizzazione o alla ristrutturazione, su terreni comunali, di opere a fini culturali, sociali o sportivi (per il mercato coperto di Ravenna concorrono sia il fine culturale di recuperare dal degrado un edificio di valore storico testimoniale tutelato dalla Soprintendenza sia quello sociale di preservare e valorizzare una struttura commerciale caratteristica, tipica del centro storico ravennate), alle seguenti condizioni: “a) il progetto sia stato approvato dall'ente locale e sia stata stipulata una convenzione con il soggetto mutuatario che regoli la possibilità di utilizzo delle strutture in funzione delle esigenze della collettività locale; b) la struttura realizzata sia acquisita al patrimonio dell'ente al termine della concessione; c) la convenzione regoli i rapporti tra ente locale e mutuatario nel caso di rinuncia di questi alla realizzazione o ristrutturazione dell'opera”: condizioni che ricorrono nello stadio di Cesena, che sarebbero state tutte applicabili alla ristrutturazione del mercato coperto di Ravenna.

 

Oggi la verità è ancora più chiara. Gli operatori del mercato coperto dovevano essere fatti fuori, lasciando via libera alla Coop di correre la gara senza altri concorrenti, alle proprie condizioni, che abbiamo visto essere di scarsa convenienza per il Comune, avendo “meritato” dalla commissione appena 53,85 punti su 100".

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