23 novembre 2009 - Ravenna, Politica

"Occorre andare oltre l’ordine del giorno sul crocefisso"

Il commento del consigliere comunale Gianfranco Spadoni

"La condivisione dell’ ordine del giorno sul tema dell’ esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche da parte di una vasta rappresentanza di consiglieri, rappresenta un fatto estremamente importante", rileva il consigliere comunale Gianfranco Spadoni.

"Ricordo come questo tema abbia fatto discutere molto a seguito dell’inaccettabile sentenza della Corte di Strasburgo, orientata ad azzerare uno degli elementi caratterizzanti della cultura cristiana le cui radici, peraltro, sono state volutamente dimenticate nella redazione della Costituzione Europea. Da una parte si vogliono difendere i diritti umani, e dall’altra si cancella con un colpo di spugna la storia, la cultura e la religione di un popolo. Oltretutto si tratta di una questione molto delicata d’interesse sociale e politico ma che non può essere esclusa da un ragionamento più articolato all’interno del Concordato fra lo Stato e la Chiesa stessa.

Il crocefisso rappresenta un’ identità culturale inserita nelle radici della nostra storia, per questo, pur nel rispetto del pluralismo educativo e religioso, occorre schierarsi con fermezza contro tale sentenza, così com’è stato fatto attraverso l’ordine del giorno che avvicina positivamente maggioranza e minoranza.
Ottenere, tuttavia, garanzie sull’inamovibilità del crocefisso nelle aule e nei luoghi aperti al pubblico, rappresenta solo un aspetto, seppure importante, della vita civica e sociale. A mio parere appare riduttivo e semplicistico zittire la propria coscienza convenendo unicamente sull’ opportunità di non rimuovere la rappresentazione sacra, poiché in gioco vi sono altri valori ed altri diritti non sempre salvaguardati. E’ compito delle autorità civili garantire la libertà effettiva di tutti i credenti e permettere liberamente la vita della propria comunità religiosa.

A mio parere vi sono altre questioni di primaria importanza su cui è richiesto l’impegno della pubblica amministrazione. Basti citare la politica dell’ accoglienza e la tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, la valorizzazione sociale e personale della maternità, la libertà educativa e la parità scolastica, e, non per ultimo, l’aiuto alla formazione e allo sviluppo della famiglia ed il suo riconoscimento come soggetto attivo all’interno del sistema dei servizi alla persona.
Occorre, inoltre, essere consapevoli della necessità di ricercare, in un’ottica laicista, la piena affermazione del principio di fraternità per valorizzare il dialogo tra le diverse comunità interdicendo l’intolleranza ed il rifiuto dei principi fondamentali costituzionali".
 

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