23 novembre 2009 - Ravenna, Politica

"I giovani? Meglio informarli che punirli"

L'assessore Farabegoli attacca i provvedimenti voluti dal sindaco: "Prima ascoltare e discutere, poi decidere"

L'assessore Farabegoli è critico nei confronti delle ultime ordinanze volute dal Sindaco: "Non si può arrivare ad apprendere dalla stampa tali decisioni senza che questo sia anche il frutto di un confronto politico all’interno della maggioranza che sostiene la giunta e con chi ne detiene le deleghe in merito".

"Ritengo quantomeno discutibili i provvedimenti contenuti nelle 2 ordinanze presentate nella conferenza stampa di sabato, non fosse altro per il fatto che ritengo che il proibizionismo escluda a priori la prevenzione, il dialogo, e la corretta informazione, che dovrebbero essere i cardini di una vera politica sociale basata sulla partecipazione e la progettazione condivisa, atta a modificare gli stili di vita".

"Ancor più se si parla di giovani, la politica non può arrogarsi il diritto di determinarne a priori gli stili di vita, ma deve saper mettere in campo gli strumenti necessari per poter ascoltare, discutere e decidere. Temo che nonostante il divieto di consumare ed acquistare alcolici ai minori di 16 anni, non riusciremo assolutamente a far si che vi sia una riduzione di consumo di alcool fra gli adolescenti, e che invece probabilmente gli adolescenti troveranno intrigante cercare di aggirare il provvedimento".

"Così come ritengo che punire con una sanzione chi fa uso di sostanze stupefacenti in luogo pubblico,non contribuisca certamente a risolvere, o ridurre il consumo di sostanze stupefacenti fra i giovani. L’Italia da questo punto di vista ha una delle leggi più restrittive d'Europa (voluta dal centro destra) eppure, nessuno lo dice, il consumo delle droghe è in continuo aumento sia nei giovani che negli adulti".

"Giudichiamo questa generazione di giovani, considerandola una generazione senza ideali e senza valori, peccato che anche noi politici, che dovremmo essere di esempio alle giovani generazioni, dimostriamo di essere altrettanto sprovvisti sia di ideali che di valori, gli ideali li abbiamo trasformati nel peggior moralismo bigotto, e i valori sono rimasti quelli del denaro e del mercato, cosa dovremmo insegnare quindi ai giovani noi?"

"Siamo tutti contro lo sballo come stile di vita - conclude Farabegoli - ma dovremmo cercare di capirne più a fondo i motivi che portano i giovani ad abusarne, a partire da ciò che noi siamo in grado di offrire loro in cambio, di più coinvolgente e attraente, dobbiamo cercare di far sentire i giovani protagonisti delle proprie scelte e del proprio futuro. Solo così consegneremo ai nostri ragazzi gli antidoti per affrontare una società che li vuole solo come consumatori e non come cittadini consapevoli".

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