Ravenna: "La Provincia romagnola? Ci si può pensare"
Le due ore concesse al dibattito non sono bastate ad affrontare tutti i temi di più stretta attualità, ma hanno permesso al presidente della Provincia Claudio Casadio e al sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci di affrontare, nel tradizionale incontro con i giornalisti della stampa locale che si è svolto ieri sera alla Festa provinciale del Pd, diverse problematiche del territorio.
A partire dal lavoro e dalle opportunità di sviluppo per arrivare al tema della sicurezza e del taglio delle Province.
Lavoro e rilancio economico hanno catalizzato gran parte dell’attenzione. “Per quanto riguarda la disoccupazione - ha esordito Casadio - a livello locale i numeri non sono drammatici, si aggirano tra il 6,5 e il 7%. Ma ricordiamoci che veniamo da un 3% e che per i giovani il lavoro era già diventato sinonimo di precarietà. L’impegno dei prossimi mesi? Lavorare con le forze sociali per un Patto per lo sviluppo in grado di favorire nuove iniziative”. “Non solo dobbiamo difendere quello che abbiamo, dalla chimica al turismo, ma creare nuove occasioni per il porto e le nuove tecnologie”, ha aggiunto Matteucci. I progetti di sviluppo non mancano, anche se per alcuni sono necessarie risorse statali che tardano ad arrivare. Matteucci ha ricordato il nuovo Mercato Coperto, il recupero di piazza Kennedy e di palazzo Rasponi delle Teste, la Darsena, la Cittadella della nautica e il nuovo terminal container.
Per quanto riguarda le conseguenze della manovra finanziaria sui bilanci pubblici, Casadio ha dichiarato che gli interventi straordinari sulla viabilità rischiano di essere fortemente diluiti, mentre Matteucci ha assicurato che non saranno toccati i servizi sociali.
In tema di sicurezza, il sindaco ha ribadito la necessità di ricevere rinforzi da Roma per fronteggiare il fenomeno “nuovo per Ravenna” dei profughi lampedusani che si sono dati alla macchia ma che sono in possesso di un permesso di soggiorno di 6 mesi per motivi umanitari. “Va escluso il rinnovo automatico, perché c’è chi è venuto qui solo per delinquere”.
Infine, una riflessione su uno dei temi di maggiore attualità a livello nazionale, il taglio delle Province. “Non sono uno strenuo difensore delle Province - ha spiegato Casadio -. E’ bene riflettere sull’utilità di un’istituzione, ma qui la sera c'e una proposta e la mattina un'altra. A conti fatti, potrebbe essere poco il risparmio: in Italia si parla 800-1000 posizione politiche che verrebbero e di 61.000 dipendenti che verrebbero mantenuti. La Provincia romagnola? Può avere un senso, con il suo milione di abitanti, mentre è pericoloso il ragionamento sulla Regione Romagna, perché rischierebbe di far perdere peso in Europa a tutto il territorio. Di sicuro c’è bisogno di politiche di area vasta”.
(van.ri.)
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