28 novembre 2011 - Ravenna, Politica

"Insegnare è trasmettere la passione per la vita"

Il commento di Caterina Graziani (Pdl)

"L’incontro che si è tenuto il 17 novembre dal titolo 'Parità scolastica; un bene per sé, una scelta conveniente, una risorsa per tutti', ci tengo a chiarirlo, è nato dalla necessità di alcune amiche, madri di famiglia, che hanno cominciato ad interrogarsi sul tema scuola libera, desiderando conoscere più a fondo i motivi per i quali in Italia, specialmente in alcune regioni più che in altre, la famiglia che iscrive i propri figli in scuola paritaria sia costretta a pagare due volte la scuola, attraverso il versamento dei contributi dalla busta paga del lavoro versati allo Stato e attraverso la retta mensile alla scuola". L'intervento è del consigliere comunale Pdl Caterina Graziani.

 

"Già questo aspetto - prosegue Graziani - è ingiusto in quanto va da sé che la famiglia possa esercitare il diritto di scelta libera dell’educazione da dare ai propri figli, così come accade in Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Finlandia.
L’interrogativo si fa sempre più vivace e desideroso di risposte concrete, quando discorrendo con altri genitori trasferitisi da Varese a Ravenna per motivi di lavoro, viene fuori che nelle province lombarde vengono erogati buoni scuola alle famiglie che scelgono un istituto paritario per i loro figli. Trasferitisi a Ravenna tale diritto gli viene immediatamente tolto in quanto in questa provincia, ma in tutta la regione Emilia Romagna, solo il concetto di essere parzialmente rimborsati per una doppia spesa ingiusta sembra dar fastidio.
L’approfondimento del tema parità scolastica, intesa come pari diritto per le famiglie e per i ragazzi di frequentare una scuola più che un’altra, diventa urgente e durante l’estate decidiamo di incontrare un esperto di politiche scolastiche a livello nazionale, padre di famiglia, che si è sempre occupato negli ultimi anni di normativa regionale per il buono scuola a sussidio della libertà di scelta. Ci racconta dell’esperienza personale fatta tra gli anni 2000 e 2006 in cui attraverso un importante lavoro di rete tra associazioni, famiglie e scuole paritarie, arrivano alla fase finale di proposta alla giunta regionale del Piemonte di deliberare a favore del rimborso parziale delle rette versate, a fronte del fortissimo risparmio dello stato per ogni ragazzo iscritto in scuola paritaria piuttosto che in quella statale. Sì, perché non si raccontano menzogne quando si cerca di spiegare ai ravennati, o ai bolognesi come ci conferma Elena Ugolini, che un ragazzo in scuola statale costa allo stato 7688 euro mentre un ragazzo in scuola paritaria costa sempre allo stato 87,49 euro. Imprevedibilmente, in Piemonte, la giunta di destra e poi di sinistra approva e mantiene il buono scuola, riconoscendo anche se parzialmente la libertà di scelta.

 

Ma l’obiezione più grande in cui irragionevolmente ci si imbatte è perché mai debbano esistere le scuole paritarie. Elena Ugolini ci racconta che per lei fare scuola ha senso solo se è possibile per l’insegnante e per i ragazzi fare un’esperienza di bene. E’ necessario ritrovare il modo di fare scuola alla ricerca della positività vera nel profondo delle cose, insegnare è trasmettere la passione per la vita, rilanciando i ragazzi nella realtà desiderosi di conoscere e scoprire il vero, il bello e il buono. La scuola è un bene quando è possibile fare esperienza della positività ultima della realtà. In qualità di preside, lei ha potuto scegliere dei collaboratori e degli insegnanti che vivono ed insegnano con speranza, che si mettono assieme desiderosi di accompagnare i ragazzi nella grande avventura che è la conoscenza. Chi fa scuola ha una responsabilità enorme nei confronti delle persone che gli sono affidate. Una scuola così mi interessa e la sceglierei sicuramente tra 1000".

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