6 dicembre 2009 - Ravenna, Economia & Lavoro

"Royalties, la nostra posizione è coerente”

Fronzoni (LpRa): “Oltre a chiedere bisogna anche dare”

Con questa breve nota vorremmo ri-spiegare al Sindaco – afferma Federico Fronzoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna - le motivazioni che ci hanno indotto a non votare il suo OdG”.

“A mio avviso – prosegue il consigliere - coerenza e ragionevolezza devono essere alla base di qualsiasi azione. Non si può da una parte chiedere soldi per le royalties sull’estrazione a mare del gas, magari anche coerentemente, e dall’altra a volte ostacolare l’estrazione del gas stesso e le iniziative energetiche o altre volte non rivendicare il diritto-dovere all’estrazione.

E’ assurdo quindi ‘questuare’ soldi ai Governi quando, come ente locale nei confronti degli stessi Governi di qualsiasi colore:

a)            si assiste passivamente al disimpegno di ENI dal territorio ravennate in particolare e nazionale in generale. E’ ormai noto che ENI, causa gli enti locali “ostativi”, predilige ed effettua investimenti all’estero, seguita dalle imprese che gli forniscono servizi;

b)            si assiste con disinteresse alla riduzione del personale ENI E&P di Ravenna. La forza lavoro si sta progressivamente riducendo, nell’ambito della riorganizzazione che vede la creazione di 3 “Newco”, con incentivi all’esodo di 68 mensilità offerti ai dipendenti di Marina di Ravenna (una sessantina di dipendenti hanno già aderito);

 

c)             non si promuove nessuna azione concreta contro il “blocco dell’Alto Adriatico”, se non evitare di costituirsi parte civile al processo rodigino, blocco che ha penalizzato fortemente le imprese ravennati. Perché, ad esempio, non si è chiesto alle comunità venete promotrici del blocco un risarcimento danni a favore del tuo territorio causa questo fermo delle attività di estrazione, anche in considerazione dell’evoluzione positiva del processo?

d)            Non si promuove il nostro territorio, o meglio lo si ostacola, assistendo passivamente agli investimenti in rigassificatori di altre realtà costiere italiane, quando Ravenna avrebbe potuto, con il nostro Porto nonchè le infrastrutture e know-how già esistenti, essere l’Hub del gas per il mercato europeo;

e)            Si ostacolano ideologicamente alcune iniziative energetiche nell’entroterra ravennate, in particolare quella di Mezzano”.

 L'estrazione del gas in Italia, “causa i Comuni come il nostro, ha subito un tracollo: da 20,2 miliardi di metri cubi nel 1996 a 9,6 miliardi nel 2007, a circa 8 miliardi a tutt’oggi, con effetti nefasti sulla bilancia dei pagamenti.

Sotto i nostri piedi c'è un ‘tesoretto’. Solo di gas l'Italia può contare su riserve pienamente accertate per 146 miliardi di metri cubi a cui si aggiungono riserve potenziali tra i 120 e i 200 miliardi di metri cubi. Un patrimonio che vale circa 12 miliardi di euro per le riserve accertate e tra i 10 e i 16 miliardi di euro per quelle potenziali.

Occorre quindi, accanto ad una richiesta per avere royalties, anche dare:  il diritto-dovere di sostenere le nostre imprese e promuovere le iniziative portino sviluppo tecnologico ed occupazione al territorio stesso, con i graditi ritorni in termini di valore aggiunto sul territorio. Non solo e sempre battere cassa”.

                                                                                         

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