Emergenza abitativa: una casa 'offerta' alle famiglie in difficoltà

La nota della presidente Asp Susanna Tassinari
24 dicembre 2011 |  Sanità | Ravenna |

"In questi giorni si è verificata, nella nostra città, un’esperienza che riteniamo importante, e che cerca di tradurre  nella quotidianità due dei principi portanti della democrazia del nostro tempo: la solidarietà e la sussidiarietà". A parlare è la presidente Asp Susanna Tassinari.

"Una famiglia ravennate - spiega Tassinari - a seguito delle informazioni fatte circolare dalla Rete 'Rompiamo il silenzio' che, fra l’altro, chiedeva una ricognizione degli edifici, pubblici e privati, eventualmente disponibili per le varie e crescenti emergenze abitative che interessano la nostra comunità, ha messo a disposizione dell’Asp un alloggio di proprietà, da destinare a situazioni transitorie di emergenza, con contratto d’affitto del 50% inferiore ai valori di mercato, chiedendo il rispetto di alcuni criteri: accoglienza  prioritariamente, di mamme sole con bambini o anche nuclei familiari, con bambini, di qualsiasi nazionalità, in grave difficoltà economica, conosciuti e sostenuti dai Servizi Sociali.
E’ un esempio significativo di come possa essere relativamente semplice farsi carico, quando si è nelle condizioni di poterlo fare, e in una realtà come quella ravennate dovrebbe essere possibile, del bene comune occupandosi  dei più deboli e di chi si trova in difficoltà, nel pieno rispetto della loro autonomia e della loro libertà.
Coloro che si occupano quotidianamente di temi sociali  sanno perfettamente che solo attraverso una nuova partecipazione e forme diverse di parternariato attivo tra cittadini ed istituzioni  è possibile affrontare i bisogni emergenti di una comunità che sempre più si sta impoverendo e che richiede sostegno ed attenzione, in un quadro economico di risorse calanti.

Per queste ragioni l’esempio che qui segnaliamo con il progetto di accoglienza avviato in questi giorni, anche con il supporto anche dell’Amministrazione Comunale, ha tutte le caratteristiche perché possa trasformarsi in un modello che può essere accolto da  altri cittadini che, riconoscendosi negli stessi principi, si trovino nelle condizioni di poterlo fare.
Da oggi si è aperta una nuova strada, nel solco della tradizione solidaristica e “cooperativistica” di Ravenna.
Ci auguriamo che il modello si diffonda".

 

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