Ravenna Farmacie contro il decreto liberalizzazioni

Enrico Laghi, a destra, all'inaugurazione della farmacia di Ponte Nuovo
24 gennaio 2012 |  Economia & Lavoro | Ravenna |

 

“Apprendiamo, con sorpresa e rammarico, che nel Decreto emanato dal Governo sulle liberalizzazioni è prevista, nella parte riguardante l’istituzione di migliaia di nuove farmacie, l’esclusione dei Comuni dall’esercizio del diritto di prelazione”.

A parlare è Enrico Laghi, presidente di Ravenna Farmacie, secondo cui “il diritto di prelazione per i Comuni, stabilito fin dal 1968 proprio con l’obiettivo di garantire maggiore concorrenza, stabilisce che nelle nuove aperture di farmacia ci sia alternanza fra pubblico e privato. Ciò è da noi ritenuto privo di motivazione, estremamente dannoso, e a nostro parere contrario alle motivazioni del decreto, che dovrebbe promuovere una maggiore concorrenza nel mercato e l’aumento dell’occupazione.

 L’esclusione dei Comuni dal diritto di prelazione incrementerebbe al contrario il settore privato, accrescendo il monopolio, e riducendo di fatto le possibilità occupazionali.

Inoltre questa scelta impoverisce i Comuni titolari di farmacie comunali, riducendo un valore che è di tutta la comunità, per trasferirlo quasi esclusivamente  al settore privato.

 Auspichiamo un’immediata e qualificante modifica del decreto, che mostri maggiore attenzione nei confronti di quei Comuni che nel rispetto delle norme hanno sempre garantito la presenza territoriale del servizio farmaceutico a favore delle popolazioni socialmente più deboli e indifese e, pur non aderendo a forme di sciopero che nuocerebbero fortemente alla cittadinanza, ci riserveremo di adottare azioni volte a sottolineare la nostra protesta”.

Commenti

Sono d'accordissimo con il

Sono d'accordissimo con il governo Monti. Questa è ancora una casta. Dividiamo la torta e facciamo lavorare anche altri.

Gianfranco (via Fb)

Ben detto Gianfranco. Per

Ben detto Gianfranco. Per tutelare la "funzione sociale" (come dicono loro) le farmacie comunali sono già la metà. Dov'è scritto che il Comune deve fare il farmacista? Non ha già abbastanza greppie da sfamare i politici della maggioranza?

Alvaro Ancisi

Lista per Ravenna

La solita pseudo opposizione

Non si può ogni volta sparare contro la maggioranza tanto per fare...Così facendo l'opposizione facilita, per colpa o dolo non so, il compito della maggioranza. nel caso di specie le farmacie, che non sono più comunali, di Ravenna Farmacie hanno operato per la comunità garantendo professionalità ed un servizio che troppo spesso le farmacie private, ottenebrate dai facili guadagni, non vogliono seguire. Sconti, promozioni si vanno qui a sovrapporre ad un organizzazione umana e professionale senza eguali. Prima di parlare bisogna capire e troppo spesso a Ravenna l'opposizione si fa così...con sparate ad effetto. Come si può evincere non sono di sinistra ma bisogna pur essere critici e non vedere ovunque il diavolo. Ravenna Farmacie è una buona cosa nata dalla sinistra che non aggrava il bilancio comunale ma semmai lo rimpingua.

 

E' ridicolo che le farmacie

E' ridicolo che le farmacie del Comune siano contro le liberalizzazioni. Tra l'altro sarebbe ora di porre anche a Ravenna il problema della vendita della farmacie comunali.

 

Liberalizzazioni

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare ........... a parole le liberalizzazioni dovevano essere più coraggiose, nei fatti pratici si chiede di inserire delle eccezioni per mantenere i privilegi del comune .........................

 

Farmacie solo private?????

Scusate ma la vera concorrenza è solo tra Farmacie Private e Farmacie Comunali in quanto la GDO al momento è marginale, toglire le une o incrementare le altre non credo che porti bene  ai cittadini clienti in quanto si sortirebbe l'effetto contrario della concorrenza.

Ben venga l'associazione tra giovani farmacisti e l'apertura di nuove farmacie ma non deve essere assolutamente impedito al competitore pubblico di potervi partecipare altrimenti si innesca una concentrazione di potere in capo ai titolari di farmacie private. chi vuole vendere le poche farmacie pubbliche non ha capito nulla o peggio sta tirando la volata ai poteri forti della casta.

Riccardo

Andrea, pseudo

Andrea, pseudo farmacista.  

Invito i lettori a salvare il commento del sig. Andrea, al quale intanto dico: 1) Di Ravenna Farmacie è proprietaria Ravenna Holding, di cui sono proprietari il Comune di Ravenna per l’83,48%, il Comune di Cervia per il 10,92% e il Comune di Faenza per il 5,60%: se non è “comunale” cos’è? Confindustriale? 2) Può darsi che amministrare i servizi col gioco delle scatole cinesi societarie sia una “buona cosa nata dalla sinistra” che “rimpingua il bilancio comunale”. Ci mancherebbe che delle farmacie fossero in perdita. Sta di fatto che il valore di questa società è di 25.193.051 euro che, impiegati per gestire 16 farmacie (non bancarelle del mercato), renderebbero, stando al bilancio di previsione 2011 non ancora portato a consuntivo, il 2,3%. Qualcuno pensa che, dando le farmacie comunali in gestione, con una gara d’appalto, ad un soggetto professionale del settore, non si possa chiedere un utile almeno del 10%? Oppure che, investendo 25 milioni di capitali in  buoni titoli, ognuno di noi non possa guadagnarci di più? E qual è la grande differenza per il cittadino tra entrare in una farmacia comunale o in una privata? E se ci sono più farmacie non cresce la concorrenza e può guadagnarci il cittadino? Non sto dicendo che le farmacie comunali devono essere vendute in blocco, ma che possono essere gestite meglio, molto meglio. Ma non ho detto quasi niente, per ora. Basta avere pazienza e conservare il commento del sig. Andrea, che non sarà di sinistra, ma capisco bene, non mancandomi il naso, che è “dentro” Ravenna Farmacie, forse non solo anema e core. Come c’è dentro lo si vedrò solamente se dirà chi è, come io dico che sono Alvaro Ancisi. Se ha il coraggio di gettare sassi contro la “pseudo opposizione”, non dovrebbe nascondere la mano.

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