"L'Italia sono anch'io, il Movimento 5 stelle sostiene la campagna"

La nota del gruppo ravennate dopo le parole di Grillo
27 gennaio 2012 |  Politica | Ravenna |

"Fino a poco fa eravamo degnati a malapena di una risposta, ora non passa settimana che i partiti non cerchino di attaccarci per evidenziare dissidi interni inesistenti o per tirarci ora a sinistra ora a destra. Le elezioni si avvicinano e la paura aumenta, a quanto pare.  E’ evidente, per chi è abituato alla vecchia politica, che non sia facile comprendere perché il leader di un MoVimento dica una cosa e molti suoi tesserati ne facciano un'altra. Signori, questa è la dimostrazione di quello che ripetiamo fin dall'inizio: dai noi non ci sono tesserati e Beppe non è il nostro leader, è semplicemente una persona come tutti noi che può esprimere una posizione sottoponendola a critiche o a condivisioni. Siamo ovviamente ben consapevoli che la sua voce abbia una rilevanza indiscutibile, essendo il suo blog tra i primi dieci più visitati al mondo e, proprio per questo, diciamo che lui è la cassa di risonanza grazie alla quale molte persone vengono a conoscenza di una cosa tanto semplice quanto geniale, ovvero la possibilità di fare politica in un modo diverso.  Probabilmente Beppe si è limitato a considerazioni forse poco approfondite per un tema tanto delicato, ma è anche vero che lui, non praticando la politica nelle istituzioni, non ha necessariamente il compito di sviscerare completamente ogni argomento. Il suo compito è quello di portare alla ribalta questioni importanti e, molto spesso, com’è nel suo stile, di lanciare provocazioni su cui riflettere senza pregiudizi ideologici. Del suo criticatissimo messaggio quasi tutti hanno omesso di evidenziare un particolare, ovvero la volontà dei partiti che sono in Parlamento da oltre dieci anni di “ripartire da fuori” o “dal basso” per riconquistare consensi ormai perduti, col rischio di figuracce barbine come quelle occorse col referendum dello scorso giugno. Questo facendo mediante la strumentalizzazione di argomenti di sicuro impatto e, perché no, con la speranza di distrarre la popolazione da altri temi ben più scottanti od urgenti".

"Noi, a Ravenna, abbiamo sostenuto e sosteniamo la campagna “L’Italia sono anch’io”. Ciò significa che, ascoltando i cittadini, abbiamo inteso l’importanza di questo tema e perciò riteniamo che attraverso lo strumento della proposta di legge popolare si possa poi innescare un dibattito che giunga finalmente ad una normativa migliore rispetto a quella che esiste da oltre vent’anni. Lo ius soli di fatto è come se esistesse già, semplicemente viene applicato al diciottesimo anno di età, troppo tardi. Con questa proposta di legge si chiede che invece la cittadinanza venga data alla nascita, a patto che almeno un genitore sia legalmente in Italia da almeno un anno. Un anno è troppo poco? Diciotto sono troppi? A nostro avviso, chi nasce e vive in Italia è di fatto un italiano. Discutiamone. Apriamo un confronto all'interno delle sedi opportune, ma facciamolo.
"Sicuramente il problema relativo all'immigrazione non si risolve in questo modo senza poi mettere mano alla  legge Bossi-Fini nel punto in cui obbliga gli extracomunitari ad entrare in Italia solo dietro la presentazione di un contratto di lavoro. Per essere davvero utile, la legge richiederebbe un coordinamento molto efficiente tra gli Stati, quando invece la triste realtà è che non si riesce nemmeno a contrastare l’immigrazione clandestina.  Molti lavoratori, infatti, data l’inapplicabilità della legge, sono obbligati a giungere irregolarmente in Italia, spesso rischiando gli stupri e le violenze di aguzzini senza scrupoli, le insidie dei viaggi sui barconi o, nel migliore dei casi, l’internamento nei carceri-lager dei Cie istituiti, val la pena ricordarlo, dalla legge Turco-Napolitano. Lo stesso Napolitano che ora, evidentemente pentito, ha posto la questione. E’ necessario, perciò, che si modifichi questo punto del Testo Unico sull'immigrazione, facendo sì che gli extracomunitari arrivino in Europa con tutte le garanzie e, al contempo, si possa procedere all’effettivo rimpatrio, tramite le somme versate per il rilascio del permesso di soggiorno, di chi non lavora o incorre in condanne penali. Dato che coloro che son stati in parlamento fino ad ora  non hanno mai agito in questa direzione, ci penseremo noi appena entreremo!"

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