"Il parco di via Cilla? Tutto pronto, mancano solo le canzoni per inaugurarlo"
Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, interviene su quella che definisce la 'telenovela' del parco di via Cilla e dei ritardi nella sua apertura al pubblico svelando un possibile retroscena legato alla cerimonia di inaugurazione.
"La telenovela sul parco di via Cilla, recintato da una rete rossa da oltre due anni e non ancora aperto al pubblico, che lo reclama da tempo a gran voce, va trasmessa per intero. L’assessore all’Urbanistica, Gabrio Maraldi, ha dichiarato che “le lungaggini non sono state inutili”, bensì dettate dalla necessità di avere “un parco in perfette condizioni, con collaudi effettuati a regola d’arte”. Occorre “far sì – aggiunge l’assessore – che tutto sia in regola e che il collaudo, affidato tramite bando ad un soggetto esterno, riceva l’ok senza sorprese. Se tutto filerà liscio entro un mesetto quelle reti rosse se ne andranno e verranno aperti i battenti”.
Dunque, secondo Maraldi i tempi sono quelli giusti. Anche senza pretendere che il Comune di Ravenna funzioni come in Giappone, dove ricostruiscono autostrade distrutte dal terremoto in una settimana, è un po’ difficile crederlo, soprattutto perché la versione data dagli uffici tecnici del Comune, più competenti al riguardo dei politici, contraddice l’assessore. Già il due maggio scorso feci richiesta di accesso alle informazioni (dovutemi, nella mia veste di consigliere comunale, a norma di legge e di regolamento, entro cinque giorni) al servizio Gestione urbanistica, per ottenere spiegazioni. Forse per un disguido, ricevetti solo a fine ottobre la seguente risposta da un architetto del servizio stesso: “Sono incaricato di fornirle informazioni sull'apertura del parco in via Cilla. La informo quindi che, sebbene dall'esterno le opere potessero apparire ultimate da tempo, in realtà mancava una serie di opere poco visibili, ma necessarie, che sono state completate nel corso di questa estate: impianto di illuminazione, panchine, cestini, portabiciclette e arredi vari. A fine estate sono iniziate le operazioni di collaudo. In quella fase si è riscontrato che un grande albero preesistente all'intervento si era ammalato e quindi è stato necessario rimuoverlo; per la sua grandezza, le operazioni richiedevano di mantenere chiuso il parco. Le operazioni di collaudo sono proseguite e sono stati disposti piccoli interventi di modifica, riparazione o completamento di opere. I sopralluoghi degli ultimi giorni inducono il collaudatore a ritenere che nel giro di pochi giorni possa essere emesso il certificato di collaudo a cui seguirà la presa in carico da parte del Comune e quindi l'apertura. Si stima che queste cose possano essere completate entro i primi 15 giorni di novembre”.
Lo stesso architetto del Comune, a cui avevo richiesto chiarimenti sul nuovo ritardo il 3 gennaio, mi ha risposto giovedì scorso che: “l'ingegnere collaudatore sta completando gli ultimi adempimenti per la formalizzazione del collaudo. Quando consegnerà il certificato di collaudo provvederemo a prendere in carico l'area e far togliere le transenne dalla ditta privata che ha completato le opere”. La versione di Maraldi è dunque confermata dai tecnici, ma resta il mistero degli ulteriori tre o quattro mesi di ritardo (almeno) rispetto alle assicurazioni di ottobre.
Il cittadino B.R. aveva però maturato, fin dal 3 gennaio, la seguente convinzione: “Ve lo dico io perché il parco resta chiuso: il sindaco ha dato l'ordine a diverse classi della scuola elementare Ricci di preparare delle canzoni per inaugurare in pompa magna il parco ad inizio aprile. L'area verrà dedicata ai caduti delle guerre in generale. Le mie fonti? Le maestre della classe elementare di mio figlio. La notizia, sapendo quanto sia esuberante la produzione di fumo da parte del governo locale, è per lo meno verosimile. Il consiglio comunale non ne sa niente, ma a Ravenna si tratta di un’anormalità normale, da impropria 'cosa nostra'.
Messe in fila tutte le puntate della telenovela del parco di via Cilla e fidando in un rapido lieto fine, è doveroso osservare che il parco è stato sì costruito a spese dell’Iter, ma in cambio delle eccessive cementificazioni sorte, queste sì rapidamente, ai lati della strada. Chiamarlo un dono ai cittadini sembra troppo, se mai un credito, onorato ben oltre la scadenza di termini, senza gli interessi".
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