Blocco autotrasporto: "ragioni giuste, metodo sbagliato"

Sauro Bettoli
28 gennaio 2012 |  Economia & Lavoro | Ravenna |

 

Logistica e trasporti “sono da sempre tra i temi predominanti di Confcooperative Ravenna per l'importanza che le imprese del settore ricoprono nell'Associazione, e lo saranno quindi anche per i nuovi membri del Consiglio provinciale che verranno nominati con il Congresso del prossimo 24 febbraio”. Per quanto riguarda il recente sciopero degli autotrasportatori Sauro Bettoli, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, interviene con una nota: “Le ragioni sono giuste, il metodo è sbagliato”, afferma.

“A partire da lunedì 23 gennaio - afferma Bettoli - in alcune parti d’Italia, compresa la nostra provincia, è stato proclamato ed attuato, da parte di sporadici gruppi di autotrasportatori, un fermo del settore dell’autotrasporto. La protesta, nata al di fuori delle sedi istituzionali delle associazioni di categoria, si è diffusa via web ed ha contagiato a macchia di leopardo diverse province del nostro Paese. Confcooperative Ravenna, unitamente ad Unatras ed alle altre associazioni di categoria dell’autotrasporto, ha condannato questa forma di protesta in quanto, così organizzata, ha messo in crisi tutti quegli autotrasportatori e quelle aziende che, ignare di ciò che stava accadendo, avevano organizzato trasporti e consegne merci».

In merito ai problemi che il settore sta attraversando Bettoli sottolinea il lavoro svolto dalle associazioni dell’autotrasporto riconosciute: «Queste organizzazioni - aggiunge - si sono incontrate dieci giorni prima dello sciopero con i rappresentanti del Governo, presentando una piattaforma di provvedimenti e ottenendo l’impegno del Governo ad applicare da subito il recupero sulla variazione delle accise del gasolio del 2011, trimestralizzandolo nel 2012. Sono poi rimaste aperte sul tavolo delle trattative anche altre questioni, per le quali Confcooperative e le altre Istituzioni hanno richiesto un confronto con la propria base sociale. In virtù di questo iter- continua Bettoli - lo sciopero era stato sospeso per 60 giorni in attesa di avere risposte definitive dal Governo in base alle quali recedere o passare alle vie di fatto, confermando il fermo nazionale. Le motivazioni portate avanti dagli autotrasportatori, che seppur in numero ridotto hanno comunque bloccato una grossa fetta della mobilità delle merci, sono esattamente le stesse trattate dalle associazioni di categoria con il Governo. Pertanto possiamo con certezza affermare che le ragioni sono da noi pienamente condivise, ad essere completamente sbagliato è stato il metodo con cui sono state portate avanti: il fermo a macchia di leopardo non ha avuto nessun interlocutore della controparte ed ha sollevato solo critiche provenienti da più parti che hanno messo in cattiva luce, penalizzandola enormemente, la categoria degli autotrasportatori».

 “Noi ci impegniamo - prosegue il vicepresidente - a scendere in campo dalla parte degli autotrasportatori, ascoltandone tutte le legittime motivazioni che vanno: dal caro carburante, il prezzo del gasolio italiano è il più alto d’Europa ed è quello più gravato dalle accise, al caro autostradale, altro primato nel quale il nostro Paese troneggia; dall’incremento dei costi delle manutenzioni e materie prime agli eccessivi costi di una burocrazia tipicamente italiana che interessa tutte le fasi dell’attività di autotrasportatore fin dall’accesso alla professione. Questi argomenti costituiranno per noi motivo di dialogo e di confronto e, se necessario, di lotta serrata. Ma sarà una lotta eseguita in maniera legittima e coordinata onde evitare gravi episodi fra colleghi di lavoro. In un momento come questo - conclude Bettoli - non abbiamo infatti bisogno di divisioni o prese di posizione singole, ma della massima collaborazione e coesione della categoria, che insieme alle associazioni che la rappresentano, può trovare comuni basi di rilancio”.

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