"Social card: una soluzione di carattere precario e temporaneo"
“Sarà ripristinata la social card: il governo in uno degli ultimi articoli del decreto semplificazioni recupera una norma che era stata predisposta per il decreto proroghe, poi ritirata. Benchè la denominazione sia più accettabile, la Carta Acquisti riapre la sperimentazione della fallimentare social card, ma si ripresenta come forma palliativa di sostegno al reddito delle persone con basso potere economico". Il commento è dell'assessore ai Servizi Sociali Giovanna Piaia.
"Pur essendo migliorata la forma di distribuzione - aggiunge Piaia - evitando l'intervento a pioggia a favore di un ruolo più attivo e diretto dei servizi sociali, la soluzione è nuovamente di carattere precario e temporaneo , non assicura un sostegno al reddito minimale ed ha spirito più caritativo che integrativo.
Se gli indici di povertà sono in evidente aumento statistico, se l'aumento di richiesta di sostegno economico ai servizi sociali sono il dato emergenziale più importante per la tenuta dei finanziamenti sociali nei bilanci comunali, è evidente che stiamo curando il malato con l'aspirina.
La spesa sociale deve tornare ad essere sorretta dai fondi nazionali dedicati, deve rifluire attraverso le Regioni e a noi attraverso la nostra Regione la quale, economicamente affaticata si sostiene ancora in parte con i residui trascinati degli anni precedenti e rischia per l'anno prossimo di non poter garantire il mantenimento dei livelli, già diventati al di sotto di quelli essenziali, e sostenere un welfare adeguato ai contraccolpi della crisi economica.
Se i pensionati sono stabilmente una fascia sociale a rischio, l'indicizzazione delle pensioni sarebbe la misura primaria più giusta per agire su un diritto e non su una elargizione compensativa.
La dignità dei lavoratori e dei pensionati richiedono misure sociali piu' strutturali e non di superficie e soprattutto non riguardare il secondo tempo, quello successivo al piano sviluppo e reintegro del bilancio dello Stato. Per loro infatti continua a essere 'il tempo degli ultimi', come confermato da questo intervento minimale anche nella sua dotazione capitale di 50 milioni della Carta Acquisti”.
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Fuori dal calderone pubblico
"... La spesa sociale deve tornare ad essere sorretta dai fondi nazionali dedicati, deve rifluire attraverso le Regioni e a noi attraverso la nostra Regione la quale, economicamente affaticata si sostiene ancora in parte con i residui trascinati degli anni precedenti..:"
... il che fa insorgere il facile dubbio che gli stessi denari, destinati alla social card o carta acquisti (che dir si voglia), finirebbero in qualche voce di bilancio regional/provincial/comunale, nel mare magnum dello spreco pubblico, mentre ai pensionati "minimi" arriverebbero, sì e no, le briciole delle briciole delle briciole... (forse e chissà quando).
Pochi, maledetti e subito: un vecchio detto che vale sempre. Oggi di più.
Ravennate
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