Polizia Postale, crescono le diffamazioni via "Facebook"
E' stato presentato oggi il bilancio del 2011 della Polizia Postale di Ravenna. In generale c'è stato un incremento dell’attività investigativa, sia d’iniziativa che delegata dall’A.G. o in concorso con altri Uffici di Polizia, con la denuncia di 142 soggetti di cui 1 in stato di arresto. Nel corso di queste attività sono state effettuate 12 perquisizioni in abitazioni e uffici di Ravenna e provincia, con sequestri di “memorie” di computer pari a 20.770 Gbyte.
Nel campo delle indagini sulla rete internet particolare riguardo è stato profuso nelle attività di contrasto alle diffamazioni on line, in prevalenza consumate attraverso l’utilizzo del diffusissimo social-network Facebook, che ha acquisito nel corso dell’anno una posizione di vero e proprio punto di riferimento per le nuove generazioni annoverando tra i propri contatti milioni di persone sparse in tutto il mondo. Ciò, spiega la Postale, ha richiesto una capillare attività informativa per studenti, professori e genitori in quanto sono lievitate le denunce scaturite, coma già detto, da diffamazioni ma anche, sostituzione di persona, molestie e illecito trattamento dei dati personali.
Maggiore attenzione anche per quel che riguarda la pornografia in rete: tra le nuove competenze introdotte, particolare rilievo ricoprono le attività di monitoraggio dei siti a contenuto pedopornografico e di investigazione sottocopertura in rete, che hanno permesso di individuare e di perseguire chi utilizza il web per commettere reati nei confronti di minori. L’obiettivo primario è l’identificazione delle vittime sfruttate e l’individuazione dei soggetti abusanti, nonché il contrasto della commercializzazione e diffusione on line delle immagini e dei video prodotti. Le “chat” sono diventate sempre più utilizzate dai minorenni favoriti anche dalla fruizione sui social network. I reati più frequenti sono quelli ricorrenti nel web, ossia diffamazione, sostituzione di persona, molestie ecc… Mentre l’aspetto più pericoloso per i minorenni è il possibile ignaro contatto con pedofili o pedopornografi che cercano un contatto tramite “web cam” o peggio ancora un contatto fisico.
Le indagini più importanti
Il 2 novembre 2010 veniva denunciata una operazione bancaria fraudolenta, effettuata tramite il servizio di “home-banking”. con una connessione internet non autorizzata era stato disposto, sul conto corrente di una società Ravennate, il pagamento per l’importo di 165.718 euro in favore della Tradeland Sweden AB accreditato su un conto corrente svedese. Con il tempestivo avvio dell’attività investigativa, tramite la Interpol, nell’ambito delle convenzioni internazionali, è stata contattata la banca destinataria della valuta sottratta ed invitata a “congelare” tale importo. L'operazione risultò essere effettuata dalla linea telefonica di una società del salernitano, risultata poi con “wireless” aperta. Successivamente, a Stoccolma è stato tratto in arresto il soggetto destinatario della valuta responsabile di ricettazione e riciclaggio.
Indagata Direttrice dell’Ufficio Postale di Campiano, dipendente delle Poste Italiane Spa, reati contestati: peculato, furto aggravato e sostituzione di persona, ai danni di privati cittadini titolari di conti correnti postali. In più occasioni, diversi correntisti avevano denunciato diverse operazioni fraudolente tra le quali emissioni di assegni, rimborsi a vario titolo e passaggi di denaro in genere, ai propri danni, per un importo totale stimato di circa 200.000 euro.
Una imprenditrice del centro storico ravennate, mentre si trovava all’estero, veniva avvisata dal servizio clienti VISA, di un addebito di spesa per 3500 euro, avvenuto on-line con la sua carta di credito da lei non effettuato. Dopo i primi accertamenti l’attenzione ricadeva su una sua collaboratrice che, quale sua persona di fiducia, era in possesso dei codici delle carte di credito. Da una successiva verifica degli estratti conto relativi alle sue due carte di credito, la denunciante ha riscontrato ulteriori operazioni (per l’importo di alcune migliaia di euro), da lei mai effettuate.
Nel corso di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza per detenzione illecita di materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18, che determinava il sequestro di alcuni pc e supporti vari di memoria, è stato anche rinvenuto e sequestrato un fucile a canne mozze, con calcio modificato e numero di matricola abraso, completo di nr. 50 cartucce calibro 24.
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