13 dicembre 2009 - Ravenna, Cultura

Quando il "giallo" si tinge di verde

Intervista a Mario Scarponi, da poco nelle librerie con Jack, thriller ambientato nel mondo delle sale da gioco

Un libro nato da due passioni, quella per il thriller e quella per il tavolo verde. L’opera prima di Mario Scarponi, giornalista ravennate del Corriere Romagna, si intitola Jack, è edita da Il Girasole e si trova da pochi giorni nelle librerie.
Il protagonista del romanzo, Marco, è un giornalista free lance frequentatore di casinò, bische, sale ippiche e tavoli da poker. Insieme a un ispettore di polizia con qualche problema di alcolismo e un redattore di un quotidiano locale, Marco si trova a indagare su una serie di omicidi particolarmente violenti, che portano una firma comune: una carta da poker. Nella torrida estate ravennate, i protagonisti si muovono tra la città e il litorale in una estenuante ricerca, fino a organizzare una trappola per l’assassino.

Quando è nata l’idea di scrivere un libro?
“Ho cominciato a lavorarci cinque anni fa - racconta Scarponi -, dedicandoci una-due ore alla sera e il tempo libero. Oltre a definire struttura e schema, c’è stato anche un consistente lavoro di rielaborazione e rivisitazione. L’ultimo anno è stato interamente dedicato alla rivisitazione, anche grazie ai consigli dell’editore”.

L’ambientazione nel mondo del gioco, legale o meno, è piuttosto originale per la narrativa locale
“In realtà il contesto è nato molto prima della storia. Quello del gioco è un mondo ricco di spunti e di sfaccettature e da tempo avevo voglia di raccontarlo dal punto di vista umano. E così ho scelto di unire la mia passione per il gioco a quella della letteratura di genere”.

Quando ha origine la tua passione per le sale da gioco?
“Più o meno quando avevo vent’anni, poi si è sviluppata in vari gradi. Ho iniziato a frequentare le sale ippiche, poi ci sono state le scommesse sportive. Nel frattempo ho cominciato a frequentare i casinò di Venezia, Portorose, Nova Gorica, Umago, Sanremo... Ultimamente il poker è l’attività che mi prende più tempo, dal momento che partecipo anche a tornei”.

Quanto c’è di vero nelle storie che racconti nel libro?
“In parte sono vicende vissute in prima persona, in parte sentite raccontare”.

Parliamo dell’altra tua passione, la letteratura di genere
“Una passione che in gran parte devo a mia madre, insegnante di italiano abbonata ai Gialli Mondadori. Dalla sua libreria fornitissima ho cominciato ad apprezzare, tra gli altri, i classici di Agatha Christie e Georges Simenon”.

Ha letto il tuo libro?
“L’ha letto quando era ancora in bozza ed è stata una critica severa, mi ha dato molti suggerimenti, che in parte ho seguito. Alla fine è stata entusiasta”.

Ci sono autori a cui ti sei ispirato per scrivere Jack?
“Proprio ispirato no, anche se amo moltissimo Jeffrey Deaver e Patricia Cornwell, non perdo un loro libro, e ho cercato di prendere qualche spunto. Ma alla fine lo stile è profondamente diverso, anche perché loro puntano molto sull’aspetto scientifico delle indagini”.

A chi consigli il tuo libro?
“A chi ama questo tipo di narrativa. Spero che i lettori potranno trascorrere qualche serata piacevole. E poi, sicuramente, ai giocatori, che potranno ritrovare in queste pagine il loro mondo”.

Hai già in mente un sequel?
“Il materiale ci sarebbe, ma è stato talmente complesso e faticoso fare questo che non so se avrò voglia di scrivere un seguito. Jack mi ha preso per cinque anni tutto il tempo libero che avevo”.

L’autore
Nato nel 1965 e residente a Ravenna, Mario Scarponi si laurea all’Università di Bologna. Dal 1987 collabora con varie testate giornalistiche locali e nazionali, intraprendendo una professione che lo vedrà a soli 26 anni a capo della redazione di un quotidiano. La sua carriera prosegue ininterrotta sino ad oggi: lavora per un quotidiano, dirige periodici, svolge attività autonoma. Coltiva da sempre interesse per la letteratura che si tinge di giallo, passione che lo induce a ideare Jack, romanzo incentrato su quel mondo del gioco che da anni lo affascina.

Vania Rivalta

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