17 dicembre 2009 - Ravenna, Politica

"Serve una politica più spinta sugli investimenti"

Fronzoni (LpRa) boccia il bilancio di previsione

Il consigliere di LpRa Federico Fronzoni esprime insoddisfazione per il bilancio di previsione: "Avremmo voluto vedere una inversione di tendenza più marcata nelle politiche di risparmio dell’Amministrazione ed una politica diversa e più spinta sugli investimenti, ma così non è stato".

"Rispetto al 2009 le risorse e le spese correnti si riducono di circa 1,7 milioni di Euro, passando da 135,4 milioni a 133,7 milioni. Mentre i trasferimenti pubblici non si riducono, le entrate tributarie rimangono stabili e quelle extratributarie subiscono una lieve riduzione, assistiamo all’ulteriore decremento degli oneri di urbanizzazione, sui quali siamo stati già da alcuni anni “facili profeti”, le spese subiscono tutte un incremento ad eccezione di quelle per trasferimenti ed in particolare sull’area “sociale”, per effetto di minori trasferimenti regionali del Fondo per le Politiche Sociali".

"Per finanziare le spese incrementali ed il minor gettito degli oneri di urbanizzazione, il Comune utilizza maggiori dividendi di Ravenna Holding. Parte di questi dividendi, per fortuna ed è l’unica nota positiva, è destinata ad investimenti, per 2,7 milioni. Sempre di tali dividendi 1 milione di Euro va al “Fondo Anticrisi”, insufficiente per il momento che stanno passando famiglie ed imprese, ed un ulteriore milione di Euro è destinato a coprire spese.
Si può facilmente dedurre che con misure una tantum, e non strutturali, si cerca di risolvere problemi che sono invece strutturali".

Per avere opere all’altezza delle normali aspettative, i cittadini dovranno ancora aspettare e non sappiamo per quanto. La spesa per investimenti si attesta infatti sui numeri 2009 e quindi a circa 36 milioni di Euro, insufficienti alle necessità quantomeno “normali” della città. Oltretutto si finanziano investimenti che spesso tendono più alla riqualificazione, alla “cura del bello”, a discapito della funzionalità e della strutturalità in opere necessarie".

 

"Le minori risorse finanziarie per investimenti rimangono ancora tali nonostante la possibilità, più volte da noi annunciata, di sopperirvi con cessione delle partecipazioni non strategiche. Se per Hera le quotazioni non sono ora ottimali (ma lo erano anni addietro), almeno per le altre – es sapir e Farmacie - potremmo convincerci che sono meglio strade e scuole piuttosto che l’operatore terminalistico ed il farmacista. Esortiamo anche la Regione a flessibilizzare il proprio Patto di Stabilità, come consentitole da una recente norma di Luglio 2009, liberando risorse per investimenti per i Comuni".
 

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