18 aprile 2012 - Ravenna, Cronaca

Capanni da pesca e da caccia: ecco il nuovo regolamento

Sono circa 800, tra regolari e abusivi, i capanni distribuiti sul territorio ravennate

Il risanamento ambientale dei capanni da pesca a da caccia in un tempo ragionevolmente breve è l’obiettivo del nuovo regolamento sui capanni, presentato questa mattina dall'assessore all'Urbanistica Gabrio Maraldi. Il regolamento riguarderà i capanni "regolari" che fanno parte dei circa 800 impianti totali del territorio ravennate, di cui se ne contano circa 150 abusivi. La zona più densa di strutture è quella della piallassa Baiona, in cui sono presenti oltre 290 capanni, ma se ne trovano anche sui fiumi Reno, Lamone e Savio, Fiumi Uniti, torrente Bevano, canale Destra Reno, piallassa Piomboni e dighe foranee (aree sulle quali hanno competenza enti diversi).

Per “capanni regolarmente esistenti” si intendono quelli realizzati nelle posizioni possibili assentite e in possesso di regolare titolo legittimante l’esistenza.

"Non si tratta di un condono o di una sanatoria - ha chiarito questa mattina Maraldi - ma vogliamo stimolare i capannisti ad intervenire per migliorare le strutture. Non saranno in alcun modo oggetto di questo regolamento i capanni abusivi che saranno invece demoliti". Singolare lo strumento attraverso cui si è riusciti a risalire ai possessori delle strutture abusive: durante i condoni del governo Berlusconi infatti i capannisti abusivi si sarebbero involontariamente 'autodenunciati'.

Quanto alla possibilità di realizzare nuovi capanni l'assessoree è scettico: "lo sforzo di pesca è determinato dalla Provincia e ce ne sono già molti, dubito fortemente che ci saranno le condizioni per realizzarne di nuovi".

 

I capannisti regolari potranno invece "beneficiare" della prima tipologia di riqualificazione, introdotta dal nuovo regolamento, che permetterà attraverso interventi che possono anche eccedere la manutenzione ordinaria, di conservare la dimensione e la distribuzione interna del corpo del capanno attuale a patto che l’intervento venga realizzato entro i primi tre anni di validità del regolamento. "Il che significa che è concesso mantenere le dimensioni del capanno se si riqualifica, si bonificano e smaltiscono i materiali nocivi e/o comunque dannosi per la salute delle persone e dell’ambiente".

La seconda tipologia di riqualificazione, già contenuta nel regolamento del 1991, prevede che, là dove non si sia provveduto all’adeguamento nei primi tre anni, si possa riqualificare attraverso interventi eccedenti la manutenzione ordinaria assoggettandosi all’adeguamento dimensionale (superficie coperta totale di 24 metri quadri, di cui massimo 16 destinati al ricovero di persone); a questo punto tale riqualificazione diventa unica ed obbligatoria.

Questa modalità temporale è stata creata al fine di incentivare lo smaltimento, entro un tempo plausibile di tre anni, di tutti i materiali nocivi, pericolosi o dannosi per la sicurezza dell’uomo presenti in quantità notevole e utilizzati in passato come “materiali da costruzione” per i capanni, soprattutto nelle piallasse.

 

La possibilità introdotta con la prima tipologia diventa, in zona piallasse, strumento per la riqualificazione concesso in anticipazione al piano di recupero non ancora approvato (è già operativo un gruppo di lavoro per la redazione di piani di recupero di iniziativa pubblica per le piallasse del Piombone e Baiona). Il regolamento tiene inoltre conto del fatto che lungo le aste dei fiumi e dei canali potranno essere attivati piani di recupero di iniziativa privata, che l’amministrazione intende incentivare.

Altre modifiche sostanziali riguardano la possibilità di realizzare cavane per capanni e per postazioni fisse da caccia o per uso professionale di pesca, la cui installazione è prevista anche in questo caso quale anticipazione del piano di recupero della piallassa Baiona, per un numero massimo di 50, previo bando di assegnazione. I proprietari di capanni regolarmente esistenti e i titolari di postazione fisse da caccia che resteranno esclusi dal bando potranno in alternativa realizzare un pontile ove ormeggiare la barca.

 

Il testo del nuovo regolamento dei capanni è equiparabile sotto il profilo normativo a quello di un regolamento urbanistico edilizio; pertanto dopo l’approvazione della giunta dovrà essere sottoposto al parere dei soggetti ambientalmente competenti, in quanto sottoposto a procedura di Vas, e dei soggetti gestori delle aree nelle quali si trovano i capanni.
Sarà poi adottato e approvato dal consiglio comunale; tra l’adozione e l’approvazione potranno essere presentate osservazioni, alle quali dovranno seguire le controdeduzioni degli uffici e un ulteriore passaggio in giunta (nonché un ulteriore parere dei soggetti ambientalmente competenti e dei soggetti gestori delle aree) prima appunto dell’approvazione finale.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di giungere all’adozione entro luglio e all’approvazione entro la fine dell’anno.

 

Il nuovo regolamento sarà presentato pubblicamente nel corso di un incontro in programma il 23 aprile alle 17 alla sala Buzzi di via Berlinguer.

Tag: capanni

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