21 aprile 2012 - Ravenna, Politica

"Capanni: bene il regolamento ma gli abusivi vanno abbattuti"

L'intervento di Pasquale Minichini (LpRa)

"Il Comune di Ravenna mette mano all’annoso problema dei capanni da pesca con un apposito regolamento. Problema sempre stato spinoso quello dei capanni poiché se da un lato è innegabile che fanno parte della storia e della cultura romagnola, dall’altro è stato consentito, impunemente, di deturpare e contaminare intere zone di alto pregio ambientale. E come al solito, le situazioni sono affrontate sempre quando esplodono e mai quando si manifestano". Ad intervenire è Pasquale Minichini di Lista per Ravenna.

 

"Un freno alla frenetica corsa dello scempio di questi territori - prosegue Minichini - lo mise l’allora Pretore Andreucci, che attorno agli anni tra il settanta e l’ottanta emise ordinanze di sequestro di buona parte dei capanni alla foce del Bevano. Ma il suo trasferimento da Ravenna finì col rendere vano ogni sforzo dell’iniziata bonifica. Poi, finalmente, la svolta dopo l’interminabile iter di ricorsi e controricorsi, i giudici giurisdizionali e di merito hanno scritto la parola fine liberando quella che viene definita una delle più belle oasi d’Italia.

Il Bevano, tuttavia, non  è l’unica zona annientata con costruzioni selvagge, ci sono le Piallasse, gli argini e le foci dei fiumi. Una di questa è la foce dei Fiumi Uniti. Già a giugno del 2010, quale consigliere della ex circoscrizione del mare, ho segnalato lo stato di degrado in cui versa, chiedendo alle varie istituzioni, dal presidente della Regione Emilia Romagna, al sindaco di Ravenna, ai rispettivi assessorati ambiente ed al presidente del Parco del Delta Po’, di attivare gli uffici competenti per la verifica dello stato dei luoghi al fine di sanzionare illiceità presenti, sia in materia edilizia sia per i probabili fattori erosivi. Infatti, alcune opere (ancora da accertare da chi effettuate) hanno stravolto la morfologia del territorio. Da allora, nonostante reiterate richieste, nessuno si è degnato di una risposta che rassicurasse la cittadinanza sui probabili rischi che il mare potrebbe penetrare nell’abitato di Lido di Dante dal lato nord. 

 

Dall’annunciato regolamento, par di comprendere senza ombra di dubbio, nessuna sanatoria sarebbe concessa (il condizionale è d’obbligo), a tutte quelle strutture erette in modo abusivo. Ma non è sufficiente. Il regolamento deve contenere le procedure di abbattimento degli abusi e non come si legge sulla stampa che per questi proseguirà l’iter burocratico fra ricorsi e controricorsi. Così come l’abbattimento delle baraccopoli presenti. Il tempo delle mele è abbondantemente trascorso. Da oltre mezzo secolo insistono strutture (regolari o abusive?) in zone di alto pregio ambientale che hanno occupato la foce con i propri tralicci ed intreccio di fili d’acciaio che mettono a repentaglio la vita umana, per chi volesse trovare ricovero nel fiume in caso di avverse condizioni meteo marine. E non si venga a dire che nessuno era a conoscenza dello scempio di questi territori. Ben venga dunque la regolamentazione dei capanni in “regola” con le norme edilizie, ma sia fatta luce su eventuali omissioni che hanno consentito ai tanti di procedere illegalmente". 

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