Ravenna, scuole materne: "si paghino solo i pasti consumati"
Lista per Ravenna ha presentato una petizione, su iniziativa di un gruppo di genitori di Fosso Ghiaia, per riportare la tariffazione delle mense scolastiche, da “forfettaria a consumo” anche nelle scuole dell’infanzia. Oltre 1600 genitori di bambini che frequentano le scuole materne pubbliche, su un bacino di circa 3000 famiglie, hanno firmato, dopo gli esponenti di Lista per Ravenna Nicola Grandi e Giulio Bazzocchi e Carla Pithon, membro dell'associazione Genitori Insieme.
La richiesta? Che a partire dal prossimo anno scolastico, alle materne siano applicate le stesse regole attualmente in vigore nelle scuole primarie, cioè il pagamento del pasto sulla base delle presenze annotate nel registro mensa della scuola. L'anno scorso fu discussa un'altra petizione cui il gruppo di Lista per Ravenna ottenne un risultato parziale: "in Consiglio si votò ci venne promesso che entro la fine dell'anno scolastico sarebbe stata fatta una verifica sul funzionamento del sistema", ha spiegato Nicola Grandi. Insomma, si chiede anche che la verifica annunciata in fase di approvazione del provvedimento "venga posta in atto quanto prima e preveda il coinvolgimento dei rappresentanti dei genitori”. Passare dalla tariffa fissa a quella a pasto non significa automaticamente risparmio. Per una famiglia con Isee compreso tra 21.000 e 26.000 euro per esempio, si passerebbe dai 100 euro al mese di costo per la mensa e 5,5 euro da pagare per singolo pasto. “I genitori non pensano di poter risparmiare, vogliono solo che venga applicato il principio di equità – rileva il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. Non si tratta di erogare un servizio pubblico ma un bene. Peraltro il Comune paga solo i pasti consumati e i genitori non possono neppure chiedere il rimborso”. Una madre, quando la figlia si è ammalata, ha deciso di andare a ritirare il pasto della bambina dalla scuola per consumarlo a casa. "Mi hanno risposto che non si può per via delle norme sulla Sanità – ha spiegato Elena Cadeddu– ma non si può andare avanti così: fanno sciopero e noi paghiamo i pasti, fanno i ponti e noi paghiamo i pasti, è un’ingiustizia”. La petizione, che sarà presentata in questi giorni al sindaco, sarà discussa in Commissione Consiliare ma in caso di insuccesso Lista per Ravenna ha già preparato un nuovo "piano": “siamo pronti a presentare una proposta di delibera o a chiedere al Consiglio di attivare lo strumento della consultazione con i cittadini interessati, già proposto per la questione delle isole ecologiche”. E i genitori, sul piede di guerra, potrebbero servirsi della cosiddetta obiezione fiscale: "dato che non esiste morosità – chiarisce Alessandro Garofalo – i genitori contrari alla tariffa a forfait potranno ritardare il pagamento delle rette come testimonianza del proprio disaccordo”.
In allegato un prospetto sulle tariffe, elaborato da Lista per Ravenna.
| Allegato | Dimensione | |
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| quanto_costa_la_ristorazione_scolastica.doc | 93 KB |
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