Curare con la parola il rapporto psicologico con il cibo
Nuovo appuntamento con gli Incontri Letterari di Casa Melandri. Venerdì 25 maggio alle 18 presso la sala D’Attorre Beatrice Balsamo presenterà la sua opera "Anoressia, bulimia, obesità" (Effetà editrice 2009).
IL LIBRO
Un manuale conoscitivo e pratico che affronta il tema dei disturbi alimentari dal punto di vista psicoanalitico spiegando come la “parola essenziale”, parola dell’Altro e per altri, parola intensa, narrazione viva restituisca soggettività e cura. Ciò include la narrazione fiabica come via elettiva per la guarigione. Il testo è rivolto a persone che soffrono di questa complessità, a genitori, psicologi, insegnanti e a tutti coloro che vogliono comprendere meglio se stessi e l’Altro/altro.
L’AUTORE
Beatrice Balsamo, psicoanalista, da 40 anni vive e lavora a Bologna.
Laureata in Filosofia Morale, è specializzata in Psicologia, esperta delle narrazioni. Studiosa di Freud, Klein, Winnicott, Lacan e Bollas, col quale ha lavorato sul transfert. Ha maturato un’esperienza trentennale nel campo dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dell'umore con l’approccio psicodinamico. È docente didatta - alla scuola AION di Psicoterapia Analitica di Bologna e alla Scuola AIPAC di Pesaro - di Psicologia Dinamica e Psicologia delle Narrazioni e del Cinema ed anche di "Cinema e Psicanalisi" all’Università di Bologna e all’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato Eccesso e difetto nella nutrizione e nella comunicazione, Firenze, Giunti, 1990; La parola del narrare e dell'incontro, Torino, Effatà Edizioni, 2001; Riflessi della Psiche. Il cinema di Hitchcock, Torino, Filmcronache/Effatà Edizioni, 2002; Il mistero comunicante, Bologna, EDB, 2003; Anoressia bulimia obesità. La cura della parola, Torino, Effatà Edizioni, 2009; Hitchcock. Il Volto e la Cosa, Milano, Mimesis Edizioni, 2010.
Presiede l’Associazione di promozione sociale “Psicologia Umanistica e delle Narrazioni. Psicoanalisi. Arte. Scienze Umane” (A.P.U.N.) che si interessa del soggetto nell'attuale contesto
"ipermoderno" e dei "nuovi" sintomi (anoressia, bulimia, panico, nuove dipendenze, depressioni) attraverso l’uso delle narrazioni nella cura, con un particolare “utilizzo” del film. In questi anni ha incontrato tante famiglie di Bologna nell'ausilio e formazione alla genitorialità, all'amicizia, al valore di essere nonni.
Ingresso libero
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