Ravenna pronta a festeggiare la Festa della Repubblica
Il 2 giugno ricorre il 66° anniversario del referendum istituzionale nel quale la maggioranza degli italiani, chiamata a scegliere tra monarchia e repubblica, si pronunciò a favore di quest’ultima.
A Ravenna le celebrazioni della Festa della Repubblica avranno un prologo martedì, 29 maggio, con la presentazione, alle 17 al Mar, del volume “E finalmente potremo dirci italiani - Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911”, a cura di Claudia Collina e Fiorenza Tarozzi (collana IBC immagini e documenti per il 150°, Bologna, editrice Compositori, 2011). Anche il centro Cisim di Lido Adriano, in occasione della festa della Repubblica, propone, nella serata dell’1 giugno e per tutta la giornata del 2, momenti di festa ed eventi culturali.
Nella giornata di sabato 2 giugno sono previsti in piazza del Popolo alle 9.45 lo schieramento del picchetto armato e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma; a seguire l’arrivo delle autorità, cui seguiranno gli onori ai gonfaloni e al prefetto, Bruno Corda. Dopo il solenne alzabandiera verrà letto un messaggio del presidente della Repubblica e ci sarà un conferimento di onorificenze.
A mezzogiorno nella vicina piazza Garibaldi è prevista l’inaugurazione della restaurata lapide in memoria dei Rastrellatori di Mine. Saranno presenti il sindaco Fabrizio Matteucci e, in rappresentanza della Banca di credito cooperativo ravennate e imolese, che ha finanziato il restauro, Francesco Scardovi, membro del consiglio di amministrazione e presidente del comitato locale, e Piero Roncuzzi, funzionario area commerciale.
Le celebrazioni si concluderanno in serata, in piazza del Popolo; dopo l’ammainabandiera previsto per le 20, si svolgerà un concerto della banda cittadina per tutta la cittadinanza.
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E chi deve venire in piazza a
E chi deve venire in piazza a festeggiare?!? solo quei pochi fortunati che (per ora!) non lavorano i giorni di festa!?! Che tristezza la legge sulle liberizzazioni!
Chiara
@ Chiara: che tristezza anche
@ Chiara: che tristezza anche certi eventi sulle liberazioni, se per questo: se svolti in un contesto storico non proprio dei migliori (per quanto fatto in memoria delle vittime: cosa sfileranno, con mazzi di fiori anzichè armi al fianco?); se richiede spese abbastanza ingenti specie in un momento delicato quale ci troviamo (aumenteranno la benzina, colpiranno i soliti noti; gli ignoti o presunti tali, invece, è difficile scovarli).
Ma si sa, la cd. "real-politik" ha sempre la meglio sulle vicende personali o di comunità più o meno allargate. Per mutuare una ben più nota cit., "questo è lo stato, - con la s. minuscola, beninteso - bellezza!"
Era stato chiesto a tutta
Era stato chiesto a tutta voce dal popolo di FB e twitter di non fare parate per il 2 giugno e di evolvere tutto ai terremotati dell' Emilia! Anziché darci ascolto (le parate si fanno) aumentano la benzina di due centesimi! Io diserto da queste manifestazioni e spero che come me lo facciano in tanti!!!!!!!!
Ha prevalso l'ipocrisia
come al solito ha prevalso l'ipocrisia festa al sabato e lutto al lunedì, basta ....vogliamo che comandi gente nuova, con chiunque parlo si concorda che in questo periodo di crisi vanno tagliate le spese superflue, le famiglie lo fanno (anche perchè purtroppo costrette) e questi spendono i ns. soldi in parate militari tipiche dei regimi dittatoriali del terzo mondo, vergogna aiutate chi ha bisogno.. bu..bu.
Non posso che trovarmi
Non posso che trovarmi d'accordo; e non si tratta di demagogia: semplicemente, in tempi difficoltosi, è giusto che tutti vi partecipino, non i soliti noti. E tagliare drasticamente - e per tempo, tra l'altro, non solo dopo l'improvviso ed imprevedibile sisma - spese "inutili" per manifestazioni oramai datate e scevre di partecipazione emotiva (come poteva essere, invece, un tempo), non credo potesse essere così difficile. Se non viene fatto, è perchè le cupole di potere sanno che comunque vada, soldi da spendere ne avranno. Sarebbe ora di dire basta, di far sentire la propria voce e la propria indignazione, anche e soprattutto in occasione di tali manifestazioni reiterate e ripetute.
Povera Italia se questi sono gli italiani
Ho l'impressione Cinzia che tu alle celebrazioni del 2 Giugno, Festa della Repubblica italiana e del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifasciamo ci sia andata poche volte.
Secondo me proprio il tragico evento del terremoto dovrebbe farci stringere attorno alla nazione e ai suoi simboli.
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