Ravenna, il futuro del porto passa anche da ferrovie e idrovie
Strade, fiumi, ferrovie. E al centro, a fare da fulcro, il porto di Ravenna. Gli interventi per la competitività dello scalo comprendono progetti ad ampio raggio che si dipanano da quell'elemento propedeutico costituito dall'approfondimento dei fondali.
Dopo l'incontro del 28 maggio insieme ai porti dell'Alto Adriatico, in cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito l'importanza dei progetti di sviluppo dello scalo, ora si attende l'avvio della Conferenza dei servizi, in programma per il 27 giugno a Roma. “Sarà una pietra miliare”, commenta Galliano Di Marco, presidente dell'Autorità portuale di Ravenna, che nelle prossime settimane sarà impegnato in una serie di incontri con i vertici regionali in vista dell'appuntamento romano.
Il Governo ha confermato la disponibilità dei 60 milioni di euro, che insieme ai 90 dell'Autorità portuale serviranno per la prima fase dei lavori, che porterà i fondali a -12,5 metri. L'obiettivo è quello di arrivare alla pubblicazione del bando nei primi mesi del 2013 e al completamento delle opere entro il 2015. La seconda fase porterà i fondali a -14,50 o, dove possibile, -15, ma per questa le risorse – circa 200 milioni di euro – sono meno certe.
Intorno a questa conditio sine qua non ruotano altri interventi che hanno l'obiettivo primario di far uscire Ravenna dal suo cronico isolamento.
Si parla, ovviamente, di E55, ma anche di ferrovie e, tema relativamente nuovo, di idrovie. Per quanto riguarda il primo punto “Quello che noi chiediamo – spiega il presidente dell'Autorità portuale – è la realizzazione almeno dello stralcio funzionale da Mestre a Cesena o, in seconda battuta, del collegamento tra Cesena e Porto Garibaldi, da dove poi, attraverso il raccordo Ferrara-Mare, si potrebbe raggiungere la Cispadana”. La prima ipotesi richiederebbe un investimento di tre miliardi di euro, la seconda di uno.
Sempre sul fronte stradale, sarebbe necessario anche il potenziamento della Romea Dir, rendendola a due corsie per ogni senso di marcia ed eliminando i semafori (investimento da circa 30 milioni, non pubblici).
Sul versante ferroviario sono stati ripresi in mano gli studi delle ferrovie regionali (prima Fer, oggi TpEr, società nata dalla fusione tra Fer e Atc Bologna) per migliorare i collegamenti con gli interporti, ma soprattutto sono state gettate le basi di un dialogo con le Ferrovie dello Stato per risolvere nodi storici di competenza statale. Si parla, infatti, della realizzazione dei sottopassi nelle vie Candiano e Molinetto, dove i passaggi a livello costituiscono già oggi dei punti critici per la circolazione urbana e la situazione non potrebbe che peggiorare con l'aumento dei traffici portuali. L'investimento si aggira sui 40 milioni di euro.
Poi, c'è il progetto forse più suggestivo: rendere Ravenna a tutti gli effetti un hub portuale anche per il sistema idroviario padano-veneto. L'Emilia-Romagna, attraverso il Prit, ha già stanziato risorse per 190 milioni di euro per la realizzazione dell'idrovia ferrarese a scopo turistico. “Abbiamo chiesto alla Regione – spiega Di Marco – di renderla fruibile anche per il sistema commerciale”. L'ingresso dell'idrovia è a Porto Garibaldi e per Ravenna sarebbe molto più conveniente che non quello di Chioggia. Una volta realizzato e adattato l'accesso fluviale e con i fondali scavati, il porto potrebbe essere appetibile come scalo di transshipment per le merci dirette alle zone con i più alti Pil d'Italia.
Vania Rivalta
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Commenti
ma no
ecco che il solito che tenta di aggirare i problemi con i soliti sottopassi - come al solito a pendenze da Gran Premio della Montagna 1° categoria -.-
SVEGLIAAAAAAAAA, è il servizio che conta e a questa città serve maggior traffico ferroviario "di passaggio" (passante) che non attestato su di essa [inizio/termine corsa] e spostare lo scalo ehm smistamento merci in mezzo le scatole: ampliare in Via Baiona quello già presente ed il compare sotto il cavalcaferrovia di Via Trieste per il porto. Mai stati a Forlì? La ferrovia è rialzata nella maggior parte dei punti, sarebbe fattibile anche qui per limare i problemi a Candiano e Molinetto?
Pensate che Bonn HBF, fu capitale Germania Ovest, tiene tutto il suo traffico su 5, dico 5 binari. A cosa ne servono 7 (6 per servizio passeggeri) più tre troncati?
Eccellente, l’articolo del
Eccellente, l’articolo del Presidente dell’autorità portuale è una conferma della positività e dell’impegno di questo ente. Il problema è però sempre lo stesso , l’assenza, sempre più marcata, degli enti locali (politica) su questi temi strategici.
Anzi ricordiamo a chi ha la memoria corta che il comune appoggiato dal PD e dalla sua coalizione, risponde a questi straordinari investimenti con ” la Darsena città “ , ossia quartieri dormitori nel cuore della parte la più vivace e dinamica del porto. Limitando cosi la sua efficacia e ponendo nuovi problemi di incompatibilità operative e sociali; ‘alla faccia della sicurezza urbanistica’ .
Da questa analisi e da questo eccellente livello professionale con il quale l’autorità si affaccia sulla nostra città ne esce il problema della politica che rifiuta di affiancarla ed appoggiarla con politici all’altezza, per eventualmente continuare a concretizzare al meglio questa opportunità .
Certo lo abbiamo visto nel progetto della E-55 come la politica ha fatto si che questa importantissima arteria si affianchi soltanto alla città di Ravenna senza effettivamente arrivare al porto, ed ora ci troviamo nella situazione di cercare una soluzione di collegamento tra il porto e l’innesto dell’E55 a Fornace Zarattini.
Un altro problema pervenutoci dalle analisi dall’autorità portuale è quella della “indivisibilità” della stazione attuale delle ferrovie dal porto, in quanto nascono l’un per l’altra.
E lo ripeto al Sig. Sindaco ed ai suoi assessori “ gli egregi nostri vecchi ingegneri hanno fatto un capo lavoro facendo arrivare il mare alla stazione di Ravenna per trasportare merce e persone, creando industrie e commercio” e quindi rispettate questa opera “non trasferendo la stazione FS da nessuna parte, non costruendo nessun quartiere residenziale nella Darsena o nelle vicinanze, ed impegnandosi ad eliminare le costruzioni lungo le rotaie della ferrovia per lasciare lo spazio per creare la seconda via… nel caso un giorno volessimo anche noi l’alta velocità; vi renderete conto che tutto ciò “è il contrario di quello che avete in mente.”
A.Attoui
http://www.proravenna.it
milioni, mica bruscolini...
Il Governo ha confermato la disponibilità dei 60 milioni di euro, che insieme ai 90 dell'Autorità portuale serviranno per la prima fase dei lavori, che porterà i fondali a -12,5 metri
L'investimento si aggira sui 40 milioni di euro
L'Emilia-Romagna, attraverso il Prit, ha già stanziato risorse per 190 milioni di euro per la realizzazione dell'idrovia ferrarese a scopo turistico
Totale investimenti pubblici, 380 milioni di euro: ma in quale paese, in quale fase economica? Meno male che sognare non costa nulla...
Ravennate
Collegamento con le idrovie europee attraverso il canale transal
vorrei attirare la Vostra attenzione su una alternativa trasportistica, che rivoluzionerà i metodi di trasporto in Europa.
Il Progetto Tirol-Adria, che in prima linea, intende realizzare il collegamento delle idrovie europee attraverso il canale transalpino Danubio-Tirol-Adria con lo scopo di trasferire alla navigazione fluviale e marittima gran parte del trasporto merci nazionale ed internazionale evitando cosi la costruzione delle seguenti grandi opere per il trasporto terrestre e cioè:
a) della Galleria di base del Brennero con le relative linee di accesso ad alta velocità/capacità (AV/AC o TAV), di cui 191 km pure in galleria,
b) del Ponte sullo Stretto di Messina,
c) del tunnel ferroviario tra Lyon-Torino e la TAV Torino-Trieste come parte del corridoio 5 Lisbona-Kiev, che con la navigazione sul Danubio, sulle vie d’acqua interne e sulle autostrade del mare otterrebbe un ottimo collegamento est-ovest,
d) della TAV Terzo Valico Genova-Milano perché Milano e Torino saranno raggiungibili sulle vie d’acqua senza di dover scavalcare l’Appennino,
e) della TAV Napoli-Bari,
f) della TAV Napoli-Reggio Calabria
Sarebbe proprio l’Italia che dovrebbe sviluppare una nuova logistica. L’Italia, circondata dal mare, con fiumi e canali esistenti o non terminati (Venezia-Padova), che portano il mare nel retroterra, ha i presupposti per trasformarsi e di spostare il trasporto merci sulle idrovie interne e sulle autostrade del mare, già dotate d’infrastrutture portuali. Bisogna correggere lo sviluppo del secolo scorso dovuto ai nomi Agnelli e Pirelli. La classificazione come progetto TEN-T della linea ferroviaria Berlino-Palermo con la galleria del Brennero (BBT) avvenne ancora prima dell’invenzione dell’idrovia transalpina Danubio-Tirol-Adria. La nave - e non la TAV - è il mezzo di trasporto più ecologico ed economico per gran parte dei beni e quindi di grande importanza per lo sviluppo in Italia ed in Europa.
Il Progetto Tirol-Adria si basa su finanziamento privato e quindi si potrebbe diminuire il debito pubblico per oltre 100 miliardi di Euro.
Infine vorrei precisare che tutte le reti di comunicazione sono collegate tra di loro, solo la rete fluviale e marittima italiana è ancora tagliata fuori dalla vasta rete delle idrovie interne (100.000 km in un Europa fino agli Urali!). Aumenterà le prospettive negli Stati adiacenti all’Adriatico e integrerà meglio tutto il Mediterraneo al continente europeo.
La UE punta sui collegamenti delle reti di comunicazione per cui anche l’Italia può approfittare dell’attuale crisi per modificare le decisioni secondo nuove conoscenze.www.tirol-adria.com!
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