"Ravenna Manifestazioni, Il buco c’è e non da poco"

La nuova nota di Ancisi
13 giugno 2012 |  Politica | Ravenna |

Dopo la replica di Cristina Muti Mazzavillani ad Ancisi di ieri, la nuova nota del capogruppo LpRa in consiglio comunale: "Cara Cristina, il ragazzo gridò: “Il re è nudo”, ma il cortigiano lo zittì (o si illuse di zittirlo) dicendogli: “Ma non vedi che indossa  sandali e occhiali?”. Il senso della favola di Andersen può essere applicato alle preoccupazione da me espresse sui problemi di bilancio di Ravenna Manifestazioni e alla risposta del suo sovrintendente, Antonio De Rosa: cortigiano, perché arrivato a quella carica e a quei compensi per meriti manageriali ed artistici di partito, dismessa la veste politica di consigliere comunale eletto sotto il simbolo (che non hai mai amato) della falce e martello".

"Se avrai letto la mia interrogazione al sindaco com’è e non come può esserti stata raccontata, avrai facilmente capito che ho solo aggiunto alle mie preoccupazioni alcuni passi di una tua intervista, fedelmente riportati, con l’unica “strumentalizzazione” di richiamare il sindaco ai doveri di trasparenza e di corretta amministrazione che su di lui incombono e la sola finalità di difendere Ravenna Festival “in un momento così difficile”, come tu stesso lo hai definito. L’ho fatto, dopo aver ampiamente riconosciuto a te tutto il merito di quello che il Festival è diventato nel mondo e senza chiamarti in causa su niente, non fosse altro perché ho trattato di problemi amministrativi e non artistici della Fondazione Ravenna Manifestazione, di cui tu sei parte della direzione artistica, ma non dei suoi numerosi amministratori. Mi sono rivolto al sindaco, che ne è il presidente, perché ne ho il dovere di consigliere comunale attento a come vengono amministrate questa città e le sue risorse pubbliche. Attendo una risposta da lui, perché quella del sovrintendente appare semplicemente ridicola all’uso di semplici doti intellettive, neanche manageriali. Ti spiego perché".
"1) Innanzitutto non posso aver “sbagliato” dei dati perché, non essendo mai stato reso noto al consiglio comunale da anni ed anni a questa parte alcun bilancio di Ravenna Manifestazioni, e tanto meno il rendiconto 2011, ne ho parlato al condizionale come voci da verificare, non certe, su cui appunto ho chiesto al sindaco di fare chiarezza nelle competenti commissioni consiliari prima che questo problematico rendiconto sia approvato dai sette membri dell’assemblea della Fondazione che vi rappresentano il Comune di Ravenna. Non è una semplice curiosità, perché ogni anno questo Comune, a seguito delle due convenzioni esistenti, versa nelle casse delle Fondazione 2.173.680 euro. 2) “Il disavanzo 2011 non è di un milione e 800 mila euro ma solo di 944.471”. Dunque, non mi sono inventato i problemi di bilancio. Ma è proprio il sovrintendente a dimostrare che la prima cifra non è tanto campata per aria, avendo egli affermato che è venuto meno il contributo di Arcus da un milione e 500 mila euro e che si è avuta la perdita (di circa 300 mila) per il volo pagato e poi mancato da Ravenna in Africa. Come si siano limitati i danni, comunque cospicui, aspettiamo di vederlo scritto nel rendiconto, per esempio analizzando l’esigibilità dei crediti che vi sono stati iscritti. Anche i bilanci del Consorzio servizi sociali quadravano. 3) Nessun giornalista, mettendo in evidenza lo “sbaglio di Ancisi di uno zero” per aver ipotizzato un danno di soli 150 mila euro dal mancato contributo di Arcus, di cui non poteva sapere niente, si è accorto che questo buco di bilancio, addirittura di un milione e mezzo, è stato “determinato dalla mancata emanazione del bando della società Arcus”. In qualsiasi azienda monofamiliare, escluse le Botteghe Oscure, si aspetta che un bando sia pubblicato, poi che la domanda sia accolta e sia conosciuta l’entità del contributo eventualmente concesso, prima di iscriverlo a bilancio. Altrimenti, è una gara pubblica da Procura della Repubblica o da giustizia sportiva. Siccome poi il contributo è stato zero, io mi sono “sbagliato” ad indicarne l’entità dieci volte di meno del sovrintendente".
"4) Per la “defaillance dell’aereo Ravenna-Nairobi…è in corso una causa per risarcimento danni…nei confronti del vettore Hellenic Imperial”. Come avere titoli della Grecia in portafoglio. Ma soprattutto non è stato avventuroso fidarsi di una piccola compagnia locale a costi anticipati non molto dissimili da quelli delle compagnie più affidabili che comunque in Africa vi avrebbero portati? 5) Il buco dunque c’è e non da poco. Ma può consolare solo il sovrintendente che sia stato tappato prosciugando il Fondo di dotazione di soli due terzi. Non certo i soci, e tantomeno il più importante, che è sempre il Comune di Ravenna, i quali lo hanno “prudentemente costituito nel corso degli anni proprio per far fronte ad eventi imprevisti”, non a quelli prevedibili o addirittura colposi. 6) Ed è proprio per evitare il peggio che bisognerà anche guardare alle spese di gestione della Fondazione, di cui Ravenna Festival è solo una parte, e dunque all’entità degli organici, ai compensi e retribuzioni erogati,  alla contabilità dettagliata relativa a spese per viaggi e rimborsi spesa, con relativa documentazione. Il sovrintendente, essendo il primo della classe, cominci a far conoscere i propri compensi, viaggi, rimborsi, ecc. Lo chiede uno che - come si dimostra anche oggi -  non parla mai a caso, al quale è meglio rispondere con le carte e che non si fa zittire da nessuno. Sempre tuo amico, mai cortigiano, Alvaro".

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