Sosta negli stradelli: "Ravenna come la Repubblica delle banane"
Dopo la conferenza stampa indetta dal sindaco sull'ordinanza che regola la sosta nello stradello retrodunale è arrivata, puntuale, la replica di Alvaro Ancisi. Il capogruppo di Lista per Ravenna già ieri aveva chiesto a Matteucci di far annullare le multe elevate a ciclomotori e motocicli.
“Non rinuncio – ribadisce Ancisi - a dimostrare gli errori e le contraddizioni contenute nella conferenza stampa indetta dal sindaco per illustrare “le ragioni dell’ordinanza che regola la sosta nello stradello retrostante gli stabilimenti balneari”, quasi a replicare, su alcuni punti, senza nominarmi, alle posizioni che ho espresso al riguardo.
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Premetto che ho condiviso, limitatamente alle auto, “la ragione principale di questa ordinanza” che, dice il sindaco, “attiene alla sicurezza delle persone: il parcheggio selvaggio non può essere tollerato se arriva al punto da impedire l’accesso ai mezzi di soccorso”. Proprio per questo continuo a chiedere perché l’ordinanza, valendo 24 ore, venga applicata solo di giorno e non di notte, quando, in occasione delle feste da ballo, e con ben altri problemi di sicurezza, centinaia e centinaia di auto sostano selvaggiamente dappertutto, impedendo il passaggio delle ambulanze. Ho dimostrato che la polizia municipale non lo fa nemmeno quando le viene esplicitamente richiesto dai cittadini, nemmeno quando una pattuglia è al lavoro sul viale litoraneo. Solite storie di ordinanze che discriminano figli e figliastri e di “protezioni” e “non protezioni”.
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Per le moto, il problema è che l’ordinanza non prevede spazi loro riservati nelle limitate aree di sosta degli stabilimenti balneari, in genere organizzate per la sosta delle auto. Fino a ieri non potevano parcheggiare, insieme alle bici, su tutto il viale delle Nazioni. Oggi, il contrordine compagni assicura che possono sostare praticamente su tutto il viale dalla parte del litorale e dalla parte dei campeggi “sulla fascia sterrata compresa fra il percorso pedonale e le recinzioni a delimitazione delle proprietà private in viale delle Nazioni nel tratto compreso tra viale C. Menotti e via Rivaverde”. Ma il 16 maggio scorso, il servizio Mobilità del Comune, negò, a mia richiesta, richiamando l’art. 80 del regolamento di polizia municipale, che questo fosse possibile, affermando che anche le bici e le moto “debbono parcheggiare nelle aree predisposte”, che in viale delle Nazioni non esistono ancora. Si spera che ogni agente di polizia municipale, opportunamente catechizzato, rinfoderi il blocchetto delle multe quando vede bici e moto parcheggiate liberamente e non in aree segnalate. Ma solo nella repubblica delle banane la polizia municipale è governata in questo modo.
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Infine, non si tratta di “fare ricorso al TAR o al Presidente della Repubblica” se non si è “d’accordo con l’ordinanza” (dice il sindaco), bensì di fare ricorso (gratuito) al sindaco stesso, entro 30 giorni, se non si è d’accordo sulle ragioni della “multa”. Il sindaco ha cinque anni per decidere sul ricorso. In caso negativo (cioè l’emissione di un’ordinanza/ingiunzione), si può successivamente ricorrere al Giudice di Pace entro 30 giorni. Nel frattempo, la “multa” è sospesa. Nel caso delle moto, il ricorso può essere giustificato dalla mancanza di spazi di sosta loro riservati e, caso per caso, dalla segnaletica eventualmente carente: motivazione che, se esistente, può valere anche per le auto. Meglio se con documentazione fotografica”.
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rotonda su ss302
ma il notro signor sindaco insieme alle multe cosi puntuali non fà niente x la rotonda che non vàpiu avanti tra la via s alberto e la ss302 dir ,come e giusto questo mondo!
Annullare? e poi magari al
Annullare?
e poi magari al primo intervento del 118 impossibilitato ad operare c'è la prendiamo col sindaco vero... dai un pò di campagna elettorale....
chi ha sbagliato deve pagare e ora di finirla di fare del buonismo, ci vuole più rispetto e senso civico che purtroppo manca a ravenna!
ci sono i divieti sono segnalati... e allora paghi e anche salato!!
Annullare?
Concordo pienamente,i divieti sono ben segnalati,il problema è che la maggior parte di noi se potesse parcheggerebbe l'auto proprio vicino all'ombrellone.
Caro sig. Ancisi ciò che manca è una buona dose di senso civico !!!
1. Appunto, si paga se
1. Appunto, si paga se si ha torto. Se uno non è convinto di aver torto, ricorrere nelle sedi dovute è un principio fondamentale del diritto. Se il ricorso dev’essere respinto non lo decidono a priori i giustizieri della domenica, ma chi è titolato a decidere. Se poi giustizieri della domenica volessero anche leggere l’oggetto delle loro sentenze, basta che si spingano un po’ su in questa pagina, mettendo il ditino sul mouse. Leggeranno che ho dato una semplice informazione: cioè che si può fare ricorso “se non si è d’accordo sulle ragioni della multa”. Ho espresso anche la mia opinione (si può?) secondo cui “nel caso delle moto, il ricorso può essere giustificato dalla mancanza di spazi di sosta loro riservati e, caso per caso, dalla segnaletica eventualmente carente: motivazione che, se esistente, può valere anche per le auto. Meglio se con documentazione fotografica”. Ce ne passa a scambiarla per incitamento alla disobbedienza civile. C’è stato un ragazzo che, in una stagione precedente, aveva subito la stessa multa per la stessa causa (sul retro del Toto), insieme ad una fila di altri. Il cartello indicante il divieto era stato però asportato o abbattuto da sconosciuti e non ancora sostituito. Se avessi dato retto ai giustizieri della domenica gli avrei detto di pagare recitando il mea culpa. Invece il ricorso al sindaco gliel’ho scritto io e, col corredo di fotografie, è stato archiviato. Gli altri hanno pagato. Il tutto si riassume nel far ricorso se si crede di averne le ragioni e di pagare se il ricorso è respinto. Alvaro Ancisi
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