Detenuti pasticceri, al termine il corso di formazione in carcere

29 giugno 2012 |  Cronaca | Ravenna |

C’è un appuntamento fisso particolarmente insolito e significativo, ogni martedì mattina, per Fausto Rivola, presidente del Club Arti & Mestieri di Ravenna: all’interno della Casa Circondariale di Ravenna. L’esperto panificatore è infatti il tutor di un corso di formazione intitolato “Profumo di pane”, che si è svolto nel corso della primavera e si chiuderà martedì prossimo, dopo 55 ore di lezione, teoriche e pratiche. Gli allievi del corso sono sei carcerati della Casa Circondariale, scelti dalla direzione del carcere sulla base di determinate caratteristiche: il corso serve per dare loro un’infarinatura – è proprio il caso di dirlo – di un mestiere che, una volta terminata la detenzione, potranno provare a spendere nel mondo esterno. Cosa che, nei due anni passati, per alcuni ex carcerati è riuscita: oggi dunque diversi ex allievi di Rivola sono riusciti a trovare un’occupazione come panettieri o pizzaioli, reintegrandosi appieno nella società.

Il corso è reso possibile grazie a una collaborazione fra il Club Arti e Mestieri, il Comune di Ravenna, l’Asp e naturalmente la Casa Circondariale, con grande soddisfazione della direttrice, Carmela De Lorenzo. “Gestire questi corsi dà una grande soddisfazione a livello umano – racconta Rivola -. Prima di Ravenna, per anni ho lavorato a progetti analoghi all’interno del carcere di Padova, che è molto più grande e ha dato vita a una vera e propria attività costante di pasticceria, premiata addirittura alcuni anni fa per aver realizzato il miglior panettone italiano. Qui a Ravenna le dimensioni del carcere sono minori, e i detenuti hanno caratteristiche diverse: spesso sono ragazzi che hanno commesso errori, ma sono prossimi a tornare liberi, e davvero per loro poter imparare un mestiere come questo è fondamentale per poter tornare sulla buona strada. E l’entusiasmo e l’applicazione che mettono nell’apprendere mi fanno sperare che anche dal corso che si sta per chiudere possano uscire futuri artigiani del pane o della pasticceria…”

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