“Lo 'ius sanguinis' principio fondamentale che deve essere salvaguardato”

La nota del Pdl
3 luglio 2012 |  Politica | Ravenna |

“Troviamo estremamente grave e pericolosa la scelta dell’amministrazione provinciale di voler concedere la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia”. A dirlo sono il coordinatore provinciale e il vice del Pdl Alberto Ancarani e Paolo Savelli.
“La campagna mediatica in corso in favore di un cambio della normativa in essere vede la forte contrarietà del PDL a livello nazionale che è condivisa a maggior ragione sul nostro territorio.
Un paese come il nostro, così facilmente aggredibile dall’immigrazione clandestina infatti, non può certo permettersi quell’aumento di cittadini che lo ius soli inevitabilmente creerebbe. Inoltre, al netto di ogni ipocrisia, il nostro territorio ha anche recentemente toccato con mano il comportamento di cittadini stranieri qui residenti, spesso tutt’altro che desiderosi di integrarsi,  i quali – non temiamo di sfidare il politically correct - con figli cittadini anche solo a livello simbolico soprattutto per quanto riguarda alcune etnie potrebbero accampare ulteriori pretese sempre a nocumento di chi cittadino italiano lo è a pieno diritto e in piena ragionevolezza storica e sociale”.
“La cittadinanza deve essere un obiettivo di vera integrazione: la cittadinanza onoraria come scappatoia burocratica e' inaccettabile perché prescinde da qualsiasi valutazione nel merito. Gli effetti negativi di tali semplicistiche determinazioni si produrrebbero immediatamente sulla nostra convivenza civile privando di senso e significato l'altissimo valore della cittadinanza italiana.
Il fatto che persino il Capo dello Stato, andando ben oltre le sue prerogative, abbia più volte esternato in favore dell’abolizione dello ius sanguinis non può certo essere un espediente per fare un’indebita pressione sul legislatore nazionale affinchè modifichi la normativa in favore dello ius soli e anche iniziative come quelle della cittadinanza onoraria, sebbene solo simbolica, appaiono ancora una volta uno strumento di facile demagogia e biechi interessi elettorali. La sinistra che governa questo territorio infatti sapendo di essere in drastico calo di consensi persino in una provincia che ha sempre ritenuto “sua” vuole evidentemente correre ai ripari cercando di creare nuovi cittadini che diventino futuri suoi elettori.  I nostri gruppi consiliari si opporranno in ogni modo ad una simile violazione del diritto e del buon senso”.

Commenti

il silenzio è d'oro e non ne approfittate mai

un altra occasione di tacer va via...demagogia regna sovrana...

per facili consensi l'orror m'appare...e la coscienza mia non tace

è la natura umana...senza cervello, senza l'amor di pace

di vergognarsi non tema è naturale...la libertà è di tutti anche la sua...ma un grido sorge dal cor: andate via...

che non ci serve odio rabbia e antipatia...ma cuore lavoro e armonia.

 

Che triste, farci sentire

Che triste, farci sentire anche noi  (il terzo mondo Europeo ) PIGS, Ci basta l'isolamento sia in Europa che nel resto del mondo . cosi, civili, non siamo per niente.

Caro politico, Provi a fare la politica di contrastare il sindaco e la sua giunta ad esempio, per evitare la eminente grande torta della Darsena città , o Le va bene cosi?

 

Non siamo l'America del Settecento

La cittadinanza per nascita è stata un espediente eccezionale dei paesi del continente americano appena indipendenti bisognosi di popolare e civilizzare loro enormi territori con popolazione prevalentemente europea. Raggiunto lo scopo è da tempo che fanno il possibile per limitare l'ingresso di ulteriori immigrati. Sono note le difficoltà che pure in quell'ambito favorevole si sono dovute affrontare, non solo di discriminazione tra le diverse nazionalità di origine, ma pure razziali.

Altra è la situazione europea, e in particolare italiana. Siamo paesi già popolati a livelli di difficoltosa sostenibilità territoriale, energetica ed ecologica, con tassi di disocupazione notevoli. I contrasti religiosi e culturali con i paesi di origine degli immigranti clandestini sono enormi, per cui dare il voto ad essi porrebbe a serio rischio il sistema democratico rettamente inteso: le nostre libertà liberali sarebbero sempre di più a rischio tra le nostalgie stataliste delle sinistre nostrane e l'integralismo antioccidentale delle culture musulmane. Basta vedere come se la passano i cristiani nei paesi mussulmani.

Finché le cose non cambino in quelle culture, va bene che i nati in Italia aspettino fino ai diciotto anni per chiedere la cittadinanza, come previsto dalla legge.

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