"Tombare la Darsena? Non siamo citrulli"
In un lungo intervento, il sindaco Fabrizio Matteucci parla della Darsena di città, escludendo soluzioni progettuali estreme (come il tombamento della testa del canale) e spiegando quali siano i poteri dell'amministrazione comunale sull'area ex Sir e sulla riqualificazione del cosiddetto 'sigarone'.
"Quella che si è aperta da qualche giorno sul futuro della Darsena è una discussione bella, creativa e appassionata. Nei giorni scorsi sono intervenuto per illustrare le linee di fondo del progetto. Oggi mi sembra utile che io partecipi al confronto su tre temi specifici. Cercherò di farlo nel modo meno tecnico e più chiaro possibile.
1) Il Canale Candiano e la darsena non saranno tombati. L'acqua è l'elemento che dà identità e potenzialità all'area. Per questo togliere l'acqua è un'idea da citrulli, e noi citrulli non lo siamo. In effetti qualche anno fa qualcuno, onestamente non ricordo chi, avanzò l'idea di tombare il Candiano fino all'altezza dell'Autorità Portuale.
A parte gli scherzi, è un'idea che non esiste, perché senza acqua non c'è Darsena. Anzi due temi centrali su cui studiare e lavorare sono la depurazione dell'acqua e l'uso possibile del canale fino al ponte mobile e della piazza d'acqua.
Ciò di cui dovremo discutere sulla testata della Darsena è questo.
Quando fra qualche mese verranno tolte le recinzioni e l'area della testata della Darsena sarà aperta ad usi civici scopriremo che quell'area non è grandissima.
Via Darsena e la pista ciclabile non si possono "stringere", questo è pacifico.
Dovremo prendere qualche decisione.
Idem per i parcheggi. Io vorrei una Darsena ciclo-pedonale, con traffico carrabile il più possibile esterno, senza macchine in sosta sulle strade. Quindi dovremo fare una riflessione anche sui parcheggi.
Comunque di questi temi si dovrà occupare chi vincerà il bando per il progetto preliminare del nodo-stazione. Che sia Calatrava, Norman Foster o un bravo architetto italiano o ravennate dovrà fare delle proposte.
Senza acqua non c'è Darsena; senza un collegamento bello e funzionale fra la Darsena e il centro storico, la Darsena non diventerebbe mai Darsena di città.
2) A settembre sarà presentato il progetto di recupero del sigarone.
Poi sarà vagliato con scrupolo anche dagli uffici del Comune.
La cosa certa è che il decollo del nuovo quartiere esclude l'ipotesi che il sigarone rimanga nelle condizioni attuali. Dunque prima di dire dei no a cuor leggero bisogna pensarci bene. Se la proprietà decide di abbandonare progetti di recupero e di lasciare il mondo così come è non possiamo mandare la forza pubblica per imporre alcunché.
L'ipotesi da scongiurare è che quell'area rimanga cosi come è oggi.
Ho dato una prima occhiata al progetto, mi pare interessante, ma lo dirò alla fine perché il fatto che a me piaccia non è questione dirimente.
3) Per le opere di pubblica utilità saranno necessari almeno 80 milioni, escluso il nodo-stazione. Le aree pubbliche in Darsena sono limitatissime e le proprietà private molto frammentate.
Per finanziare le opere dovremo discutere con i privati di extra oneri, cioè di oneri aggiuntivi che i privati dovranno tirare fuori. Io penso che sarà utile trovare investitori capienti.
L'architetto Mambelli, uno dei progettisti del sigarone, con una botta di ottimismo che mi piace condividere, ha detto che non sarà necessario, che ce la faremo da soli. Vedremo quando cominceremo a chiedere gli oneri aggiuntivi ai proprietari delle aree, compresa quella del sigarone. Voglio condividere l'ottimismo di Mambelli ma, per prudenza e per farci avanti, quegli investitori esterni e capienti comincio a cercarli. Non si sa mai".
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Commenti
ottima risposta sarebbe stato
ottima risposta sarebbe stato assurdo!
il sigarone sarebbe bello un giardino botanico... insomma del verde e magari un auditorium all'aperto
IL delirio e la confusione politica
Caro sindaco non è solo colpa sua ma anche del suo partito che guarda dalla finestra questo butta su insensato di dichiarazioni di intenti senza avere le capacità: il pro e contro il tombamento del candiano (prima citrulli e poi non più ‘che bella parola Toscana!’ ).
Questo è il problema di fare partecipare persone non specializzati in materia che affrontano le cose secondo le loro piccolissime punto di vista personale o gliela fanno bere i professionisti ed affariste vari”.
Fare il sbandieratore del si o del non su una esigenza molto strategica , si rischia di fare ritrombare la situazione come Marinara o il fantomatico Bypass del candiano , Ravenna capitale 2019 senza infrastrutture, tutte boiate succhia soldi pubblici!.
Certo che tombinare la parte finale del Candiano senza renderlo utile per altre attività collaborative con il centro, il porto e la stazione è da citrulli bisogna dirlo ai suoi politici e tecnici che hanno scritto sui giornali cosi.
Bisogna avere gli obbiettivi chiari , caro sindaco.
-1- non esiste le darsena città. questa è stata considerata l’invenzione del sindaco Matteucci “al meno qualcosa è suo” esiste solo ed esclusivamente Darsena del porto.
-2-se non vuole tombinare una parte del candiano ne non trasferire sopra, una parte delle attività amministrative e commerciali ; come appoggerà la stazione , il centro città e il porto in quella zona ,forse farà quartieri dormitori e strutture di alta ricettività nel cuore della zona industriale petrochimica e portuale (i due lati del candiano) , la più importante e la più pericolosa dell’intera Romagna ! è cosi, vero ?
Più che citrullo o no, forze era meglio non mettere i piede su cose di un certo livello , questo si che un cosa da saggi .
Dice Matteucci che “il
Dice Matteucci che “il Canale Candiano e la darsena non saranno tombati. L'acqua è l'elemento che dà identità e potenzialità all'area. Per questo togliere l'acqua è un’idea da citrulli, e noi citrulli non lo siamo”. Se si dà del citrullo non posso smentirlo. È lui che ha firmato, per il Comune, il 24 giugno 2009, un protocollo d’intesa sul riassetto dell’area compresa tra la stazione ferroviaria e la darsena di città, con la Regione Emilia-Romagna, la Rete Ferroviaria Italiana, F.S. Sistemi urbani e l’Autorità Portuale, in cui è scritto “di realizzare negli spazi interrati resi disponibili nella stessa zona d’acqua recuperata, almeno due piani di parcheggi interrati pubblici e privati…oltre che delle nuove funzioni commerciali e terziarie insediabili…” : il tutto demandato ad uno studio di fattibilità che avrebbe dovuto “approfondire modalità, costi di realizzazione e di esercizio”, per una capacità edificatoria, comprese le banchine della Darsena di città, pari a ben 33.600 metri quadrati di superficie. Si possono costruire parcheggi interrati in una zona d’acqua senza tombarla? Roba da citrulli. È legge il Regolamento Edilizio Urbanistico (RUE) del Comune di Ravenna in cui il tombamento della testa del canale è disegnato nella planimetria già inviata a Ravenna 24 0re, e non è neanche da poco, perché da via Candiano arriva fino a via Magazzini Anteriori, dov’era la Dogana: in sostanza, la vecchia Darsena di città. Infine, presentando mercoledì scorso le“Linea guida del nuovo piano urbanistico della Darsena di città”, i Matteucci boys hanno confermato quanto scritto nel RUE, cioè parcheggi interrati e una “piazza d’acqua” sulla testa del canale. Si possono costruire parcheggi con altra roba commerciale e sopra una piazza senza “togliere l’acqua”, che “è roba da citrulli”? Si può sempre cambiare idea o dire tutto e il contrario di tutto, tanto passa tutto. L’importante è che non sia citrullo chi legge e tanto meno chi racconta quello che è vero e documentato. Alvaro Ancisi, Lista per Ravenna
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