Incendio in pineta, "si dichiari il lutto civico"

La richiesta del vice ispettore della Forestale Piccinini
23 luglio 2012 |  Cronaca | Ravenna |

 

Riceviamo e pubblichiamo, per il tramite di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che a sua volta l'ha trasmessa al sindaco, la richiesta del vice ispettore del Corpo Forestale dello Stato Domenico Piccinini affinché venga indetto il lutto civico a Ravenna per l'incendio della Bassona.

 

Il 19 Luglio 2012, è stato perpetrato, con l’incendio che ha distrutto larga parte della pineta di Classe in zona Bassona, un attacco frontale al cuore della nostra città, che ha devastato la porzione di territorio a più alto pregio naturalistico della costa romagnola. Per modalità, area d’innesco e tempistica è stato l’attacco perfetto per distruggere qualsiasi biomassa vegetale. Ma non solo. Il rischio che l’incendio evolvesse ad interfaccia - come può accadere per fasce boscose confinanti con centri abitati - è stato altissimo, date le proporzioni assunte dall’incendio. In effetti, il campeggio limitrofo è stato evacuato, nel mentre il Canadair ha concentrato i suoi lanci per creare una sorta di linea tagliafuoco idrica sulla linea di avanzamento nord dell’incendio, impedendone l’avanzata su quel fronte.

I nati prima degli anni ’60 non vedranno più quelle immagini di bosco di pini mediterranei (pino marittimo e pino domestico), nonché il pregiatissimo sottobosco di fillirea, agazzino, pungitopo, crespino, ginepro e tante altre specie. Il danno è incalcolabile. Il tecnico forestale può misurare la massa legnosa distrutta e le spese di ripristino e di reimpianto, quantificando economicamente il danno. Ma il danno ecologico e paesaggistico non è misurabile. La perdita di una persona cara è anch’essa incommensurabile per chi la subisce, ma quando viene distrutta una grande porzione di bosco con questo tasso di naturalità la perdita è globale, colpisce il pianeta direttamente e l’umanità stessa, che dall’ecosistema dipende funzionalmente. Senza biosistemi in equilibrio, senza il bosco e le sue funzioni: energetica (fotosintesi), ecologica, idrogeologica, climatica, produttiva, per non dire didattica, ludico-ricreativa, paesaggistica, il genere umano sarebbe a rischio di sopravvivenza. Quel che rimane della pineta distrutta è la sensazione di vuoto, da “day after”, che si percepisce e respira nel paesaggio lunare ed ancora fumante lasciato dalle fiamme divampanti. Dove prima regnava la natura, ora si elevano fusti carbonizzati. Dove trovavano ospitalità tante varietà di vita, ora resta un deserto biologico. Molti animali di piccole-medie dimensioni (insetti, anfibi, rettili, roditori e piccoli mammiferi) sono stati sorpresi ed annientati dal fuoco. Sul fronte flora e fauna il bilancio è straziante: migliaia di piante e di animali di innumerevoli specie sono morte. Per molti romagnoli, quella Bassona non tornerà più. Solo fra molti anni se ne rigenererà una nuova.

Generalmente vengono dichiarati lutti nazionali o cittadini in ordine a fatti od episodi legati alla morte di una o più persone. Non sembri fuori posto dichiararlo per la perdita di significative aree di globo terrestre che, oltre a distinguersi per il loro pregio naturalistico e paesaggistico, sono determinanti per la nostra stessa esistenza.

Sia pure in forma simbolica ed essenziale, la dichiarazione di lutto civico in Ravenna per una meraviglia del pianeta come quella che abbiamo perduto fra Lido di Dante e Foce del Bevano, che rappresentava per il cittadino ravennate non solo uno spazio fisico, ma anche un luogo spirituale e contemplativo, potrebbe segnare un primo gesto significativo, un primo momento per un cambio di paradigma. Può favorire una visione più ampia e sinergica della complessità del macrosistema ambientale, capace di far crescere, a cominciare dalle più giovani generazioni, la coscienza del grande e irrinunciabile valore che è la tutela della natura e le conseguenti assunzioni di responsabilità da parte di ogni cittadino del mondo”. 

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