"Campagna frutticola, delusioni inaspettate”
Per Fabiano Mazzotti, del Gruppo Trasversale Agricoltori, "Anche quest’anno si è partiti con la campagna frutticola estiva, senza avere risolto nessuno dei problemi strutturali che da anni affliggono il settore ortofrutticolo,dimostrato anche dalla pessima chiusura della campagna 2011 con il prodotto autunno-invernale".
"Dopo l’iniziativa del 16 aprile a Bologna,organizzata dall’assessore Tiberio Rabboni,con la partecipazione del Ministro Catania, abbiamo il sentore che i buoni propositi si siano persi per la strada di un percorso che ci deve portare all’applicazione dal 24 ottobre 2012, dell’art.62, che,sulla carta,doveva rafforzare dal punto di vista contrattuale,i rapporti fra produzione e distribuzione.
Ma la realtà è che, con i decreti attuativi,questa rischia di essere l’ennesima beffa per il mondo agricolo. C’è da dire anche,che,quella che all’inizio sembrava essere una campagna dignitosa, con il risultato di coprire almeno i costi di produzione, oggi rischia per l’ennesima volta di dimostrarsi un’annata avara di soddisfazioni per gli agricoltori,nonostante le produzioni e le rese attuali siano chiaramente e decisamente inferiori all’annata 2011 e le condizioni climatiche siano attualmente molto favorevoli a garantire qualità organolettiche dei frutti e una buona propensione ai consumi. A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai le O.P. non hanno messo in piedi un coordinamento per mettere in atto attività di tipo sindacale per difendere l’applicazione dell’art.62, e strategie commerciali comuni per un rafforzamento contrattuale con il mondo della distribuzione?
E a questo punto ci chiediamo se sia ancora opportuno far si che,strumenti come l’OCM ortofrutta,dia finanziamenti a strutture che non sono in grado di dare risposte concrete al mondo agricolo e di conseguenza ai propri associati. Chiediamo quindi agli agricoltori di rendersi conto dello stato attuale delle cose, e di attivarsi con le proprie O.P. e con il GTA,per valutare di proporre iniziative da attuare al più presto. L’alternativa a ciò, è il disinvestimento delle aziende agricole dall’attività di produzione di ortofrutta, per non correre il rischio di investire in un futuro che non c’è!"
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