Università: aumentano le tasse per i fuoricorso
Nel decreto sui tagli alla spesa varato dal governo lo scorso 27 luglio, sono previsti aumenti progressivi delle tasse universitarie per i fuori corso calcolati in base al reddito o alle capacità economiche delle famiglie.
“Il rischio vero – dichiara il vicesindaco Giannantonio Mingozzi – lo corrono gli studenti lavoratori che potrebbero vedersi raddoppiate le tasse con aumenti da mille a duemila euro. Non considero giustificata questa penalizzazione perché non tutti i fuoricorso sono studenti menefreghisti o disimpegnati; quasi la totalità degli studenti lavoratori iscrivendosi a un’età più avanzata hanno scelto di laurearsi per ragioni di qualificazione professionale, di stimolo formativo e di legittimo orgoglio personale. E allora perché penalizzarli in questo modo? Facciamo il caso di Ravenna dove l’età media dei laureati è attorno ai 28 anni, in linea con il dato di tutto l’ateneo: se prendiamo ad esempio i corsi giuridici ravennati troviamo che l’età media dei laureati al Corso di laurea magistrale, 5 anni, è di 26 anni, mentre l’età media per i laureati in operatore giuridico d’impresa, triennale, è 30 anni. Gli iscritti alla laurea magistrale sono 576 mentre gli iscritti alla triennale sono 350, e possiamo considerare almeno un terzo di questi ultimi studenti lavoratori che motivano l’età di 30 anni come media dei laureati. Si tratta di un centinaio di iscritti che, con il loro reddito, dovrebbero sostenere un aumento di costi d‘iscrizione così elevato. Ma se Giurisprudenza complessivamente conta 886 iscritti, Beni culturali ne registra 1.021, Scienze ambientali 344, Ingegneria 709, Medicina 477, e 77 Chimica dei materiali.
Se consideriamo il totale dei nostri iscritti, che supera le 3.500 unità, si contano in almeno 350/400 gli studenti/lavoratori che rappresentano di per sé un vanto del nostro sistema universitario, a conferma del fatto che anche nella nostra città l’università è fruibile ad ogni età e non rappresenta solo condizione per ingresso nel mondo del lavoro ma anche ragione di qualificazione successiva che trovo ingiustificato penalizzare con un’esplosione di tasse”.
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Bene, aumenteranno le tasse?
Bene, aumenteranno le tasse? Io non mi iscrivo l'anno prossimo, continuo a lavorare e abbandono gli studi.
per quello che valgono
mi aspetto un abbandono/ritiro in massa dagli atenei.
infatti questa focalizzazione
infatti questa focalizzazione ostinata sul fenomeno dei fuoricorso mi sembra tanto una caccia alle streghe..e pensare che paghiamo anche ora tasse salate per studiare...studiare tomi da 3000 pagine,non per divertirci, come qualche sprovveduto imbeccato da servizi televisivi crede..beata ignoranza! comunque andrà sono certa che saremo gli unici a pagare insieme a chi (i pochi) che in questo paese non conta nulla.che amarezza, se avessi un figlio non so se lo incoraggerei ad andare all'università considerando le umiliazioni che sarebbe costretto a subire essendo considerato qui solo un perditempo nullafacente.
Mah secondo me è
Mah secondo me è indispensabile distinguere fra studenti lavoratori, che hanno tutto il diritto di essere fuori corso anche a lungo , e studenti bamboccioni di schioppana memoria che vivacchiano per lustri alle spalle di papà con la scusa dell'università.
Non certo per un anno o due di fisiologico fuori corso, ma conosco una marea di trentenni ancora "universitari".
E così come esistono le borse di studio per i più meritevoli trovo altrettanto equo che esistano delle penalizzazioni per i meno volonterosi.
Non mi spiego il vittimismo di Alessandra: nessuno considera un "perditempo nullafacente" uno studente universitario che, appunto, studia...
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