"La Bolkestein avrà un grande impatto sull’economia romagnola"
"Considerando le idee espresse e le iniziative locali messo in atto sulla Bolkestein e sull’impatto che questa Direttiva avrà sull’imprenditoria balneare romagnola, ritengo doveroso intervenire su questa tema". Il consigliere Lega Nord Paolo Guerra interviene dopo la chiusura degli ombrelloni degli stabilimenti balneari in segno di protesta contro la direttiva Bolkestein.
"Resta ancora inspiegabile l’inserimento di questo settore economico nell’ambito dei servizi ma, il nostro governo prima e l’amministrazione della Regione Emilia Romagna per tramite dell’Assessore al Turismo Melucci, hanno espresso chiaramente il proprio pensiero. Talmente inevitabile l’applicazione di questa Direttiva che pare neppure conveniente battersi a livello europeo - spiega Guerra. A questo punto è necessario introdurre provvedimenti nazionali che regolino ugualmente la materia per evitare di peggiorare la situazione dell’imprenditoria balneare più di quanto non abbia già fatto la crisi economica e la contrazione dei consumi. Le idee sul piatto ritengo siano davvero tante e la chiusura degli ombrelloni effettuata nei giorni scorsi sta a significare che gli operatori sono determinati ad intervenire. Fra i temi che dovranno essere introdotti in un provvedimento che filtri e regoli le conseguenza della Bolkestein occorre incrementare il periodo per il rilascio delle concessione che, attualmente di 6 anni, deve consentire “di fare impresa” e avere certezze sugli investimenti e il ritorno economico. L’evidenza delle concessioni, se non ulteriormente regolata, può comporta il rischio che i grandi tour operatori, i gruppi industriali o quelli cooperativi intendano acquisire in blocco diverse concessioni che permetterebbero loro di gestire autonomamente ampi spazi di spiaggia o di affidarle ad amici degli amici. Ciò creerebbe situazioni di allontanamento della piccola imprenditoria che sino ad oggi, in termini efficaci e con tanta passione, ha richiamato turisti e stranieri a fruire della nostra costa. Resta poi da approfondire l’utilità di introdurre una buonuscita all’operatore o quanto meno una indennità a fronte degli investimenti fatti qualora subentri un nuovo concessionario.
Il Comune di Ravenna non ha competenze specifiche o capacità di intervento, ma considerando che nel nostro litorale sono presenti 210 stabilimenti che rendono questa costa una fra quelle aventi maggiore fatturato e numero di dipendenti, ritengo sia fondamentale che le forze politiche esprimano al riguardo una posizione chiara da poter creare un indirizzo alle associazioni di categoria e alle istituzioni preposte a legiferare".
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