30 dicembre 2009 - Ravenna, Cronaca

“Investire sui giovani, la scommessa più importante”

“Decalogo” del sindaco, l’intervento del consigliere comunale Andrea Tarroni

“Siti internet e agenzie di stampa - rileva Andrea Tarroni, presidente della Commissione consiliare VI “Politiche giovanili, Sport, Volontariato” - riprendono il decalogo su cui il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, vuole impostare il 2010, ultimo anno ‘intero’ della sua legislatura”.

“Sono dieci punti - continua il consigliere comunale Pd - che riassumono degnamente il fil rouge dell’operato del primo cittadino e della sua Amministrazione e che coerentemente ne impostano il nuovo anno. Sostegno ai cittadini più deboli, alle imprese in difficoltà attraverso lavori pubblici e ‘credito sano’ (in contrasto ad una criminalità organizzata potente che, torno a sottolineare, durante la crisi può prendere in ostaggio parti cospicue dell’economia italiana), manutenzione dell’esistente, progetti urbanistici di grande respiro, investimenti sulla cultura e doveri del cittadino accostati ai diritti (cosa che un mazziniano come me non può che apprezzare).

Ma in questo caso Matteucci sottolinea ‘dulcis in fundo’ come ‘la nostra città possa contare su tanti giovani bravi e capaci’. ‘Energie nuove - prosegue il sindaco - che finora sono rimaste un po’ ai margini’. E di qui giunge l’impegno ad utilizzare ‘la mia funzione e la mia responsabilità per promuovere nuovi protagonisti della vita cittadina, a partire dai giovani che più lo meritano’".

Afferma Tarroni: "Oltre al plauso doveroso per il tipo di sensibilità riconosciuta, che dimostra come questa Amministrazione non si caratterizzi nel suo operato rivolto i giovani con misure meramente “anti-sballo”, ma anche con azioni e messaggi positivi, vale la pena addentrarsi nell’analisi del ultimo punto del decalogo del sindaco.

Investire sui giovani, benissimo. Ma come?
Una delle leve utilizzate dal Comune per valorizzare le “nuove energie” della città è stata la Carta Giovani. Un buon provvedimento. Ma lavorandoci sopra può diventare migliore. Innanzitutto si dovrebbe studiare il modo per poterla integrare alla Carta degli Universitari, una maniera per rafforzare entrambi gli strumenti. Poi dovremmo cercare di aumentare gli esercizi convenzionati e, soprattutto, il numero di enti abilitati dove svolgere le ore di volontariato. L’essere “giovane” o “studente” deve diventare un livello di cittadinanza riconosciuto, dalla comunità e prima di tutto dai ragazzi stessi. Uno strumento per incentivare la socialità e la responsabilità.
 

Abbinato alla Carta giovani potremmo inserire un servizio di wi-fi pubblico, per lo meno nei luoghi di studio della città e in alcuni locali riconosciuti del Forese, dove “l’isolamento” dei giovani viene percepito più forte. Inoltre, continuo a sottolineare la necessità di uno strumento per mettere ad un tavolo tutte le forze vive ed organizzate della rappresentanza giovanile. Una Consulta, come proposto dallo stesso sindaco in un incontro con la Rete degli Studenti, potrebbe risultare il mezzo più adatto”.

“Gli under30, ma in particolare adolescenti e giovani lavoratori, hanno poi bisogno di sentire vicine le istituzioni. Non più tardi di due settimane fa parlavo della possibilità di organizzare un tessuto associativo strumentale alla nascita di un luogo riconosciuto e riconoscibile di ritrovo e a servizio di universitari e studenti superiori. Ma anche una riforma dell’Informagiovani potrebbe aiutare questo obiettivo. A Ferrara, ad esempio, hanno pensato ad un ufficio itinerante, attrezzato su un pullman, in grado di raggiungere i ragazzi anche nei luoghi di divertimento e studio.
Sono queste solo poche idee su cui lavorare, che potrebbero donare stimoli positivi a quel decimo, importantissimo punto messo in campo dal sindaco nella conferenza stampa di fine anno”.
 

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