"Fare di Lido di Dante un 'eco-lido'"

Pineta di Classe, le proposte di Matteucci
17 agosto 2012 |  Politica | Ravenna |

Domani mattina alle 10 alla sala D’Attorre di Casa Melandri ci sarà l'assemblea pubblica sulla ricostruzione della pineta di Lido di Dante. Questol'intervento in apertura del sindaco Matteucci.

 

“A mio giudizio l’emergenza-spegnimento è stata gestita bene dal Corpo Forestale dello Stato, dai Vigili del Fuoco e dai Volontari della Protezione Civile, che anche in questa circostanza desidero ringraziare.
Il 19 luglio il fuoco ha raggiunto un fronte di 300 metri e un’altezza di 30. La superficie interessata è di 65 ettari: 59 della Riserva Naturale Statale Pineta di Ravenna - Sezione Ramazzotti e 6 di proprietà privata. Di quei 65 ettari andati a fuoco, 50 hanno visto annientata ogni forma di vita vegetale e animale. Per gli altri 15 saranno chiari fra un po’ di tempo i comunque rilevantissimi danni all’ecosistema.
La sostanza è che dei 118 ettari della pineta Ramazzotti, la metà è distrutta.
E’ un incendio senza precedenti a Ravenna: quello del 2 settembre del 2000 nella pineta di Lido di Classe interessò un’area di 22 ettari, un terzo di quella colpita dall’incendio del 19 luglio.
L’incendio del 19 luglio è di origine dolosa, provocato dalla volontà di distruggere una delle pinete più belle del mondo.
Dal 2000 al 2012 sono stati 43, secondo una mia ricostruzione, gli incendi dolosi nella pineta di Lido di Dante.
Ho detto e ripeto: dopo il 19 luglio 2012 nulla è più come prima. E l’interesse generale è anteposto ad ognuno e a tutti gli interessi particolari.
Speriamo che vengano trovati i colpevoli, ma voglio tenermi alla larga da qualsiasi caccia
alle streghe, che al massimo indica dei capri espiatori.
Adesso dobbiamo mettere a posto le idee e i progetti per la rinascita della pineta, con razionalità. Le mie idee le ho ordinate in un decalogo.

1) IL VENTAGLIO DEGLI INTERVENTI DI RIPRISTINO AMBIENTALE PER LA RICOSTITUZIONE DELLA PINETA “RAMAZZOTTI”
La prima cosa da fare è rimuovere tutte le piante distrutte dal fuoco.
Il secondo intervento dovrà riguardare la rimozione di tutti i pini distrutti dall’incendio, avendo cura di lasciare sul posto i soli rami sottili con ancora attaccati gli stobili non distrutti dalle fiamme.
Una terza fase sarà costituita dallo “sminuzzamento” del materiale vegetale di risulta dopo i primi due interventi, per favorire i processi di decomposizione della sostanza organica e di predisposizione del terreno all’insediamento ed alla affermazione della rinnovazione. Si può valutare la possibilità di lasciare a terra qualche tronco intero (solamente sramato) per favorire i processi di decomposizione della sostanza organica legati al legno morto di grandi dimensioni.
Periodo di realizzazione: fine estate - inizio autunno 2012.

2) MODALITA’ DI RINNOVAZIONE
La modalità su cui puntare per il ripristino dell’area è esclusivamente la rinnovazione naturale del pino marittimo. Nel caso si riscontrassero ampie zone prive di piante di pino “portaseme” si ritiene opportuno eseguire una raccolta di pigne “chiuse” su pini marittimi di buon portamento e significative dimensioni presenti all’interno delle altre sezioni della Riserva Naturale “Pineta di Ravenna”. Oltre ai pini, si dovrà intervenire per rigenerare tutto quello che c’era.
Periodo di realizzazione: fine estate - inizio autunno 2012.
Cure colturali e diradamenti: sono da prevedersi dopo 5-8 anni dall’affermazione della rinnovazione naturale interventi di sfollo da eseguirsi esclusivamente con attrezzi manuali privilegiando gli elementi migliori di pino marittimo e triturando in sito il materiale di risulta al fine di accelerare i processi di decomposizione della materia organica e ridurre il rischio incendi. In un secondo tempo, dopo i 15 anni, sono da prevedersi interventi periodici di diradamento per regolare la densità del soprassuolo secondo le specificità del sito.

3) SALVGUARDIA DELL'AREA PINETA-SPIAGGIA, UN UNICO ECOSISTEMA
Come primo intervento è necessario provvedere all’innalzamento dello stradello retro-dunale (incremento in altezza 1,5 – 2 metri) per costituire un riparo dai venti gelidi e salmastri che nei mesi invernali potrebbero comportare effetti negativi sul giovane soprassuolo in fase di affermazione. In secondo luogo questo intervento servirà a proteggere la pineta da eventuali ingressioni dell’acqua di mare che in seguito alle mareggiate invernali hanno già negli anni passati in più punti danneggiato il popolamento forestale portando a morte alcune aree di pineta. Avanzo l’ipotesi di utilizzare il materiale di scavo dai lavori portuali previa bontà delle analisi chimico-fisiche.
Periodo di realizzazione: autunno-inverno 2012-2013.
Poi vanno rivalutate le opere di difesa a mare,come sottolineato in questi giorni dal comitato cittadino. Non partiamo da zero; in questi anni il Comune, utilizzando i fondi Eni, e la Regione hanno realizzato e programmato interventi importanti. Studiamo in che modo fare di più.
Come secondo intervento è necessario provvedere alla realizzazione di una siepe frangivento al fine di aumentare nel tempo la protezione delle giovani piante di pino che si andranno via via ad insediare; l’intervento dovrà prevedere la messa a dimora di piante di tamerice e di olivello spinoso. Dovrà inoltre – pena il fallimento della realizzazione della barriera verde frangivento – essere realizzato per tutta la rispettiva lunghezza della siepe un impianto o sistema di irrigazione, costituendo la disponibilità idrica il fattore condizionante la sopravvivenza e la crescita delle piante.
Periodo di realizzazione: fine inverno-inizio primavera 2013.

4) LA COMMISSIONE URBANISTICA VERIFICHI SE I VINCOLI DI INEDIFICABILITÀ SONO SUFFICIENTEMENTE "BLINDATI"
L’ho già detto e lo ripeto: tutte le nostre pinete devono essere assolutamente sigillate, sulla base dei nostri strumenti urbanistici, ad ogni ipotesi di cementificazione che riguardi anche un solo metro quadrato.
Sono convinto che le attuali previsioni urbanistiche ci mettano al riparo da qualsiasi rischio in questo senso, ma, data la delicatezza della situazione, ritengo opportuno che la Commissione urbanistica faccia una ulteriore verifica. Quei tratti di spiaggia e di pineta, violentati dall’uomo, non sono di qualcuno in particolare ma sono di tutti. Nessun interesse particolare potrà frapporsi alla ricostruzione, alla necessaria tutela di questo patrimonio dell’umanità.

5) VA IMMEDIATAMENTE INTERROTTO IL SORVOLO DI MEZZI MILTARI PER ESERCITAZIONI
Lo ha fatto notare il presidente del Parco del Delta del Po Massimo Medri e sono perfettamente d’accordo con lui: il sorvolo della pineta da parte di elicotteri militari provoca il sollevamento di enormi quantità di polvere e spaventa moltissimo gli animali. Bisogna quindi rivedere anche le mappe delle esercitazioni militari per evitare ulteriori danni ad una zona così martoriata. D’intesa con il Presidente Medri assumeremo le iniziative necessarie verso le Autorità competenti.

6) MISURE DI PROTEZIONE DEL SISTEMA SPIAGGIA-PINETA
Per garantire una regolare ripresa della successione vegetale dopo l’incendio è opportuno eliminare tutte le fonti di possibile interferenza e/o disturbo, che nel sito sono esclusivamente di natura antropica ed essenzialmente legate alle modalità di fruizione e frequentazione dell’area. Va compiuta una accurata valutazione sulla opportunità di precludere il libero accesso all’area (mediante la messa in opera di una recinzione non valicabile) nell’intero arco stagionale per un periodo iniziale di 3-5 anni, considerato minimale per consentire l’affermazione della rinnovazione naturale ed il grado di sviluppo raggiunto dal giovane soprasuolo. Per maturare un’opinione definitiva di questa proposta a mio giudizio serve da un lato una valutazione tecnica della sua fattibilità e dall'altro una verifica sui soldi necessari, e dunque sulla sua sostenibilità economica. Dopo di che si renderà necessaria un’ulteriore verifica per valutare il prosieguo o meno della chiusura in base alla situazione in essere. Si ritiene quanto mai utile prevedere un sistema di visite guidate per poter far accedere al sito coloro che realmente sono interessati alla conoscenza ed alla fruizione naturalistica delle aree protette. E io propongo anche orari di apertura dei cancelli. Una particolare valutazione merita l’eventuale chiusura del tratto di arenile prospiciente il fronte a mare dell’incendio, sempre mediante la messa in opera di una recinzione non valicabile: in considerazione della tipologia di frequentazione (di massa in particolar modo nei fine settimana primaverili ed estivi) e del carico che inevitabilmente si ripercuote sulla retrostante zona pinetata in rinnovazione (basti pensare alla sola presenza dell’impianto/sistema di irrigazione della fascia frangivento ed ai danneggiamenti – anche involontari, legati al solo transito a piedi o in bicicletta – che potrebbe subire) si ritiene di proporre per un ugual periodo una chiusura totale del litorale (facente comunque parte di area protetta statale qual è la Riserva Naturale “Duna costiera ravennate e foce del torrente Bevano”) riservando un tratto minimale verso l’abitato di Lido di Dante ad uso dei campeggi e della libera balneazione. Si ritiene che sia soprattutto la pressione antropica a poter ostacolare sino a poter in parte far fallire i processi di ricostituzione della pineta “Ramazzotti”.
Come eventuali proposte collegate agli interventi per il ripristino ambientale della pineta distrutta dall’incendio si ritiene di proporre un interessamento del mondo accademico (a Ravenna è presente il Corso di Laurea in Scienze Ambientali; si potrebbero poi interessare le Facoltà Scientifiche dell’Ateneo Bolognese e coinvolgere i corsi di Laurea in Scienze Forestali) al fine di poter condurre monitoraggi e ricerche scientifiche sul sito incendiato e sui processi di ripristino ambientale della pineta; inoltre potrebbe essere a tal fine, ed anche al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, individuata un’area “testimone” (di superficie non superiore all’ettaro) ove non attuare alcun intervento di ripristino ambientale, come monito. Capisco che l'idea di recintare la pineta possa suscitare perplessità e perfino contrarietà. Siccome a me interessa la protezione e non la recinzione in sé,se qualcuno ha proposte alternative alla recinzione ma equivalenti come livello di protezione assicurato le avanzi e assicuro che saranno attentamente valutate.

7) UNA NUOVA IDENTITA’ PER LIDO DI DANTE
La rinascita della pineta e la sua protezione vanno agganciate ad un forte progetto di turismo ambientale e culturale che può dare una nuova identità a Lido di Dante come “eco lido”. Tale progetto potrebbe essere oggetto di uno specifico protocollo d’intesa, da stipulare con il comitato cittadino, e venire inserito nel dossier di candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura, così come l’intero progetto di rinascita della pineta. Anche il modo in cui sapremo affrontare la sfida davanti alla quale la ricostruzione della nostra pineta ci pone dovrà servire a misurare quanto ci meritiamo questo titolo.

8) FONTI DI FINANZIAMENTO
La pineta, in quanto area demaniale, appartiene al ministero dell’Ambiente, ma il Comune si adopererà, per quanto di sua competenza, come attivatore di finanziamenti e facilitatore nell’accesso a contributi di terzi. Tre sono i canali ai quali si può cercare di attingere.
1) La Regione Emilia Romagna ha un fondo per lo sviluppo rurale, che prevede interventi anche per il rimboschimento. I fondi per il 2012 sono già esauriti, ma chiederemo, insieme al Parco del Delta del Po, di avviare una ricognizione e destinare gli eventuali residui regionali alla nostra pineta.
2) Sempre la Regione ha finanziato i progetti GAL (gruppo di azione locale) con cui promuovere, con fondi europei, lo sviluppo delle zone rurali. Si può concordare sia con la Regione che con gli enti Parco e i vari soggetti dei Gal, che i fondi vengono drenati sulla pineta, ma è una opportunità da valutare con attenzione perché inevitabilmente si toglierebbero fondi allo sviluppo rurale.
3) La fonte di finanziamento che è più probabile e perseguibile è quella dei progetti della Comunità europea LIFE, con importanti e cospicue risorse da poter drenare. I progetti LIFE devono essere presentati in sede di Comunità europea, dalla Regione, dal Ministero e dalle comunità locali, cioè anche dal Comune. Su questo versante ci stiamo già muovendo. La Provincia ha già fatto un primo incontro; siamo al lavoro per presentare una richiesta di finanziamento sul progetto di rimboschimento.
Poi c’è il conto corrente aperto dal Comune attraverso il quale chiunque può contribuire, a seconda delle proprie possibilità, all’opera di ripristino della pineta. I fondi raccolti saranno destinati ad integrazione delle risorse pubbliche necessarie agli interventi che il Corpo Forestale dello Stato e il Ministero dell'Ambiente dovranno attuare per recuperare il patrimonio ambientale.
Anche se da questo conto non ricaveremo risorse particolarmente ingenti voglio ringraziare chiunque vi abbia versato o vi verserà anche solo cinquanta centesimi. La decisione di aprirlo è stata presa dopo che due associazioni mi hanno comunicato la volontà di dare una mano dal punto di vista economico alla rigenerazione della pineta. Per questo, per fare le cose in trasparenza e inoltre per stimolare altri a fare la stesa cosa, abbiamo aperto il conto.

9) L’ENERGIA DEL VOLONTARIATO PER FAR CONOSCERE SEMPRE PIU’ LA NOSTRA PINETA
Sono convinto che quando parliamo di ricostruire la nostra pineta e di tutelarla non ci stiamo inventando niente di nuovo. Quelle che hanno distrutto la pineta di Lido di Dante sono mani criminali. Ma gli uomini e le donne della comunità ravennate sono dotati soprattutto di mani operose e generose, che nei secoli hanno saputo curare con amore il nostro patrimonio naturale. Sono certo che da quelle mani, dal mondo del volontariato, arriverà ancora una volta un contributo fondamentale, ad esempio nella direzione di una fruizione rispettosa e consapevole della pineta di Lido di Dante. Mi riferisco alle associazioni di volontariato, culturali e ambientaliste. Fra queste ultime io ricomprendo anche le associazioni venatorie che contribuiscono alla manutenzione dell'ambiente. Dunque l'invito alla collaborazione è rivolto fin dal 21 luglio anche a loro e dunque su questo punto ogni polemica sarebbe priva di fondamento.
Propongo per questo che la prossima edizione del Mese dell’Albero in Festa sia dedicata alla ricostruzione della pineta di Lido di Dante. Si potrebbe poi replicare per la rinascita della pineta Ramazzotti l'esperienza "Adotta un albero".

10) IL CONFRONTO E’ APERTO MA LA RICOSTRUZIONE DEVE PARTIRE IL PIU’ PRESTO POSSIBILE
Con questo incontro cominciamo, ciascuno di noi, a mettere sul tavolo un contributo di idee e di esperienze che, portato a sintesi, ci dovrà far raggiungere l’obiettivo al quale tutti teniamo di più: la rinascita della nostra pineta. Fino a metà settembre, anche attraverso un sito Internet ad hoc, sulla scorta di quello creato nell’ambito del processo partecipativo “La Darsena che vorrei”, ciascuno potrà avanzare idee, suggerimenti, controproposte. Non vedo che cosa possiamo fare di più sul piano della partecipazione democratica, mentre credo che nessuno si potesse aspettare che io me ne stessi con le mani in mano in attesa di questo incontro e del processo partecipativo che seguirà. Dunque mi pare che sul famoso metodo siamo a posto. Poi da metà settembre arriverà il tempo delle scelte, l’Amministrazione assumerà i propri orientamenti definitivi e si confronterà con il Corpo Forestale dello Stato e il Parco del Delta del Po, coinvolgendo la Provincia e la Regione. A quel punto bisognerà rimboccarsi le maniche e remare tutti nella stessa direzione: ricostruire e proteggere.

Impegneremo tutto noi stessi per la rinascita della pineta Ramazzotti. Ravenna ha subito un "terremoto ambientale"che ha distrutto vita vegetale e animale. Oggi lanciamo la sfida"ex malum bonum". Voglio già dare a tutti un nuovo appuntamento a ottobre.
Ravenna è ricca di migliaia di ettari di pineta, in parte demaniale e in parte comunale. E poi abbiamo le nostre splendide pialasse. Diamoci per ottobre un nuovo appuntamento dedicato alla valorizzazione e alla cura di questo patrimonio che ci fa essere per ora meno famosi ma molto più belli della Camargue.

Commenti

Ma qualcuno si sta anche

Ma qualcuno si sta anche preoccupando di scovare il piromane o tutta sta fretta e ste propostone servono a distogliere dal problema?

Perchè sembra proprio che non si vedesse l'ora di poter chiudere baracca e burattini, e che a nessuno interessi capire cos'è successo e soprattutto CHI è stato.

Concordo pienamente con

Concordo pienamente con Paola. Guardacaso questo incendio è arrivato un mese dopo la famosa delibera che ha levato la mannaia sulla pratica naturista, mannaia fortemente voluta dall'amministrazione comunale. Che coincidenza, dove non arrivano i tribunali arrivano misteriosi piromani che si svegliano la mattina con l'unico desiderio di mettere a fuoco e fiamme la nostra pineta, mossi da un odio tanto feroce quanto immotivato. 

Mi chiedo se al signor sindaco interessa davvero il turismo nel ravennate. Il naturismo non piace? Eppure porta migliaia di presenze annuali che danno lavoro alle imprese turistiche e ristorative locali. Tanto di cappello se questo tanto paventato "eco-turismo" riuscirà a portare le stesse entrate del turismo naturista che -evidentemete- verrà del tutto estirpato entro la prossima stagione. Quanta miopia, signor sindaco... sia per quanto riguarda Lido di Dante che per Marina di Ravenna, sta togliendo linfa vitale alle nostre amatissime spiagge.

Troppo facile additare una

Troppo facile additare una "categoria" . Eppoi ognuno ha convinzioni proprie tra cui scegliere: nudisti, capannisti, cacciatori. A guardare il tentativo andato a male a Mi.Ma, propendo per l'ultima. Ma è legittimo prendere il mazzo?

bolle mediatiche!

Su un argomento di indubbia importanza come la tutela dell'ambiente, si è gonfiata un'enorme bolla mediatica! Meglio se prima o poi scoppia e restano le cose concretamente da fare!

 

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