"Marinara, cambiamo strategia puntando sui servizi nautici"
"L’ha appena detto il presidente dell’Autorità Portuale, Galliano Di Marco. La capacità operativa futura di Seaser, la società concessionaria del porto turistico di Marinara, è a forte rischio, vincolata dal debito di 40 milioni di euro verso le banche, da cui è difficilissimo uscire". A ricordarlo è il capogruppo LpRa in consiglio comunale Alvaro Ancisi.
"Di Marco sostiene che “purtroppo è stato fatto un progetto faraonico, quando probabilmente ne sarebbe bastato uno molto più piccolo”. E ancora: siccome tutte le concessioni demaniali rilasciate su Marinara, comprese quelle dei circoli nautici, scadono a fine 2015, “ci metteremo attorno a un tavolo con tutti gli operatori del territorio per…fare in modo che strutture che attualmente operano molto bene possano lavorare in sinergia con Marinara, che per ora non funziona”.Si inserisce bene in questo discorso un contributo che Pietro Calvelli, simpatizzante di Lista per Ravenna, di cui è stato anche candidato alle elezioni comunali, rivolge, sotto forma di lettera aperta, al sindaco di Ravenna e per conoscenza all’amministratore delegato di Seaser dott. Baraldi e alla curatrice fallimentare di CMR (società che possiede circa il 70 % di Seaser) dr.ssa Margotti, e che mi pare utile diffondere. Pietro Calvelli non è uno qualunque nel porto turistico di Marinara. Ne fu l’estensore del progetto a mare presentato nel 1982, elaborato dall’ing. Luigi Mezzetti, poi ceduto e realizzato da SEASER. Opera tuttora all’interno del porto, essendo presidente dello Yacht Club Romagna, Centro di Istruzione Nautica affiliato al Coni ed alla Federazione Italiana Vela, dal 1978 scuola nautica. Qui ha organizzato l'unico corso per patente nautica funzionante via internet, conducendo centinaia di persone provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero a conseguire la loro patente nautica a Marina di Ravenna, dove non è raro che finiscano per ormeggiare la loro barca. Per chi ha conseguito la patente, Calvelli organizza la Transadriatica di Ognissanti, ormai celebre crociera di quattro giorni tra Marinara e le coste della Dalmazia"
La lettera
"Egregio signor Sindaco,
ho letto con qualche sconcerto, nel mese di luglio, le affermazioni a Lei attribuite sulla stampa locale e riguardanti il Porto Turistico Marinara. In primo luogo posso constatare che una quantità di suoi predecessori, tutti espressione della medesima maggioranza, ad uno ad uno hanno negato la responsabilità di quanto accaduto in merito attribuendo errori ed omissioni ai predecessori. Non si può pensare che tutto possa essere attribuito al sindaco Angelini, che iniziò l’operazione, e va sottolineato che gli innumerevoli avvertimenti pervenuti nel corso degli anni sono stati tutti ignorati per ragioni che non intendo qui rivangare. Va però detto che il postulato secondo cui i posti barca devono essere accompagnati da una cubatura edilizia delle proporzioni realizzate è solo la scusa di speculatori che ne hanno convinto anche persone probabilmente in buona fede.
Ormai che tutto questo cemento è realizzato, si pone il problema di come volgere l’esistente a favore della località e correggere gli errori di fondo sinora commessi. Per sviluppare Marinara occorre capire operazioni analoghe e comprendere come mai alcune hanno avuto successo ed altre sono fallite più volte, come Lavagna, Porto Cervo, Punta Ala, Cervia e Cesenatico. Come si comprende da tali esempi, l’idea di collegare appartamenti a posti barca è assolutamente deleteria perché chi ha una barca abitabile non necessita affatto di un alloggio in muratura, bensì di servizi nautici.
L’operazione più proficua e necessaria è quella di rivalutare il posto barca attraverso molteplici operazioni promozionali. Ben diverse dai cosiddetti outlet oppure dalle giostre per bambini e spettacoli da fiera di paese. Purtroppo queste operazioni promozionali avrebbero richiesto conoscenze ed investimenti che Seaser non è mai stata in grado di concepire, comprendere, né tanto meno finanziare. Inoltre, se la politica di chi costruisce un porto con poche risorse economiche è quella di vendere sulla carta quanto costruito, a che titolo egli potrebbe poi investire denaro per rivalutare beni già di proprietà altrui?
Eppure a tutt’oggi il Porto Turistico, essendo già esistente, potrebbe diventare il centro della nautica più importante del Nord Italia, se solo si potessero attivare le varie iniziative più volte proposte. Un porto turistico di queste dimensioni deve trovare i suoi clienti fuori dalla provincia e dalla regione e deve consentire a chiunque di accedere ad ogni genere di servizi in materia, a cominciare dal signore di Bergamo che vorrebbe provare ad andare in barca, solo per fare un esempio. Questo se si intende acquisire al porto una posizione forte sul mercato.
Se non si agirà in questo senso, ma molto in fretta, resta solo la soluzione del fallimento, della revoca della concessione; ma resterà anche il problema della gestione successiva, che avrà le medesime esigenze di quella odierna e che non vedo chi possa affrontare. Possiamo parlarne a brevissimo, prima che sia troppo tardi?"
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