29 agosto 2012 - Ravenna, Economia & Lavoro

"Blocchi del traffico, si va peggiorando"

Graziano Parenti (Confcommercio) boccia il nuovo accordo sulla qualità dell'aria

"Non è così che si affrontano i problemi reali dell’inquinamento". Il presidente Confcommercio Ravenna Graziano Parenti commenta il nuovo accordo sulla qualità dell'aria siglato lo scorso 26 luglio da Regione Emilia-Romagna, Province e Comuni capoluogo e Comuni con più di 50mila abitanti.

 

"Il provvedimento - prosegue Parenti - ostacola l’accessibilità alla città e penalizza le attività ed i servizi presenti nel centro storico, favorendo così solo la grande distribuzione, foriera di reale inquinamento atmosferico. Da parecchi anni, abbiamo operato in sinergia con la Regione affinché venissero definite iniziative volte al contenimento dell’inquinamento atmosferico nel rispetto delle attività del centro storico. Con l’approvazione di questo nuovo provvedimento si rischia unicamente di tornare indietro senza prestare alcuna attenzione alle necessità e alle proposte del mondo del terziario.

Il testo del nuovo Accordo sottoscritto è, infatti, fortemente peggiorativo rispetto ai precedenti: il blocco degli autoveicoli a benzina euro 1-2-3, degli autoveicoli diesel euro 3 e ciclomotori euro 1 previsto per tutti i giovedì è previsto in partenza dal 1 ottobre fino al 30 novembre e dal 7 gennaio fino al 31 marzo; il medesimo blocco riguarderà anche la prima domenica di ogni mese.

Il provvedimento prevede anche misure emergenziali nel caso in cui i picchi di inquinamento che comportano lo sforamento del valore limite giornaliero per più di 7 giorni consecutivi prevedendo automaticamente e senza possibilità di revoca il blocco del traffico nella domenica successiva; ad esempio, se martedì 4 dicembre le centraline ARPA segnalano tale sforamento automaticamente scatterebbe il blocco del traffico per la domenica successiva, ovvero il 9 dicembre.

E al danno si aggiunge anche la beffa: tra le misure gestionali è inserita addirittura la possibilità di ordinanze che impongano ai negozi di tener chiuse le porte di entrata per evitare dispersione termiche!

La Regione si preoccupa solo di incamerare finanziamenti provenienti dalla Comunità europea, i quali vengono però convertiti in provvedimenti atti a penalizzare in maniera particolare il settore del commercio. L’accordo, com’è stato formulato, si traduce in proposte inutili ed inadeguate, in quanto non risulta esserci alcun tipo di investimento per il futuro e per abbattere l’inquinamento.

Gli impianti di riscaldamento e l’industria sono i veri produttori degli agenti inquinanti, ma questi non sono toccati da misure concrete volte a verificare il rispetto dei parametri di legge. Risulta così evidente una disparità di trattamento tra i lavoratori del commercio e quelli dell’industria. Un esempio è quanto sta accadendo con l’ILVA di Taranto dove interviene addirittura il Governo per salvaguardare i posti di lavoro nonostante la situazione ambientale. I lavoratori del commercio non sono adeguatamente tutelati e rischiano di perdere il posto, proprio in conseguenza di misure sempre più penalizzanti per le imprese nelle quali lavorano. Sarebbe auspicabile vedere un intervento convinto anche da parte dei sindacati dei lavoratori per difendere i loro iscritti nel settore del commercio, che ricevono un trattamento inadeguato se paragonato a quello dei colleghi dell’industria”.

 

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