"Mercato coperto: mano libera per il colosso Coop"
"Finalmente spezzato il braccio di ferro protratto da mesi. Apprendiamo che gli storici commercianti del Mercato Coperto rinunciano al diritto di prelazione ed abbandonano il campo per un vago futuro. Finalmente mano libera per il colosso Coop. Centri storici, economie di prossimità, chilometri zero, vendite al dettaglio: tutto cancellato dal pesce grande che divora le minutaglie". A parlare è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesca Santarella.
"Il tutto -spiega Santarella - con la inspiegabile benedizione della Soprintendenza di Ravenna.
Lo stesso accadrà per l’area del magazzino ex-Sir alla Darsena per cui, come si legge dalla relazione dei progettisti, nero su bianco, è previsto l’arrivo dell’altro colosso, Conad, destinatario di parte del centro commerciale che verrà realizzato al posto dello storico magazzino. Questo, inspiegabilmente, prima ancora che sia proposta ed approvata la variante al Piano Regolatore Generale del ’93 tuttora in vigore e secondo le cui prescrizioni fu acquistato dopo le dismissione, PRG che prevedeva il restauro integrale della struttura e la destinazione a fini culturali, sociali (università) e di rappresentanza. Il progetto proposto, dai dati ricevuti mediante accesso agli atti, richiede invece un centro commerciale di 4000 mq, più grande della piazza del Popolo, che è circa di 3000 mq.
Così scriveva, nell’ottobre dello scorso anno, qualche settimana prima di lasciarci, un celebre ingegnere “di terra e di mare” ravennate: “I giovani debbono sapere che il patrimonio più grande per un uomo è la cultura, che però non sopravvive se non è supportata dalla memoria storica del proprio paese. Essere in democrazia vuol dire essere liberi nel linguaggio ma colti ed onesti nelle intenzioni (…)
Il dilemma del recupero del Mercato Coperto, per cui indirizzare l’opera secondo un carattere conservativo della tradizione oppure demolire tutta la memoria del passato per una linea di “innovazione” e dare il via ad un mercato, o meglio, un centro commerciale all’interno del Mercato Coperto, era solo sulla carta, perché già risolto dalla Giunta in favore della “innovazione”. Leggendo di tutte le molteplici attività proposte dentro al nuovo Mercato, ho avuto anticipata la sensazione che avranno i ravennati entrandovi, investiti dal confuso disorientamento che danno i centri commerciali di periferia studiati sulla carta solo per spingere a comprare. (…)
Quella memoria storica di tradizione sorta dalla libera iniziativa, dove centinaia di prodotti dal produttore al consumatore scorrevano nelle nostre mense, cancellata per l’ “innovazione”.
Il forestiero che giungesse a Ravenna resterà accecato dallo stupore della vista del Candiano e dal senso dell’acqua del mare attraverso il vento di scirocco che il canale, con il suo microclima, porta fino in Piazza.
Prima di ripartire passate dal Mercato vicino alla Piazza del Popolo”, invita l’ingegnere, “troverete il pesce pescato ieri a Nordovest di Ravenna, farete due passi ed è come passare attraverso un ponte, perché lì arrivavano dall’oriente le navi, dove i Romani avevano tenuto le loro sicure dal nemico.
Le mani bizantine, poi, strapparono con i loro mosaici, irripetibili da nessuna scuola di arte, la forza della luce attraverso il colore. Sentirete come se vi sfiori un vento fra mille eventi.
Vi accorgereste di un legame, nel passaggio del mattino delle donne che vanno al mercato per vivere i prodotti della loro terra!
I vostri prodotti in scatola non destano loro emozione, vogliono la pasta “fatta a mano” sul tagliere!
Quando, nel raggio di poche centinaia di metri, alzando gli occhi, si vedono mura come quelle della chiesa di San Vitale, tutta fatta con i nostri mattoni della nostra argilla, si sente lo stesso sapore delle nostre tagliatelle portate a casa dalle nonne, che ora dicono con il cellulare alle nuore: “Adess a pass da e Marche’ e arriv sobit.” (…)
Meglio salvare il Mercato Coperto e rinnovarlo nella tradizione storica della città, che distruggerlo riducendolo ad un bazar di una delle tante Coop senza un’anima.”
Ancora una volta, per la nostra città e per i ravennati, nessuna scelta lungimirante per il futuro, aggiungiamo noi".
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Ora che tutti si avvicinano
Ora che tutti si avvicinano ai prodotti a km zero, alle produzioni locali, noi no, andiamo coi supermercati inernazionali che ci hanno ormai smagato.
peccato, ravenna, ancora un grande passo indietro!
Purtroppo il "rosso" che
Purtroppo il "rosso" che domina la Romagna e soprattutto Ravenna, non è da meno alle altre forze politiche ed economiche. Le cooperative, forti degli appoggi politici e istituzionali di Palazzo Merlato, compiono lo scempio ai semplici fini lucrativi personali a discapito del territorio ravennate e della sua popolazione.....poco importa la direzione dell'orientamento delle nuove linee di sviluppo e commercio: al ritorno dei sapori della terra, alla loro genuinità e all'abbatimento all'inquinamento dei mezzi per lo spostamento dei prodotti, spesso inutili.
Altri camion che entreranno nel centro storico ad alimentare gli inquinanti per portare "scatole" di prodotti provenienti da ogni angolo del mondo.......e i prodotti delle nostre campagne a marcire perchè divengono non competitivi sul mercato nazionale ed internazionale.
Concordo: Ravenna sprofonda.....di fronte agli interessi degli "amici rossi"!!!
A chi giova questa Coop?
Tra l'altro, pongo una riflessione: a chi giova una Coop in piena z.t.l.?
Quella di via di Roma, peraltro beneficata dal Sindaco con l'ordinanza ad personam che l'escludeva dal divieto di vendita di bevande alcoliche, in vigore sul marciapiede opposto (dove c'è il Liceo Classico, mica un bar!), è quasi sempre semivuota, non credo produca fatturati entusiasmanti (pur con prezzi mediamente del 20-30% più alti dell'Ipercoop dell'Esp).
La perdita d'identità del "Mercato Coperto", come l'abbiamo conosciuto, è un fatto che data oramai da diversi anni, quasi una "preparazione" dell'avvento del "Mercato Cooperto".
E' triste vedere un altro pezzo di storia ravennate andare a ramengo, per di più con la benedizione di chi - Comune e Soprintendenza - dovrebbe, al contrario, proteggere.
Amen
Ravennate
Al suicidio!
C'è la crisi, crollano i consumi, ma ecco il moltiplicarsi delle superfici commerciali!
Passato e passatismo
Ferme restando le valutazioni politiche personali, credo che su questo tema il rischio è anche quello di cadere in un “passatismo“ un po' di maniera. Non mi si venga a dire che il mercato coperto così come era oggi esprimeva tutte le proprie potenzialità turistiche e commerciali. Parliamoci chiaro, una “Boqueria” modello Barcellona non lo era mai stato e non lo sarebbe stato mai. E questo al di là della nostalgia, per carità legittima, per il pesce venduto nella carta da giornale, ma questa è un’altra storia, che riguarda più i ricordi dei nonni.
E poi, l’alternativa per la riqualificazione quale poteva essere? Tutto a carico del Comune? Tutto a carico dei commercianti? Ora tocca alla Coop e dubito che vorrà trasformare gli antichi spazi in un iper: sarebbe una grande occasione persa, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista economico. Sulla “romagnolità” sono d’accordo: meglio in “biroccio” che in carrello.
come al solito
come al solito e' una vergogna,come mai non esiste un"esselunga" qua in zona?? solo coop e la esselunga di soldi ne avrebbe tanti.........dei prodotti "del mondo" penso che ne possiamo fare a meno in centro,dove la maggioranza dei piccoli commercianti e' in difficolta'....eh gia,capitale della cultura,ma di quale?
spero che i vecchi compagni bigotti e ottusi un giorno si sveglino e vedano quella che ha fatto chi hanno tenuto su per decenni...
Non usate quella parola
Mi riferisco al titolo: "Al suicidio!". Vorrei dirvi (quale vedova di un suicida) che spesso sento usare questa parola in modo inopportuno e che per "noi parenti" è doloroso anzi lacerante sentirla. Per favore, nei vostri discorsi, smettete di usarla se non è strettamente necessaria.
Signora, con tutto il
Signora, con tutto il rispetto, non esageriamo.
Lei avrà certo i suoi dolori, ma non si può censurare ogni parola perchè può dare noia a qualcuno...
Dovremmo bandire allora tutti i modi di dire (non parliamo di corda in casa dell'impiccato, darsi botte da orbi, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, marzo è pazzerello ecc ecc) per non offendere i parenti di impiccati, orbi, sordi e pazzi?
E non azzardiamoci a dire "il benzinaio mi ha rapinato", o "un abuso edilizio" "un oltraggio al buonsenso" o peggio ancora che "la natura è stata stuprata", perchè i lettori che hanno subìto rapine, abusi oltraggi e stupri possono rivivere la terribile esperienza!
Insomma, la "contestualizzazione" di berlusconiana memoria in questo caso è sacrosanta...
Signora, con tutto il
Io non ho chiesto di censurare nulla ma solo per favore di non usare fuori luogo una parola. E poi, a proposito, Lei è decisamente inopportuna visto che mio marito si è proprio impiccato. Consiglio a tutti di pensare bene a cosa si dice o si scrive.
la signora O.P.
in fin dei conti chiede gentilmente come un favore che non si usi ,fuori luogo, quella parola così drammatica x lei. ci mettiamo tanto a farle questa gentilezza?
Che piaccia o no...
... questa è la vita (ed anche la morte). I miei genitori sono morti prematuramente per mali incurabili: quando si dice che "la tal cosa è un cancro della società", devo stigmatizzare e chiedere di non usare quella parola? No, anche se il pensiero, spesso, si rattrista.
Purtroppo, frasi retoriche e luoghi comuni che farciscono le cronache ed il comune parlare vivono di similitudini con ciò che, a qualcuno, può dare un dolore, col quale dobbiamo convivere: certo, qualcuno con maggiore fatica di altri.
In più, in un forum che vive di anonimato, potremmo anche essere di fronte ad uno scherzo (questo sì, di cattivo gusto).
Ravennate
comunque
ci vorrebbe così poco a capire e immedesimarsi nel dolore altrui ! la signora O.P. merita tutto il mio rispetto,ad altri invece tutta la mia disapprovazione per la risposta cinica fornita. indole arida ! signora O.P. LI IGNORI!
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