8 settembre 2012 - Ravenna, Politica

"Uccidere il mercato coperto al novantesimo compleanno"

La nota di Alvaro Ancisi (LpRa)

"Coi soldi si sistema tutto tra le persone. Alla Coop i soldi non mancano. Più o meno con 300 mila euro in più rispetto al budget previsto di 7/8 milioni, si è liberata anche dei 22 residui titolari di box che avevano esercitato il diritto di prelazione per l’eventuale rientro nel mercato coperto dopo che la Coop stessa lo avrà 'ristrutturato'". L'intervento è del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi.

 

"Ci aveva pensato l’amministrazione comunale - prosegue Ancisi - a cacciare progressivamente gli altri 30 esercenti che nei tempi d’oro operavano all’interno della struttura, avendola abbandonata da anni ad ogni incuria e degrado. Gli ultimi sette eroici resistenti, accampati nel mercato come su una ciminiera dell’Alcoa, verranno trasferiti, appunto, in piazza della Resistenza.
Chi ci ha lasciato definitivamente le penne è il mercato coperto. La gara, verniciata di un sottile velo di legalità, in cui la Coop ha corso senza altri concorrenti vincendola senza sforzo, le attribuisce il diritto, non più contrastabile, di compiere impunemente il delitto perfetto: uccidere il mercato coperto, nell’anno del suo novantesimo compleanno, per far nascere, al suo posto, l’ennesimo centro commerciale. Nell’aprile 2011, mentre il piano veniva lusinghevolmente presentato come rivolto alla “valorizzazione dei piccoli operatori già presenti nel Mercato”, scrissi, fuori dal coro, che era invece “destinato a farli fuori tutti, o quasi”. Ero stato perfino ottimista. Ma già quando la gara era stata bandita al grido della libertà di mercato, avevo scritto che “si accettano scommesse” sul fatto che solamente la Coop avrebbe potuto concorrervi e denunciato testualmente: “ai poveri commercianti del mercato coperto resta, oltre alle mance degli ‘incentivi e compensazioni di carattere economico’, che, secondo l’assessore, dovrebbe ‘tutelarli’, il diritto di prelazione negli spazi del futuro nuovo mercato coperto… ma, ovviamente, ‘a condizioni  economiche di mercato’ dettate dal gestore. Un capestro a cui - faccio una previsione - nessuno vorrà sottomettersi, preferendo abbandonare o cambiare campo”. Del resto, quale piccolo commerciante avrebbe potuto destinarsi al fallimento, affittando, a caro prezzo, spazi situati a fianco di un supermercato Coop?
In sostanza, un progetto fatto contro gli operatori economici del mercato, e non insieme a loro, come sarebbe stato se il Comune avesse mantenuto, a costo zero per le casse comunali, l’impegno di coinvolgerli nell’operazione imprenditoriale qualora avessero costituito un’associazione d’impresa: come hanno fatto, poi beffati dal voltafaccia della giunta comunale. La battaglia di Lista per Ravenna contro questo risultato risale al 2005 ed è stata condotta senza pause con ogni iniziativa e valida argomentazione. Ci sono mancati i voti del consiglio comunale.

Il progetto può anche piacere. Ma l’effetto sarà quello “bel centro commerciale Coop”, che snaturerà i caratteri tradizionali e peculiari del mercato coperto. Lo dimostrano, oltre all’inserimento di un supermercato, la concessione di un intero blocco dell’edificio ad un grande negozio monomarca e la “grande libreria su due piani”, che c’entrano come i cavoli a merenda. L’operazione potrà - se non sarà come Marinara e altre - avere un grande successo commerciale per le casse della cooperazione “amica” della sinistra al potere locale. Ma dal punto di vista culturale della conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e identitario della comunità ravennate, è un altro e tra i peggiori vandalismi che si siano abbattuti sulla nostra città durante il quarantennio comunista e post-comunista.

Si accetti, almeno, la nostra proposta: dare un altro bel nome al nuovo centro commerciale Coop di piazza Andrea Costa, magari, simbolicamente, lo stesso della piazza, intitolata al fondatore della Lega Internazionale dei Lavoratori. Ma si lasci riposare nella memoria dei cittadini ravennati il Mercato Coperto. Tutti i centri commerciali sono coperti. Ma il Mercato Coperto di Ravenna è stato ucciso".

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