Affossata a cose fatte la proposta di referendum sulla moschea

La nota di Ancisi (LpRa)
11 settembre 2012 |  Politica | Ravenna |

"In data 25 giugno 2010 l’associazione Lista per Ravenna presentò al sindaco, sul problema “moschea alle Bassette”, la seguente proposta di referendum:

QUESITO PER UN REFERENDUM CONSULTIVO
Il 14 gennaio 2010, il Comune di Ravenna ha rilasciato il permesso per “La costruzione della moschea di Ravenna e del centro di cultura e studi islamici della Romagna” nell’area industriale-artigianale Bassette. Il progetto occuperà l’intera area di 1.500 metri quadrati destinata a servizi per il culto. Il solo edificio della moschea è di 540 metri quadrati e ha una capienza consentita di 700 fedeli, a cui si aggiungono 340 metri quadrati dell’area scoperta, per un’ulteriore capienza di 523. Il piano di utilizzo delle Bassette richiede, per tutti gli spazi e attrezzature di uso pubblico, compresi i servizi per il culto, la compatibilità del loro uso con le attività limitrofe. Tenuto conto di quanto sopra e fermo restando il rispetto dell’art. 9 della Costituzione italiana, secondo cui: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”:
siete favorevoli alla“Costruzione della moschea di Ravenna e della nuova sede per il centro di cultura e studi islamici della Romagna” nell’area industriale-artigianale Bassette?
                                                     Sì………………………………NO                                       
Il regolamento comunale sottopone l’ammissibilità del referendum al giudizio di un comitato tecnico presieduto da un giudice togato e composto anche dal segretario generale e dal difensore civico del Comune. Siccome il difensore civico si era dimesso da gennaio 2010, il termine regolamentare di 30 giorni entro cui la commissione avrebbe dovuto esprimere tale giudizio fu sospeso dal Comune. Sarebbe bastato, a mio giudizio, sottoscrivere, fin da allora, una convenzione col difensore civico della Regione o con quello della Provincia per risolvere anche questo problema. Sta di fatto che tale tipo di convenzione è stata stipulata, con la Provincia, solo il 30 gennaio 2012, peraltro lasciando i ravennati senza difensore civico per due anni.

Solamente ora, passati altri otto mesi, è arrivata dal Comune la seguente risposta ufficiale, più volte peraltro sollecitata:“…nel ritenere che il referendum consultivo abbia la naturale e pacifica vocazione alla consultazione preventiva della popolazione sui temi ammessi, si valuta che l’espletamento della procedura edilizia e la già da tempo iniziata realizzazione dei lavori della moschea, precostituiscono una circostanza oggettivamente irreversibile che inibisce la portata preventiva dello strumento. Pertanto, considerata anche la necessità di costituzione del comitato tecnico per la valutazione di ammissibilità, che prevede anche la presenza di un magistrato, si ritiene, nel rispetto del principio di economicità degli atti della pubblica amministrazione, non più esercitatile ad oggi la richiesta referendaria, causa le sopravvenute circostanze di fatto (il rilascio dei permessi a costruire e la realizzazione di parte della moschea oggetto della richiesta di consultazione referendaria). Si rappresenta con ciò la considerazione di ritenere concluso il procedimento”.

"Appare chiara, dal comportamento dilatorio, la volontà politica dell’amministrazione comunale di non consentire ai cittadini di esprimere il loro giudizio su un tema così sentito e discusso, rispetto al quale non erano stati consultati e neppure informati quando era stata approvata la variante urbanistica che consentiva di insediare nell’area artigianale/industriale Bassette un edificio di culto, altrimenti vietato. In questi casi, la legge impone che la proposta sia pubblicata e sottoposta alle osservazioni dei cittadini per 60 giorni, con l’obbligo che il consiglio comunale le esamini e valuti una per una. E questo non è avvenuto. Con l’affossamento definitivo del referendum si è compiuto il sopruso. Hanno deciso tutto alle spalle dei cittadini".
 

Commenti

non capisco...

"Con l’affossamento definitivo del referendum si è compiuto il sopruso. Hanno deciso tutto alle spalle dei cittadini".
   

mi pare che sia il testo del quesito referendario che affossa il referendum stesso:"fermo restando il rispetto dell’art. 9 della Costituzione italiana, secondo cui: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” 

quale sarebbe il referendum?se potessimo sbattercene della nostra Costituzione cosa faremmo?

 

Andrea vi, veramente il

Andrea vi, veramente il quesito chiede(va) se si è favorevoli o no non a che i musulmani praticanti abbiano i loro luoghi di culto, come dice la Costituzione, ma ad una grande moschea alle Bassette, area destibnata alle imprese produttive. Paura che la gente esprima la propria opinione su un tema (la variante urbanistica che ha consentito a determinate condizioni, peraltro non rispettate, di insediare questa moschea in questa zona artigianale/industriale) su cui per legge avrebbe dovuta essere consultata preventivamente? Si dica che non si vuole il referendum, non che significhi impedire a nessuno di avere i propri luoghi di preghiera. Si figuri che ne avrei proposto un altro, anche migliore, se non ci fosse stata una chiusura totale sulla scelta del Bassette e della grande moschea da 700 posti.

alla faccia dello stato laico

a quando i referendum sulle costruzioni delle chiese cattoliche?

Strategia e tattica

La strategia del dott. Ancisi è funzionale al mantenimento del proprio seggio in consiglio comunale (è consigliere comunale almeno dal 1976): un po' di sano populismo sugli argomenti più vari e facili per racimolare i voti necessari per la rielezione. Le tattiche utilizzate aggrediscono funzionalmente i dettagli: non è contro la moschea, ma contrario al fatto di farla alle bassette. Se la proposta fosse stata fatta in un'altra zona ed avesse richiesto il tombamento di un fosso, probabilmente il problema sarebbe stato il rischio idrogeologico.

    Veramente avevo proposte

   

Veramente avevo proposte alternative, assai migliori, per localizzare la costruzione di un luogo di culto musulmano, solamente che l’amministrazione (neanche l’associazione islamica) non avesse voluto metterlo alle Bassette a tutti i costi. Ma non c’entra col testo a cui i “commenti” dovrebbero riferirsi, salvo delirare. Basta leggere senza avere il sangue agli occhi. Alvaro Ancisi

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