4 febbraio 2013 - Ravenna, Politica

Ravenna, inquinamento ambientale in ospedale

Diego Rubboli (Fds): "gravi danni alla salute anche permanenti"

"Ho appreso da notizie di stampa che il consigliere Regionale Bazzoni (Pdl) ha presentato un’interrogazione in Regione riprendendo in gran parte le argomentazioni della mia interrogazione al sindaco di Ravenna del 11-1-13 dal titolo “Ospedale: ancora malori da inquinamento ambientale?”. Il consigliere chiede se la Regione sia a conoscenza di queste problematiche e se ritiene che un’eventuale situazione accertata di inquinamento ambientale possa causare malattie gravi agli operatori esposti". A parlare è Diego Rubboli, consigliere Fds del Comune di Ravenna.

"A tal riguardo - prosegue Rubboli - sono stato contattato da alcuni di questi operatori che hanno subito gravi danni alla salute, anche permanenti ed irreversibili, a seguito di inquinamento ambientale da sostanze tossiche ed agenti infettivi in ambienti dei Servizi di Anatomia Patologica e del laboratorio analisi dell’Ospedale di Ravenna. Almeno 4 di loro hanno ottenuto il riconoscimento di malattia professionale e risarcimento danni per causa di servizio dopo lunghi anni di cause legali. Pertanto Regione ed Ausl sono perfettamente a conoscenza di queste problematiche tuttora esistenti come confermato dalla risposta del Direttore Generale alla mia interrogazione del 5-3-2012, dalla lettera del 30-1-2010 alle organizzazioni sindacali da parte degli operatori del Cpo (Centro Prevenzione Oncologica che occupa gli spazi, mai strutturalmente bonificati, del Laboratorio di Anatomia Patologica dove si ammalarono numerosi operatori) ed anche dalla recentissima chiusura di un ambiente dell’attuale Anatomia Patologica con trasferimento di chi lo occupava.

Regione ed Ausl sono a conoscenza anche delle gravi malattie che possono causare ed a conferma di ciò numerosi operatori sono disponibili a fornire testimonianza pubblica sulla propria vicenda personale. C’è da chiedersi per quale motivo queste istituzioni ed i loro rappresentanti pro-tempore abbiano dedicato tanto tempo e tante risorse a contrastare la richiesta di verità e la legittima aspirazione ad un risarcimento materiale ma soprattutto morale di chi ha subito danni alla salute irreparabili fonte di una svolta negativa e traumatica delle proprie condizioni e comportamenti di vita. 
Ed ora che si ripresentano situazioni di inquinamento ambientale sia negli stessi edifici mai completamente bonificati, sia in altri di più recente edificazione che presentano il rischio di continuare a minare la salute degli attuali operatori, invece di provvedere con interventi strutturali e risolutivi, si cerca di minimizzare, nascondere, negare, dimostrando un’ottusa mancanza di rispetto e disprezzo per la vita delle persone. Prevale un mero e miope calcolo economico, disponendo solo azioni tampone, e non si considera che la prevenzione è il mezzo più idoneo sia per preservare la salute dei lavoratori sia per realizzare un vero risparmio sociale e collettivo.
Si negano risorse per interventi risolutivi atti a sanare queste gravi problematiche, ma d’altra parte si continua a sprecare risorse, ad es. pagando un affitto milionario a privati ( più di 2 milioni e mezzo di euro annui di cui circa 1 milione a carico dell’Ausl di Ravenna) per l’uso dell’edificio del Laboratorio Unico Romagnolo di Pievesestina, un’operazione economicamente (e forse non solo) fallimentare, piuttosto che investire nella salubrità degli ambienti di lavoro".

 

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