2 marzo 2013 - Ravenna, Cultura, Ravenna Festival

Ravenna Festival 2013: una balera ai giardini "per non dimenticare"

La kermesse sarà dedicata alla cultura popolare

“Non esiste la musica di seconda categoria esiste solo la musica bella e meno bella”. Di fronte alla folla di curiosi che questa mattina ha riempito il teatro Alighieri Cristina Mazzavillani Muti ha presentato, insieme ad Antonio De Rosa, Angelo Nicastro e Franco Masotti, il Ravenna Festival 2013, dal titolo ‘Alchimie popolari. Una balera ai giardini’.  Giunto alla sua XXVI edizione il festival ravennate più famoso in Italia, che l’anno scorso ha richiamato l’attenzione di quasi 50.000 visitatori, quest’anno sarà dedicato infatti al tema ‘popolare’, con particolare attenzione al ballo romagnolo.
“In un momento così delicato per la società abbiamo scelto di percorrere la strada del 'non dimenticare'. Abbiamo sentito il bisogno di leggerezza, di quella leggerezza tipica delle aie e della casa di campagna dove si cercava un momento di convivio e socialità, magari dopo aver superato una giornata difficile” ha spiegato la direttrice artistica del Festival.
E gli avi romagnoli non sono stati gli unici ad aver superato un momento difficile, lo stesso Ravenna Festival, ha ricordato Mazzavillani Muti, è stato “salvato” dalla legge Mercatali-Albonetti approvata alla Camera che stabilisce un contributo straordinario di 1 milione di euro ai quattro principali festival italiani, fra cui appunto la kermesse ravennate.
“Abbiamo scelto di non tagliare la spesa per la cultura – ha spiegato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, sottolineando l’effetto benefico sul turismo del festival (“con un aumento delle presenze anche nel periodo autunnale), che dal 2012 ha ampliato il periodo di programmazione lungo l’intero arco dell’anno. Molti i biglietti venduti all’estero, 1200 nella scorsa edizione, con richieste provenienti da Francia, Germania, Olanda e da molti paesi europei.
D’altra parte “l’Europa nelle industrie creative deve vedere il futuro e Ravenna lo sta facendo”  ha sottolineato l’assessore alla Cultura Ouidad Bakkali, ricordando a questo proposito il ruolo delle convenzioni culturali (“Il Comune di Ravenna ne ha appena rinnovate 23 e ne sono state aperte 13 nuove, tra fotografia, cinema e arti visive”).
Il tema popolare del Ravenna Festival troverà buona parte del suo svolgimento in un luogo allestito appositamente nei Giardini Pubblici sullo sfondo della Loggetta Lombardesca, luogo che rievocherà l’ambiente delle vecchie balere che hanno scandito la vita sociale e conviviale della Romagna a partire dalla fine dell’800.

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