7 marzo 2013 - Ravenna, Politica

Il Pri Ravenna chiede le dimissioni della segreteria nazionale

"Chi si è impegnato nella campagna elettorale è stato lasciato solo"

"Le ultime elezioni hanno visto il Pri presente solo in due regioni: Emilia-Romagna e Sicilia, dove i Repubblicani hanno portato avanti con passione e senso del sacrificio una battaglia di testimonianza nel nome del Pri, di ciò che ha rappresentato e rappresenta. Oggi dobbiamo renderci conto che questa battaglia l’abbiamo portata avanti senza alcun sostegno e coinvolgimento del Pri nazionale". A parlare sono i segretari provinciale e comunale del Pri Ravenna Luisa Babini ed Alberto Ridolfi.

"Chi si è impegnato nella campagna elettorale è stato lasciato solo - spiegano -. Ai repubblicani impegnati nella campagna elettorale è arrivata unicamente la solidarietà di amici di altre regioni; dagli organi nazionali è arrivato solo silenzio. Silenzio interrotto solamente da una decisione della Segreteria Nazionale (e non della Direzione o del Consiglio Nazionale) di appoggiare l'Udc. Questa decisione, peraltro comunicata ai repubblicani esclusivamente attraverso un comunicato stampa, ha rappresentato l'unica testimonianza di vita del Pri nazionale".

Per questo l’Assemblea dei rappresentanti del Pri di Ravenna reputa "inadeguata l’attuale dirigenza nazionale del Pri, ne chiede le immediate dimissioni, la ritiene fin da ora responsabile sia del risultato, sia dello sbandamento politico che ha creato all’interno del Partito, nonché della totale assenza di proposta politica. Per il rilancio del Pri, delle idee repubblicane e del movimento repubblicano, occorre aprire una nuova fase costituente che ci permetta, con una rinnovata classe dirigente, di rilanciare l’azione dei Repubblicani con un progetto politico finalizzato a realizzare un Paese migliore dove i giovani e le donne, spesso esclusi, possano sentirsi finalmente protagonisti". 

 

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