17 marzo 2013 - Ravenna, Cronaca, Politica

Imu Ravenna: "4 milioni in più, restituire il maltolto"

Ancisi: "Si rimedi almeno in parte alle ingiustizie"

 

Ancisi fa i conti relativi all'Imu: "avanzano" oltre 4 milioni. "Un maltolto", commenta il capogruppo di Lista per Ravenna, da restituire. "Il 6 aprile scorso Lista per Ravenna presentò una propria proposta di manovra di bilancio volta ad istituire nel Comune di Ravenna una IMU socialmente sostenibile. La intitolammo: 'SALVIAMO 8.000 FAMIGLIE E PICCOLE IMPRESE DALL’IMU MICIDIALE E RIMETTIAMO A NUOVO LA CITTà DISSESTATA (vendendo una piccola parte delle azioni di Hera, pari ad appena il due per cento delle partecipazione societarie del Comune, e tagliando l’1,2 per cento della spesa corrente)'".

 

La maggioranza "del consiglio comunale approvò invece una manovra IMU che ha gravato oltre misura sulle fasce più deboli dei contribuenti.

Allo scopo di far fronte alle esigenze di spesa per il 2012, la giunta Matteucci votò nello stesso giorno, il 19 aprile, la determinazione delle aliquote e delle detrazioni per l’IMU e il bilancio del Comune che prevedeva (www.comune.ra.it/AREE-TEMATICHE/bilanci-e-tributi) di incassare dall’IMU, al netto della quota dovuta allo Stato, 62 milioni di euro. Fu più volte promesso che, in caso di maggiore introito, si sarebbe venuti incontro alle fasce sociali più colpite. Che si fosse stangato più del dovuto fu chiaro già dopo pochi mesi, quando la previsione di incasso dall’IMU fu portata, senza nulla cambiare, a 65 milioni di euro.

 

L’anno si è concluso da due mesi e mezzo, ma il Comune continua a tener segreto all’opinione pubblica che dal torchio dell’IMU sono stati spremuti 66.285.109 euro, cioè 4 milioni e 285 mila più di quello che era stato considerato necessario nel momento in cui fu varata la manovra sull’IMU.. Ancora più segreto, perfino per i consiglieri comunali, non essendoci atti ufficiali al riguardo, cosa si intende fare di questo grasso colato. Dall’assessore al bilancio Morigi è però trapelato che si proverà a ridurre qualcosina dell’IMU per il 2013, ma niente per il 2012".

 

Ancisi parla di ingiustizie clamorose da sanare.

"Siccome non è affatto vero che la retroattività, a beneficio dei contribuenti, non sia più che lecita, dovendosi solo mettere a punto gli atti amministrativi necessari, mi permetto di segnalare come sia opportuno e doveroso, per evidenti finalità sociali, restituire almeno in parte il maltolto. In attesa che se ne possa discutere, come dovuto, in consiglio comunale, e non al chiuso della sala della giunta comunale, mi limito per ora ad accennare che è necessario considerare come prime case, con aliquota del 5 per mille, e non più come seconde case, con l’aliquota esagerata del 10,6, glialloggi dati in uso a familiari,gli alloggi affittati a canone concordato(per esempio agli universitari), gli alloggi abitati dai soci delle cooperative di edilizia sociale, gli alloggi non affittati degli italiani all’estero.  Limiti e garanzie possono essere messe a punto. Serve anche una consistente riduzione dell’attuale aliquota del 10,6 per i fabbricati ad uso non abitativo di piccole imprese artigianali e commerciali a conduzione familiare.

Tanto basta per chiedere al sindaco se intende utilizzare il consistente maggiore incasso dall’IMU per rimediare, almeno in parte, alle più evidenti ingiustizie, come quelle sopra accennate, che l’IMU ha prodotto a Ravenna".

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