25 marzo 2013 - Ravenna, Cronaca

Ravenna, "ha diffamato un capo partigiano": condannato

Le affermazioni dello scrittore Gianfranco Stella ritenute lesive nei confronti di Nemesio Crotti

 

Lo scrittore ravennate Gianfranco Stella è stato condannato per diffamazione nei confronti di un ex partigiano. Secondo gli avvocati Alfredo Gianolio e Riccardo Sabadini, la sentenza del tribunale di Ravenna, in sede civile,  è “significativa” e “costituisce un ulteriore passo verso il riconoscimento della necessità di utilizzare metodi storiograficamente corretti nella ricostruzione dei fatti riguardanti il periodo bellico e post bellico”.

La causa è stata iniziata da Nemesio Crotti, partigiano di Reggio Emilia assistito appunto dagli avvocati Alfredo Gianolio di Reggio Emilia e Riccardo Sabadini di Ravenna,  contro  Gianfranco Stella per le frasi contenute in un libro dal titolo I lunghi mesi del ’45, edito da  Tipografia Moderna, distribuito da l’Editoriale s.r.l. di Bologna.

Nel volume, spiegano i legali, Stella  attribuiva al “capo partigiano” Nemesio Crotti   “l’organizzazione della morte di don Luigi Terenziani" avvenuta il 29 aprile 1945 . 

Le affermazioni  sono state ritenute dal Tribunale di Ravenna  di contenuto diffamatorio  e gravemente lesive  dell’onore e della reputazione di Nemesio Crotti.

Lo Stella è stato condannato al pagamento della somma di 10.000 euro a titolo di risarcimento del danno, al rimborso delle spese legali e alla pubblicazione della sentenza sui quotidiani Il Resto del Carlino e La Gazzetta di Reggio Emilia.

 

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