7 aprile 2013 - Ravenna, Cronaca, Politica

Candiano, "il ponte è immobile"

Dopo lo "stop" alla Madonna Greca, il commento di Ancisi

 

La celebrazione della Madonna Greca oggi si è svolta in maniera diversa rispetto al passato. Essendo impossibile l'apertura del ponte mobile, per problemi tecnici, i fedeli, risalendo in barca il Candiano, si sono dovuti fermare prima. Ancisi (Lista per Ravenna) commenta: il ponte è "costato 11 milioni e mezzo di euro sui 5 previsti nello studio di fattibilità, rispetto a cui sono occorsi dieci anni per costruirlo, dopo averne rifatto per  l’80% le saldature sbagliate".

"La causa contingente del blocco - prosegue il capogruppo -  è stata un guasto nei congegni di funzionamento del ponte, emerso dopo la sua apertura avvenuta il 10 marzo scorso per il passaggio del Moro di Venezia. Quella strutturale è che il ponte ormai non è di nessuno. Essendo scaduti nel luglio 2012 i due anni di affidamento alla ditta costruttrice per obbligo contrattuale, non volendone sapere niente la Capitaneria di Porto per la quale è solo un maldestro e pericoloso impedimento alla navigazione, essendosi il Comune rimangiato l’impegno di prenderselo in carico, il ponte bollente è rimasto nelle mani dell’Autorità Portuale: impropriamente, perché il ponte è ora un vero e proprio tratto stradale della città, utilissimo per questa funzione, ma non serve niente ed anzi è un clamoroso ostacolo alle attività del porto-canale, dal mare alla Darsena: nome che significa sempre uno 'specchio d’acqua nella parte più riparata di un porto per il ricovero delle navi'.

"A.P. dovrà fare una gara per aggiudicare a proprio carico la gestione del ponte, magari alla stessa impresa che l’ha costruito così bene: per la cronaca la CMC, che l’ha dato in subappalto ad un'altra impresa di Ravenna, che è si avvalsa di un'impresa di Perugia. Nel frattempo, non c’è nessuno che gestisca il ponte e ne controlli la funzionalità, e non esiste un apparato reperibile con immediatezza al bisogno, neppure quando si presentassero situazioni di emergenza: come fu un mese dopo l’inaugurazione, quando una barca dei vigili del fuoco alla ricerca di un uomo che si era gettato nel Candiano rimase bloccata in attesa dell’arrivo di un addetto e nel frattempo la salma era già stata reperita".

 

 

In ogni caso, "è certo che, quando il ponte si apre, le operazioni richiedono delle ore, non il tempo dichiarato di dieci minuti (contro i 35 secondi del vecchio, ma ancora efficiente, ponte mobile a pagamento). Sta di fatto che in quasi tre anni è stato aperto solo cinque volte: due per emergenze, due per la Madonna Greca ed una per il Moro. È  un mostro che si mangia la coda, perché da un lato è complicato e defatigante aprirlo e richiuderlo, ma dall’altro meno lo si usa e più se ne aggravano le condizioni di efficienza. Già all’atto dell’inaugurazione del ponte, il comandante della Capitaneria di Porto lo definì 'un ponte immobile, eccezionalmente mobile'. Ma era stato ottimista".

 

 

"Ci sta tutto - rileva Ancisi - con l’andazzo dell’amministrazione comunale volto a trasformare la Darsena e il tratto di canale dentro la città in uno stagno maleodorante, come dimostra il progetto di tombarne la parte terminale per ricavarvi spazi sotterranei ad uso commerciale. Idea aberrante, ma in base a cui sarebbe bastato, con uno o due milioni di euro, costruire un ponte stradale fisso.

Per capire in pieno come nuovi Attila possano trattare una città, basta riportare ciò che questa stessa amministrazione ha stabilito nei suoi atti fondamentali, tuttora vigenti, di pianificazione urbanistica. Il  Piano Strutturale Comunale (PSC), valido fino al 2027, contiene la seguente azione/obiettivo: 'Potenziare le funzioni di terminal passeggeri e le relative infrastrutture e attrezzature, per i flussi da e per l'Adriatico ed il Mediterraneo, verificando anche la fattibilità di un collegamento diretto via acqua con la Darsena di città'. Il Piano di Recupero Urbano (PRU) Darsena, è scritto nel Piano Operativo Comunale (POC), 'acquisisce maggiore rilevanza se messo in rapporto al nuovo e importante segmento della  crocieristica attestata su Porto Corsini per le grandi unità e sulla stessa Darsena di città per le mini crociere, oltre all’offerta recentemente rinnovata di una qualificata e competitiva portualità turistica'. Il protocollo d’intesa del 2009 obbliga tutti gli enti interessati alla Darsena ad impegnarsi verso il 'decollo del trasporto persone, con riferimento al nuovo importante segmento della crocieristica, attestato su Porto Corsini per le grandi unità e sulla stessa darsena di città per le mini crociere'. Faranno arrivare la gente fino al ponte immobile e poi la trasporteranno in bus fino all’ex Darsena, come hanno appena fatto con la Madonna Greca". 

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