23 settembre 2009 - Ravenna

Il Comune cede a Hera le reti del gas

Il consiglio ha approvato la manovra. Forti dubbi dell'opposizione sulla concorrenza

 

Il consiglio comunale ha approvato la cessione ad Area Asset delle reti gas realizzate dal 1° luglio 2002 al 31 dicembre 2006 nelle nuove lottizzazioni come opere di urbanizzazione primaria e l’espressione di indirizzo per il successivo conferimento a Hera degli impianti, delle reti e delle dotazioni relativi al servizio di distribuzione gas.

Le delibere sono state illustrate da Alberto Cassani, assessore al Bilancio: “A giugno, approvando il consuntivo 2008 di Ravenna Holding, il consiglio ha autorizzato la Holding a elaborare un progetto di conferimento delle reti del gas a Hera. Tale progetto è ora stato formalizzato dalla nostra amministrazione in due delibere, una relativa alla cessione delle reti ancora di proprietà comunale ad Area Asset, per un valore di 1.547.000 euro che arriveranno nelle casse comunali nel 2009 ed entreranno nella parte investimenti del bilancio; l’altra riguardante il conferimento complessivo delle reti del gas da Area Asset a Hera, attraverso un concambio di azioni e un aumento di capitale di Hera. L’operazione di conferimento riguarda anche il Conami di Imola, il Comune di Ferrara e Ferrara Holding. Tale operazione è pienamente legittimata dalle norme vigenti, in particolare dall’articolo 35, comma 11, della legge 448 del 2001, che prevede la possibilità di conferimento delle reti del gas anche a società quotate in Borsa entro il 31 dicembre 2003, purché venga assicurato agli enti locali il diritto a uso perpetuo e inalienabile a salvaguardia della destinazione a servizio pubblico. Inoltre il perfezionamento dell’operazione è subordinato al conseguimento del parere favorevole dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, già richiesto da Hera come previsto dalla legge 287 del 1990”.

Gli obiettivi alla base dell’operazione progettata da palazzo Merlato sono sei: conservare e consolidare il controllo pubblico su Hera; accrescere il peso dell’area romagnola in Hera; rafforzare il patrimonio di Hera in vista delle gare per la distribuzione del gas; modificare mix di immobilizzazione di Ravenna Holding garantendo una maggiore disponibilità finanziaria; estinguere le perdite di Area Asset; garantire entrate straordinarie al Comune. Il valore delle reti del gas ammonta complessivamente a circa 58milioni di euro. Il valore di concambio individuato è di 1,75 euro per azione. Le azioni ammonteranno a 33.118.000, di cui il 51 per cento bloccate e il 49 per cento libere.

Gli effetti principali saranno: per Area Asset una plusvalenza di 12.113.000 euro che al netto delle perdite pregresse produrrà riserve distribuibili per 6,1 milioni tra Ravenna e Cervia. Per quanto riguarda l’azionariato di Hera ci sarà un aumento di capitale dell’8 per cento, i soci pubblici passeranno dal 59 al 62 per cento, il gruppo Ravenna Holding da 49.300.000 azioni (4,77%) a 82.400.000 azioni (7,39 per cento). Assieme al Conami raggiungerà il 16,04 per cento, rappresentando il socio con più azioni. L’area romagnola arriverà a 26,08 per cento, contro il precedente 20.

Per quello che riguarda il bilancio del comune di Ravenna è prevista una entrata straordinaria di 6.238.000 euro, di cui 1.547.000 legati alla prima delibera e disponibili per il bilancio 2009 e il resto alle riserve distribuibili di Area Asset in conseguenza dell’operazione e disponibili per il bilancio 2010. “Dovremo decidere come utilizzare queste risorse – ha dichiarato Cassani -, considerando che si tratta di una entrata straordinaria a disposizione una tantum. L’idea è di utilizzarne una parte per fronteggiare le conseguenze della crisi, l’altra per investimenti, in particolare per la manutenzione delle strade”.

Il dibattito
L'operazione ha avuto il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell'opposizione, i cui consiglieri hanno espresso forti critiche e perplessità. “Con la cessione delle reti del gas da parte dell’amministrazione comunale di Ravenna – ha commentato Maurizio Bucci (Fi-Pdl) -, Hera si troverà ad operare in condizioni di monopolio sempre più esclusivo nell’ambito dei servizi locali in concessione. Lo stesso sindaco del Pd di Forlì, a conferma dei rischi connessi nella operazione, si è opposto alla vendita delle reti di proprietà del Comune da lui amministrato. Lo si fa invece a Ravenna, per mettere Hera al riparo dall’attacco di imprese concorrenti. Qual è allora l’obiettivo del Comune? E’ essere azionista un po’ più importante in Hera o essere invece erogatore di servizi per la popolazione che amministra?”.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, ha chiesto lumi sulla legittimità di due aspetti. Il primo relativo alla concorrenza - “Apprendo solo oggi che Hera avrebbe chiesto un parere all'Autorità” - il secondo sulle modalità di cessione del patrimonio immobiliare pubblico. Come si può ignorare il fatto che secondo la legge Bassanini bis questo può essere ceduto solo tramite un'asta pubblica? Tale procedura consentirebbe il maggior guadagno possibile e non applicarla, oltre a una violazione di legge, comporta un grave danno non solo per la concorrenza del mercato ma anche per le casse del Comune. Questa operazione pone grossi interrogativi dal punto di vista della legittimità ed è riprovevole dal punto di vista politico”.

Pieno sostegno è invece arrivato dai consiglieri di maggioranza. “A noi interessa che la maggioranza all’interno di Hera sia pubblica oggi e lo rimanga domani”, ha dichiarato Valentina Morigi (Movimento per la sinistra).

“Dal punto di vista del diritto si tratti di un'operazione pienamente legittima – ha affermato Andrea Maestri, capogruppo Pd -: i pareri di due autorevoli giuristi confermano e confortano la sola interpretazione possibile dell'art. 35 che disegna un regime derogatorio e speciale per le società quotate. La proprietà pubblica non è il solo modo per assicurare il vincolo di destinazione di un bene: è la legge a indicare nel diritto d'uso perpetuo e inalienabile un altro modo di garantire quella finalizzazione pubblica”.

Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco, Fabrizio Matteucci, affermando come “dagli interventi dell’assessore Cassani, del presidente di Ravenna Holding Gasperoni e dei capigruppo di maggioranza emerga chiaramente la conferma di una scelta compiuta al momento della nascita di Hera, cioè quella della maggioranza della proprietà in capo ai Comuni. Al momento la maggioranza pubblica non confligge con le politiche industriali del management di Hera, non costituisce ostacolo allo sviluppo dell’azienda. Le reti mantengono il loro uso pubblico. Non è esatto dire che il Comune di Forlì ci ha ripensato. I Comuni di Forlì e di Cesena hanno rinviato la discussione perché hanno avuto le elezioni”.

Matteucci ha poi ricordato la prossima trasformazione delle Sot da società in strutture, “che produrrà un risparmio del sistema Hera di otto milioni di euro”.

 

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