11 ottobre 2013 - Ravenna, Politica

Pd, De Pascale: "basta con i piagnistei e diamoci da fare"

L'assessore di Cervia presenta la sua candidatura alla segreteria provinciale

Un documento snello: sette facciate che disegnano il nuovo volto che il Pd dovrà assumere nei prossimi 4 anni e che saranno integrate nei prossimi giorni con focus specifici su alcuni temi. Si presenta così Michele De Pascale, in corsa per il titolo di segretario provinciale del Pd insieme al concorrente Danilo Manfredi a cui l' assessore comunale di Cervia si è dichiarato “legato da un'amicizia profonda”.
Quattro i punti chiave della candidatura presentata da De Pascale, già coordinatore della segretaria del Pd: pensiero, governo, partito, politiche per il territorio.
“Il Partito Democratico è nato per mettere in campo un pensiero nuovo capace di cambiare in maniera profonda il Paese ma per molto tempo si è limitato a fungere da contenitore per identità e culture diverse – ha esordito De Pascale. Imparata la lezione di Veltroni e Bersani (“in quel tentativo hanno fallito”) è tempo di voltare pagina. “Pensare di coniugare nel 2013 competitività, diritti, tutele sociali ed ambientali limitandosi alla messa in bella delle dottrine economiche dei due secoli passati sarebbe come pensare di aggiustare un MacBook con una chiave inglese”. È necessario creare nuove opportunità: “basta convegni sui massimi sistemi, questioni come l'approfondimento dei fondali del porto a Ravenna per esempio, non sono negoziabili”. 
Sul Governo si aprirà invece una fase di grandi incertezze ma anche di opportunità: se il Pd “uscirà rafforzato dal congresso”, il centrodestra sarà invece “penalizzato” e occupato da una riorganizzazione storica. “È il momento di parlare di provvedimenti forti”: dal monocameralismo al dimezzamento dei parlamentari, dalla riforma sul finanziamento pubblico ai partiti al superamento del patto di stabilità.
Quanto al partito, definito “una balena che naviga nel vinavil”, è necessario un ribaltamento dell'organizzazione, a cominciare dalla struttura sul territorio. “L'attuale mappa dei nostri circoli è stata disegnata in un accordo di spartizione fra Ds e Margherita, ormai sei anni fa". Accordo che “si è dimostrato inefficace e va rivisto”, creando nuovi circoli “spalancati a tutti quelli che vogliano partecipare”, o accorpandone di esistenti a seconda delle esigenze di ciascun territorio e creando coordinamenti a livello di circoscrizione.  "Basta con i piagnistei e le lagne, rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare”.
Le politiche locali. “Il partito deve riappropriarsi della discussione sugli indirizzi politici delle proprie amministrazioni, in una stagione in cui i cittadini faticano a percepire le differenze tra amministrazioni locali anche di segno opposto”. Come? “Un esempio evidente è quello delle politiche fiscali locali, in cui sin dall'applicazione dell'Imu si è restituita alla politica la possibilità di fare delle scelte”. E ancora il tema dell'Ausl unica romagnola, “discussa solamente nelle sedi istituzionali”. La sfida lanciata da De Pascale è quella della la nascita entro un anno, del Partito Democratico della Romagna, con organismi propri e con sedi di discussione che possano agevolare il percorso istituzionale di Area Vasta.
Affiancato da Manuela Rontini, a cui passerà il coordinamento della segreteria, De Pascale ha infine dichiarato di non aver ancora deciso a chi andrà il suo voto in sede di congresso: “non farò campagna attiva per nessuno dei candidati, ma leggerò con attenzione le candidature e poi prenderò la mia decisione".
Il documento con la candidatura di Michele De Pascale sarà disponibile sulla piattaforma wiki da oggi pomeriggio, emendabile fino al 6 novembre.

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