20 novembre 2013 - Ravenna, Cronaca

Tentato furto alle Bassette, sorpresi con 350 kg di rame

Due arresti. In casa avevano cellulari, computer, televisori, monitor e macchine fotografiche

Tentano di rubare cavi di rame ma vengono fermati dai Carabinieri. L'episodio è avvenuto la scorsa notte, quando i militari della Compagnia di Ravenna hanno arrestato in flagranza I.L. classe 1970, e A.M.B. classe 1975, entrambi di origine rumena, in Italia senza fissa dimora, autori in concorso del tentato furto e per la ricettazione di altro materiale di illecita provenienza.
Ad avvisare le forze dell'ordine era stato il proprietario di un capannone industriale abbandonato nell’area delle Bassette, dopo che aveva trovato il lucchetto di una delle porte di accesso tagliato, e vari cavi elettrici già tagliati e sguainati accatastati, pronti per essere portati altrove. I militari della stazione di via Alberoni, con l’ausilio dei colleghi del Radiomobile, hanno dunque organizzato e condotto un servizio di paziente attesa nelle vicinanze del capannone.

Nella tarda serata di ieri i due uomini, successivamente arrestati, arrivano in bicicletta. Dopo essersi guardati attentamente attorno, scavalcano il cancello della ditta introducendosi all’interno del capannone, portandosi alcuni sacchi vuoti, simili a quelli già riempiti all’interno. Ma quando stanno per uscire vengono bloccati e perquisiti. Il rame all’interno del capannone, già imbustato e quello ancora da imbustare è stato successivamente pesato risultando pari a circa 350 kg.
I militari della Stazione, conoscendo il luogo di dimora di uno degli arrestati per pregressi motivi di giustizia, un casolare abbandonato vicino a via Romea Nord, decidono di effettuare un sopralluogo della zona. All’interno sono stati rinvenuti altri sacchi pieni di rame simili a quelli trovati all’interno del capannone; parti di tubi in rame in stato di abbandono ed ancora svariati oggetti elettronici tra cui telefoni cellulari, computer portatili, televisori/monitor e macchine fotografiche tutto, sequestrato.
"Visti i precedenti specifici dei due fermati anche piuttosto recenti - spiegano i Carabinieri - considerato il cospicuo rinvenimento di materiale all’interno del loro domicilio e valutata la natura dei fatti gli stessi sono dichiarati in stato di arresto e trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia in attesa di giudizio".
Ulteriori indagini saranno condotte per comprendere se i due operassero in maniera isolata insieme ad altri, mentre su tutto il materiale tecnologico, molto del quale rinvenuto anche dentro a valigie o a cartoni ben confezionati e chiusi pronti, verosimilmente, per una spedizione, saranno eseguiti gli accertamenti utili a risalire ai legittimi proprietari.

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