26 dicembre 2013 - Ravenna, Cronaca

Da tempo spaventava gli abitanti di Granarolo Faentino: arrestato dai Carabinieri

Comportamenti violenti nei bar della zona. Condannato a 8 mesi, obbligo di firma

I Carabinieri della stazione di Granarolo Faentino (al comando del luogotenente Vito Agliano) hanno arrestato in flagranza dei reati di “minaccia e resistenza a pubblico ufficiale” nonché “porto illegale di arma da taglio” un faentino classe 1956, noto alle forze dell’ordine. All’interno del bar “Le buche laghetto sportivo” di Granarolo Faentino, sin dalla mattina del 24 dicembre l'uomo aveva creato insistentemente disturbo sia ai proprietari che agli avventori, finché, nel primo pomeriggio, esasperati dall’atteggiamento dell'uomo, i frequentatori del bar hanno chiesto l’intervento dei militari. Come spiegano gli stessi i Carabinieri, già nella tarda serata erano intervenuti al bar “Ghisa” di Granarolo Faentino poiché la barista aveva segnalato la presenza dell'uomo, assiduo frequentatore del bar, che in preda ai fumi dell’alcool stava infastidendo i clienti minacciandoli insistentemente con frasi del tipo: “sono io il padrone e faccio quello che mi pare” – “non siete capaci di fermarmi lasciatemi perdere o sarà peggio per voi!”. Addirittura, per come riferito dai presenti ai carabinieri, quell’uomo senza alcun motivo aveva “messo le mani addosso” a due clienti strattonandoli e spintonandoli, inoltre con un pugno aveva rotto un bicchiere che un avventore aveva in mano, fortunatamente senza ferirlo mentre un altro cliente era stato colpito sempre con calci e pugni dopodichè era riuscito a scappare. Ne era derivato, proseguono i militari, un “fuggi-fuggi” generale da parte dei clienti che impauriti dall’aggressività di quell’uomo avevano abbandonato il locale mentre la barista, dopo aver telefonato al 112, era stata costretta a nascondersi dietro il bancone in preda al panico. Al momento dell’arrivo dei carabinieri al bar, il soggetto si era appena allontanato. Tuttavia raccolte le prime testimonianze, i militari dell’Arma riuscivano a rintracciarlo nel centro abitato di Granarolo dove gli contestavano la sanzione prevista per “ubriachezza”, informandolo delle conseguenze penali cui sarebbe andato incontro a causa del suo modo di fare.   In realtà il 57enne la mattina successiva metteva in atto analogo comportamento nel bar “Le Buche laghetto sportivo”. Nuovamente in stato di ubriachezza, ha cominciato ad importunare i clienti offendendoli ripetutamente e costringendoli ad uscire dal locale, inoltre ha anche insistentemente minacciato la barista che, visto il suo stato psico-fisico, gli aveva negato la somministrazioni di alcolici che lo stesso, invece, pretendeva con estrema arroganza. Appena intervenuti i carabinieri gli hanno chiesto di allontanarsi dal bar: ma quell’uomo senza indugio si è avvicinato al capo equipaggio maresciallo Bruno Vivaldo, vice-comandante della stazione di Granarolo Faentino, e dopo averlo insultato e minacciato di morte gli si è scagliato contro con l’intento di colpirlo con un pugno al volto. Tuttavia con prontezza di riflessi ha schivato il colpo e ha immediatamente immobilizzato l'uomo, con l’ausilio degli altri carabinieri presenti. Anche se ammanettato, ha continuato a lungo ad avere un comportamento violento e minaccioso, anche in caserma, dove è stato sottoposto ad una perquisizione che ha consentito di rinvenire nella tasca dei suoi indumenti un coltello a serramanico con una lama di dieci centimetri. A causa della sua condotta è stato arrestato in flagranza di reato, quindi su disposizione del pubblico ministero Monica Gargiulo è stato custodito in cella di sicurezza fino al processo per direttissima celebratosi questa mattina.   Le testimonianza acquisite dai Carabinieri hanno consentito di documentare una lunga serie di comportamenti dello stesso tenore messi in atto in numerosi bar della zona con frequenza pressochè quotidiana, soprattutto gli abitanti di Granarolo Faentino hanno confermato la loro esasperazione per l’atteggiamento di quell’uomo che perdura da molto tempo e hanno svelato il loro timore di denunciarlo temendo ritorsioni da parte sua.   L’arrestato, con un passato da pugile, conta una lunghissima serie di precedenti penali per reati di indole “violenta”, rilevano i Carabinieri, inoltre già in precedenti occasioni si era reso responsabile dei reati di oltraggio e resistenza contro le forze dell’ordine puntualmente intervenute su richiesta di cittadini dallo stesso importunati e minacciati.   Al termine del rito abbreviato, lo stesso è stato condannato dal giudice Rossella Materia alla pena di otto mesi di reclusione quindi sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso la stazione carabinieri di Granarolo Faentino.

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