8 febbraio 2010 - Ravenna, Sport

Verona-Ravenna 2-1: la beffa è di rigore

Ai giallorossi non bastano un super Anania e il primo centro di Felci

Verona-Ravenna 2-1. La sconfitta ci poteva stare, lo si è detto alla vigilia e lo si ripete anche dopo la partita. Certo è che dopo un primo tempo finito a reti inviolate e dopo il pareggio lampo di Felci, l’idea di uscire dal Bentegodi con un risultato positivo non era poi così campata in aria.

Esposito schiera dal primo minuto i nuovi acquisti Felci e Correa, recupera in extremis Sciaccaluga e mantiene il solo Piovaccari davanti. Un 4-4-1-1 che può far male se gli esterni girano a dovere, ma nel giorno della grande prova di Robson Toledo, a steccare è proprio Felci. Che ha sì realizzato il gol del pari, ma è parso un po’ timido a centrocampo dove ha perso diversi palloni e mancato una buona occasione nel primo tempo.

Anania superman
Il Ravenna da trasferta parte come al solito con il freno tirato e i padroni di casa, sospinti dal tifo incessante dei 15mila, si fanno subito vedere dalla parti di Anania. Sono le prime avvisaglie di una battaglia che vedrà il portiere giallorosso parare il parabile e anche qualcosa in più. Nell’ordine: al 20’ Berrettoni si beve Giordano e spara a botta sicura, Anania si distende e respinge; al 22’Colombo va al tiro, Anania c’è; al 33’ il numero uno giallorosso esce su Esposito lanciato a rete; al 35’vola su un tiro da fuori; al 39’devia di piede in angolo un tiro di Berrettoni diretto al palo lontano. La curva veronese si spazientisce e gli riserva una discreta razione di fischi. A dare un po’ di fiato alle trombe giallorosse ci pensa Toledo, con un tiro alto e una sgroppata sulla sinistra con servizio preciso per Felci, che da buona posizione spreca svirgolando a lato. Il primo tempo va in archivio con la consapevolezza che si poteva essere sotto di tre gol.

La legge del più forte
La ripresa inizia sulla falsariga della prima frazione, con il Verona in avanti e il Ravenna bravo a chiudere le iniziative degli scaligeri. Ogni tanto la palla capita al solitario Piovaccari che corre e si danna l’anima ma ha solo un’occasione per mettersi in luce, incornando però alto. Al 69’ la difesa giallorossa si perde Pugliese sulla sinistra, l’esterno arriva comodamente sul fondo e crossa in mezzo per Di Gennaro che brucia tutti e fa secco Anania. Boato, Verona in vantaggio. A questo punto i 170 supporter venuti dalla Romagna si sentono perduti. Non un tiro in porta pericoloso, nessuna parata di Rafael, la capolista in vantaggio in casa, come rimediare? Detto, fatto. Non c’è tempo di mandare i messaggini disperati agli amici rimasti a casa per il Carnevale che Correa gestisce palla in area, passa a Felci che dal limite lascia partire un sinistro velenosissimo che si insacca alle spalle di Rafael. Sotto la curva veronese, che non smette comunque di cantare. Dall’altra parte i tifosi giallorossi saltano come cavallette, festeggiando quel gol che in trasferta mancava da Marcianise. La rimonta è completa ma è proprio in qui momenti che una grande squadra non si accontenta: come una fiera feroce, sente l’odore del sangue e affonda il colpo, quello mortale. E il colpo vincente ce l’ha in canna al 73’ Toledo, che dopo una serpentina sulla sinistra si accentra, trova lo spazio per il tiro ma la sua conclusione termina a lato. Il Verona, invece, è letale. Passano cinque minuti e Mattia Serafini, fino ad allora un volpone in difesa, stende il neoentrato Rantier appena dentro l’area. Rigore netto, altro boato. Sul dischetto va lo stesso Rantier, Anania si tuffa a sinistra e respinge, la difesa ravennate dorme, non Cangi che si avventa sulla ribattuta e silura in rete. Il boato del pubblico stavolta fa più male, perché è quello decisivo. La partita si chiude di fatto qui, Esposito getta nella mischia Gerbino Polo e Scappini quando mancano cinque minuti alla fine ma è troppo tardi, il Verona porta a casa il bottino pieno. Al Ravenna, che resta fermo a 32 punti, due sotto la zona playoff, rimane la soddisfazione di aver tenuto il campo con personalità per buona parte della partita. Ai tifosi una bella giornata di tifo in uno stadio da serie A e la quasi certezza che se si vuole ritornare a passeggiare per il lungadige anche il prossimo anno, bisogna vincere i playoff.

Matteo Papi

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.